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Credits: Red Bull

La protesta avanzata dalla Scuderia Ferrari nei confronti dei piloti della Red Bull è stata rigettata dalla FIA. La linea gialla all’uscita della pit lane non è stata completamente oltrepassata dalla ruota della vettura di Sergio Perez, né di quella guidata da Max Verstappen. Il risultato del GP di Monaco è pertanto confermato.

NESSUNA INVESTIGAZIONE IN GARA

L’ordine d’arrivo della gara odierna è rimasto sub iudice per quasi quattro ore dalla bandiera a scacchi, dopo la protesta formale della Ferrari nei confronti di Max Verstappen e Sergio Perez. Entrambi i piloti non hanno rispettato la linea gialla dell’uscita della pit lane, non suscitando tuttavia una reazione da parte della direzione gara. Nessuna investigazione da parte degli stewards, malgrado la stessa regia internazionale abbia riproposto le immagini del fatto incriminato che ha visto protagonisti entrambi i piloti della scuderia di Milton Keynes.

LA SPIEGAZIONE DELLA FIA

L’accaduto ha successivamente raggiunto gli uffici degli stewards grazie al richiamo della Ferrari. Iñaki Rueda per il team di Maranello e Jonathan Wheatley per la Red Bull hanno rappresentato i rispettivi team davanti agli stewards, che hanno dato ragione al team anglo-austriaco.

Alcuni precedenti come l’episodio di Yuki Tsunoda in Austria, penalizzato addirittura due volte, sono stati usati dalla Ferrari a sostegno della propria tesi. La FIA ha replicato notando che secondo l’articolo 5 c) del Capitolo IV dell’Appendice L dell’International Sporting Code “la vettura non deve oltrepassare la linea alla pit exit”. In questo caso, infatti, la vettura non ha oltrepassato la linea: l’infrazione sarebbe scattata con una ruota interamente oltre la linea.

Eduardo Freitas ha ammesso inoltre che le note briefing pre-evento, utilizzate dalla Ferrari per muovere l’accusa, erano effettivamente un “taglia e incolla” di quelle dell’anno precedente, e non erano infatti adattate all’appendice L del 2022. Tale sbavatura della direzione di gara va ad aggiungersi alla lunga lista di imprecisioni e inconsistenze che si sono susseguite negli ultimi tre anni, nonché alle immotivate tempistiche necessarie per giungere a una conclusione.

Beatrice Zamuner

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