Dopo i "proclami" nella press conference del giovedì, la prima sessione di libere a Sochi sembra voler confermare i propositi di riscatto delle due "seconde guide" di Ferrari e Mercedes. Kimi Raikkonen e Valtteri Bottas, infatti, si sono piazzati ai primi due posti della classifica nella prima mattinata del weekend russo, con i vari piloti impegnati alla ricerca del limite su una pista decisamente insidiosa: a farne le spese anche i rispettivi caposquadra Lewis Hamilton e Sebastian Vettel, autori di diverse "escursioni".

 

A Sochi la lingua maggiormente in voga sembrerebbe essere quella finlandese, almeno a giudicare dai risultati della prima sessione di prove libere. I due rappresentanti del paese scandinavo si sono infatti ben distinti nella prima ora e mezza del GP Russia, con il ferrarista che è riuscito a precedere il connazionale della Mercedes per soli 45 millesimi. Un risultato che infonde una certa dose di ottimismo nel box di Maranello, soprattutto grazie ai riscontri positivi emersi nel terzo settore della pista, ovvero quello che storicamente aveva sempre regalato i maggiori grattacapi alla Rossa. Dopo aver ribadito nel corso delle dichiarazioni inaugurali del weekend la propria intenzione di non sentirsi delle “seconde guide” in seno ai rispettivi team (ma quanto ci sarà di vero?), Raikkonen e Bottas sembrano dunque aver iniziato col piede giusto un weekend che potrebbe rivelarsi come una sorta di spartiacque per la propria stagione. Ad inseguire il duo finnico si è piazzato Lewis Hamilton, staccato di oltre mezzo secondo dalla vetta e alle prese con qualche difficoltà soprattutto nell’impegnativa staccata di curva 2, dove è sembrato faticare nell’individuazione del corretto punto di frenata, tanto da finire più volte “lungo”. Discorso simile anche per Sebastian Vettel, il quale si è anche regalato un testacoda senza danni nel terzo settore mentre seguiva da vicino una McLaren. Il leader della classifica iridata ha ottenuto il quinto tempo in 1:37.230, piazzandosi tra le due Red Bull di Verstappen e Ricciardo.

Da sottolineare che in casa Ferrari è stata montata su entrambe le vetture la terza unità turbo: sicuramente non una notizie rassicurante (visto il limite fissato a quattro per l’intera stagione prima di incorrere in una penalità) anche se non è escluso che le due precedentemente utilizzate non possano trovare nuovamente spazio in futuro su piste meno esigenti dal punto di vista del motore.

Nella top ten si sono piazzate anche Williams e Force India, con Perez a precedere Massa, Stroll e Ocon. Proprio quest’ultimo ha involontariamente causato l’unica bandiera rossa, dopo aver perso parte del cofano motore per il cui recupero è stato necessario sospendere la sessione per alcuni istanti. Sfortuna anche per Sergey Sirotkin, il terzo pilota Renault che all’appuntamento col circuito di casa ha potuto percorrere solo un paio di tornate prima di doversi arrestare in pista per l’improvviso spegnimento della power unit. L’altro pilota di casa, Daniil Kvyat, ha ottenuto l’11esimo tempo, precedendo la Haas di Magnussen e la McLaren di Alonso.

La pista, pur essendo inevitabilmente “green”, si è presentata agli uomini Pirelli leggermente più abrasiva rispetto al passato, pur rimanendo con ogni probabilità la più “gentile” sugli pneumatici dell’intero calendario. Facile prevedere per domenica una gara a una singola sosta, anche se per parlare di strategie si dovranno attendere almeno i riscontri provenienti dalle simulazioni sul passo gara che verranno effettuate nel corso della seconda sessione, in programma dalle ore 14 italiane.

Marco Privitera

 

sochi fp1

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