Max Verstappen, ancora problemi con il suo DRS. Credits: Red Bull Content Pool
Max Verstappen, ancora problemi con il suo DRS. Credits: Red Bull Content Pool

La terza sessione di Prove Libere in Qatar ha visto le Mercedes dettare il passo, ma a distogliere l’attenzione sulle Frecce d’Argento ci ha pensato il DRS instabile e ballerino di Max Verstappen.

Per la serie “cominciamo bene”, a Mazepin l’ingegnere dice “stop the car” mentre esce dalla pit lane appena scatta il semaforo verde. “Il suono del motore non era normale” dice Nikita. Subito bandiera rossa. In Red Bull intanto si lavora sulla monoposto di Verstappen per correggere l’instabilità del DRS.

I primi tempi degni di nota arrivano a 40 minuti dal termine e sono delle due Mercedes, con Hamilton davanti a Bottas di 69 millesimi con un tempo di 1:23.950.

La prima delle Ferrari è quella di Sainz, che gira in 1:24.537, mentre Leclerc è più lento e gira in 1:24.628. A 36 minuti dal termine il più veloce è Alonso su Alpine, che detta il passo con un tempo di 1:23.904.

Un minuto più tardi Bottas fa meglio e detta il passo in 1:23.387, seguito a ruota da Hamilton che si mette davanti in 1:23.152.

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Il problema dell’ala mobile su Verstappen non è risolto, nonostante tutto il talento olandese gira in 1:23.1 dettando il passo a mezz’ora dal termine, superato poi dopo cinque minuti da Bottas con un tempo di 1:22.573, seguito da Hamilton di soli 82 millesimi.

Alla fine, nell’ultima mezz’ora, abbiamo avuto modo di vedere una Ferrari interessante ma più lenta di Gasly e un Leclerc in difficoltà, tanto da andare in testacoda. Molti piloti hanno toccato i cordoli danneggiando il fondo delle vetture, ma c’è stato un solo track limits nei confronti di Pierre Gasly.

Rimane l’incognita dell’ala di Max Verstappen, che di fatto crea non poche difficoltà all’olandese, e lo mette sotto la lente d’ingrandimento della Federazione e della Mercedes, sul piede di guerra anche dal punto di vista politico.

Beppe Dammacco

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