Qatar Ferrari
Credit: profilo Twitter Scuderia Ferrari

Forse il Qatar non rappresentava il teatro migliore per vedere le Ferrari competitive, ma i risultati del sabato offrono uno scenario piuttosto desolante. Per le vetture del Cavallino Rampante solo una settima posizione per Carlos Sainz jr, con Charles Leclerc in tredicesima posizione e mai con il ritmo giusto per passare il Q2.

Il sabato del GP del Qatar non parla di un gran feeling in generale per i motorizzati Ferrari, con cinque PU di Maranello (su sei complessive) fuori dalle prime due manche di qualifica. Nel sabato sbiadito delle Rosse possiamo trovare due punti tecnici di discussione. Il primo: la PU (anche se aggiornata) non arriva ai livelli di prestazione degli avversari. Il secondo: in Ferrari hanno qualche problema con la gestione delle finestre di utilizzo delle gomme, specialmente la gamma dura.

Sabato inspiegabile

Entrambi i problemi non sono nuovi e si spera in una loro risoluzione con le monoposto del 2022. Per il resto la prestazione di Leclerc (fuori dal Q2) è talmente inspiegabile che nemmeno il monegasco trova il modo di descriverla. Semplicemente la monoposto di Charles non aveva ritmo, tanto che, nonostante un tentativo con le gomme rosse, il suo 1:22.463 non avvicina lo sbarramento del decimo, coincidenza vuole Sainz jr, in 1:22.241, distaccato di due decimi pieni.

Per lo spagnolo notiamo l’ingresso in Q3, ma fondamentalmente anche qui manca il passo per fare meglio. Il tempo di 1:21.840 è distante più di un secondo dall’incredibile 1:20.827 del pilota in pole position, Hamilton. Altro segnale di mancanza di ritmo è segnato dalla progressione dei tempi nei turni di qualifica. Carlos segna 1:22.304 – 1:22.241 – 1:21:840, mentre Norris (davanti allo spagnolo di un decimo) segna 1:22.839 – 1:22.216 – 1:21:731, con un miglioramento più marcato.

Confronti

Se le prestazioni dovessero rimanere queste, domenica potrebbe rivelarsi un calvario per le vetture di Maranello, almeno in termini generali. Forse per la competizione (ormai al ribasso per entrambe le scuderie) con la McLaren i termini per fare meglio o limitare i danni sono ancora presenti.

A titolo di esempio, riportiamo il raffronto telemetrico tra Hamilton e Sainz sui giri più veloci in qualifica.

In termini di velocità l’inglese sovrasta ovunque lo spagnolo, ma la vera differenza va notata nelle frenate (più ritardate e profonde) e nell’utilizzo più smaliziato dell’acceleratore da parte dell’inglese. Il segnale parla piuttosto chiaro: la Ferrari soffre in qualche maniera di problemi di bilanciamento, che rendono la monoposto meno gestibile nei transitori del misto e delle curve.

Luca Colombo

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