Credit: @Scuderia Ferrari Press Office

Sarebbe potuta essere un’altra trionfale doppietta, dopo quella ottenuta una settimana fa, ed invece in casa Ferrari l’unica coppa conquistata a fine gara è quella del terzo classificato. Una magra consolazione, visto che anche a Sochi la SF90 ha dimostrato di avere tutte le carte in regola per proseguire il proprio ciclo vincente, iniziato con il successo colto a Spa con Leclerc. Peccato che la Rossa in Russia abbia visto sfumare tutti i propri sogni di gloria nel breve volgere di pochi secondi…




Da una prima parte di gara letteralmente dominata, ad una seconda conclusa arrancando alle spalle delle due Mercedes. E (fatto ancor più grave) con l’affidabilità che è tornata ad essere un tallone d’Achille. La trasferta in terra russa della Ferrari non ha portato al risultato sperato alla vigilia, specie considerando le aspettative emerse al termine delle qualifiche, con un Leclerc ancora splendido protagonista ed in grado di ottenere la sesta pole stagionale.

I timori sul fatto che quello di Sochi non fosse paradossalmente il circuito più…adatto sul quale scattare davanti a tutti si sono puntualmente avverati allo start, con il monegasco letteralmente risucchiato dalla scia del compagno e costretto ad accordarsi a Vettel alla prima staccata. Una manovra che il giovane ferrarista non ha di certo ostacolato, consapevole che (secondo gli accordi pattuiti) prima della gara, il tedesco gli avrebbe restituito la posizione nelle prime battute.

Cosa che però (nonostante l’imbarazzante ping-pong delle comunicazioni via radio) non è avvenuta. Vettel ha tirato fuori gli artigli nel primo stint, inanellando una serie di giri veloci e mettendo il muretto box nelle condizioni tali da rendere impossibile lo “switch” preventivato. Leclerc, dal canto suo, dopo un paio di tornate ha iniziato a soffrire il degrado delle gomme, trovandosi nell’inaspettata situazione di dover inseguire un compagno quanto mai determinato.

A quel punto, una volta aperta la finestra dei pit-stop, è stato il monegasco il primo a fermarsi, mettendo subito a segno una sequenza di giri veloci con gomma Soft, con Vettel che si è ritrovato immediatamente alle spalle del compagno dopo la propria sosta. A quel punto, il patatrac: la parte ibrida della Power Unit del tedesco ha manifestato segni di cedimento, ed a Seb è stato imposto l’immediato stop in pista. Stop che ha causato l’inevitabile Virtual Safety Car, con le Mercedes che ne hanno prontamente approfittato per effettuare il cambio gomme, giocando la carta vincente (e fortunata) per aggiudicarsi la gara.

In Ferrari, però, un dato è certo: la rivalità tra Vettel e Leclerc sta montando sempre più, di gara in gara. Per ora entrambi stanno cercando di tenere a bada i nervosismi, ma anche nelle dichiarazioni post-gara di Sochi, nonostante i tentativi di minimizzare, la tensione appariva evidente. Le continue incomprensioni delle ultime gare, i ripetuti “dobbiamo chiarire tra di noi”, sembrano soltanto gonfiare una bolla che prima o poi rischia di esplodere. Leclerc ha voglia di dimostrare (e lo sta facendo) tutto il proprio valore, mentre Vettel, specialmente dopo il ritorno alla vittoria, vuole mettere a tacere le voci che lo davano per finito. Uno scontro di generazioni, dunque, che se non gestito adeguatamente dal team rischierà solo di andare a minare, soprattutto in chiave 2020, la stabilità interna.

All’interno del team, come evidenziato nelle dichiarazioni di Binotto, occorrerà in primo luogo riflettere sui guai e sugli errori che oggi hanno fatto sfumare una doppietta quasi certa: a partire dalle cause che hanno determinato l’uscita di scena di Vettel, sino alla scelta strategica che, a conti fatti, ha visto Leclerc regalare la seconda posizione a Bottas con la decisione di montare le gomme Soft nel finale.

In ogni caso, la Ferrari ha confermato di possedere un pacchetto rivelatosi vincente su ogni tipologia di circuito: il percorso sembra essere tracciato anche in chiave 2020, con Binotto e soci che dovranno anche fare i conti con la necessità di dover gestire un sottile equilibrio tra i propri piloti per non rischiare di perdere punti preziosi per strada.

Marco Privitera

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