Il Gran Premio d’Olanda ha mostrato una Mercedes in difficoltà rispetto alla Red Bull sul ritmo gara, con Hamilton incapace di andare all’attacco di Verstappen. Anche la gestione della corsa, relativamente alla condotta dei piloti, ha lasciato qualche dubbio, in particolare negli ultimi passaggi alla ricerca del punto per il giro veloce.

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Bottas e quello “strano” giro veloce

L’episodio che ha mostrato una certa dose di nervosismo all’interno della casa della Stella a Tre Punte ha avuto luogo nei giri finali, quando ormai dal muretto si stava pensando più a far ottenere il punto addizionale a Lewis Hamilton. Bottas si trovava ormai a 20 secondi dall’inglese, quando a quattro giri dal termine è stato richiamato ai box per montare gomme rosse. Una scelta dettata dal degrado e dalla necessità di poter garantire un pit “libero” al pilota di Stevenage, che peraltro aveva già il giro veloce.

A questo punto, il finlandese si è trovato con una vettura ben più performante degli avversari; il giro record era dietro l’angolo! Dai box, però, l’ordine era chiaro: mantenere il ritmo, senza rubare punti preziosi al team leader. Valtteri, però, ha avuto una reazione non calcolata da Toto Wolff, facendo il giro record nonostante i ripetuti richiami via radio del suo ingegnere.

Risultato: terza sosta necessaria per Hamilton, che si è salvato all’ultimo passaggio grazie al tempo di 1:11.097. Poco male alla fine dei conti, ma la “ribellione” di Bottas ha provocato un pit in più per l’inglese, con tutti i rischi che ne conseguono.

Valtteri sembra essere ormai un esterno

Nulla è cambiato per Mercedes e soprattutto per Hamilton in quegli ultimi passaggi, con l’inglese che ha incassato il punto aggiuntivo limitando i danni. L’immagine del team e dell’ambiente al suo interno, però, non è certo di quelle più tranquille.

La gara di Bottas, una volta fermatisi i primi, è stata impostata sul contenimento di Verstappen, peraltro mal riuscito, visto il sorpasso subito dall’olandese al giro 31. La terza posizione finale è sicuramente frutto di un passo gara inferiore rispetto al team mate, ma anche di uno “sfruttamento” da parte della squadra in favore di Lewis. Probabilmente, questo è alla base della disobbedienza di Valtteri agli ordini, e del giro veloce fatto momentaneamente strappato al team mate.

Resta un fatto: Bottas è in uscita da Mercedes, e il team non perde occasione per impostare i suoi weekend di gara da secondo pilota. Sembra ormai imminente il suo annuncio in Alfa Romeo, con il seguente arrivo di Russell a Brackley, e questo fa sì che ormai il finnico sia un corpo estraneo al team.

Certo, nel post gara Toto Wolff si è espresso sull’argomento, sottolineando come in un Mondiale come questo, ogni punto conti, e per lottare fino in fondo non bisogna lasciare nulla di intentato. Il ragionamento non fa una piega, è corretto, e denota come la sfida in questa stagione sia arrivata ad un livello veramente alto. Il problema, forse, risiede nell’immagine che ha sempre voluto dare di sé il team, parlando di due piloti a pari trattamento, quando è evidente che non è così.

In ogni caso, dopo la scarsa resistenza contro Verstappen, la “ribellione” di Bottas ha dato un po’ più di pathos ad un finale che sembrava già scritto. Certo, fosse stato in questi anni più costante e veloce, forse oggi si troverebbe ad essere considerato in un’altra maniera da parte del team!

Nicola Saglia