Il Circus della F1 approda sul circuito più glamour della stagione: Montecarlo. Sulle stradine del principato è ancora il pilota, il più delle volte, a fare la differenza: in particolare il telaio e l'aerodinamica rivestono un ruolo più importante rispetto al motore, ed è in questo contesto che i team più piccoli sperano di ridurre il distacco dai top team. La cosa saltata subito agli occhi è che su tutte le vetture ha fatto la comparsa la T-Wing per cercare di aumentare il carico aerodinamico sull'asse posteriore. Ma vediamo le principali novità apparse nel Principato:

Mercedes
Il team campione in carica, dopo il corposo pacchetto portato a Barcellona, si è limitato ad adattare la vettura alle esigenze del tracciato, aumentando l’incidenza dei flap sugli alettoni anteriori e posteriori; da notare che la W08 nell’ultimo settore del circuito di Montmeló, il più guidato e lento, si è dimostrata la più veloce, segno dell’ottimo bilanciamento generale della vettura.

Red Bull
Anche sulle vetture del team di Milton Keynes ha fatto la sua comparsa la T-Wing: in particolare si tratta di un biplano (riquadro rosso) ma con le paratie verticali che scendono oltre il profilo orizzontale più basso.
Da notare l’alettone anteriore da alto carico, con la cascata dei profili alari superiori che presentano una corda davvero elevata (riquadro giallo), mentre sull’ultimo profilo c’è anche un nolder (cerchio verde), il tutto per aumentare la deportanza sull’asse anteriore.
Gli uomini Red Bull per sopperire al progetto “low-drag” (a basso carico) stanno man mano inserendo dei profili aerodinamici per aumentare la deportanza della vettura a scapito della velocità di punta.

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Ferrari
Il team di Maranello ha confermato quanto già visto a Montmeló introducendo degli affinamenti per Monaco: oltre alle ali da alto carico è stato introdotto un nuovo doppio monkey seat con il primo che avvolge quasi totalmente lo scarico ed il posteriore più grande e con una forma squadrata a doppio profilo per migliorare il carico sull’asse posteriore e, quindi, la trazione.
Nuovo anche il cofano di dimensioni maggiori per migliorare lo smaltimento della Power Unit, viste le basse velocità e le elevate temperature.
Prove comparative per i cestelli dei freni anteriori con Raikkonen che ha utilizzato la versione già vista in precedenza che presenta delle feritoie a goccia per smaltire il calore dell’impianto frenante, mentre Vettel ha utilizzato una versione più chiusa con la sola feritoia in alto per favorire l’innalzamento delle temperature degli pneumatici anteriori.

 

Force India

Anche il team indiano ha sfoggiato diverse soluzioni atte ad incrementare il carico aerodinamico a discapito dell’efficienza, soprattutto in corrispondenza dell’asse posteriore per migliorare la motricità.
È interessante da notare l’introduzione della T-Wing più estrema vista sinora: sulla vettura rosa è comparso addirittura un triplano con il chiaro scopo di aumentare il carico; anche il nuovo monkey seat lavora in questa direzione: da notare la forma molto squadrata e più grande rispetto a quelli già visti sulle altre monoposto.

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Williams
Anche il team di Grove ha introdotto una nuova T-Wing molto complessa (riquadro verde) con due profili a loro volta sdoppiati tramite una soffiatura per generare deportanza sull’asse posteriore.
Interessante lavoro di pulizia aerodinamica nel retrotreno della vettura inglese: è stata introdotta una paratia verticale sul bordo dello scivolo dell’estrattore per separare e pulire i flussi in uscita dal fondo vettura e le turbolenze generate degli pneumatici posteriori; questa soluzione comporta sicuramente una riduzione in termini di velocità di punta, ma su un circuito cittadino come quello di Monaco non è determinante.

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McLaren
La novità più importante per il team di Woking è senza dubbio il ritorno di Button al posto di Alonso, impegnato ad Indianapolis.
Ma anche a livello tecnico si è visto un alettone anteriore e posteriore ad alto carico per migliorare la direzionalità e la trazione nelle curve: senza dubbio questo di Montecarlo è un circuito in cui la McLaren può ben figurare visto che il motore conta meno.

Haas
Il team americano, coadiuvato nella parte aerodinamica dalla Dallara, sta portando avanti lo sviluppo della monoposto ad ogni GP: sul circuito di Montecarlo è comparsa una nuova versione della T-Wing, molto simile a quella McLaren, con il punto di ancoraggio alla pinna a “V” per cercare di migliorare la trazione in uscita dalle curve lente.
Dopo il ritorno al sistema Brembo per l’impianto frenante è da vedere se i piloti, in particolare Grosjean, avranno ancora problemi su un circuito così esigente.

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Renault
Anche il team francese è alla ricerca di carico aerodinamico con un alettone anteriore e posteriore da alto carico e l’introduzione di una nuova T-Wing triplano, molto simile a quello della Force India, con paratie verticali più sottili.
 
Sauber
Come al solito il team di Hinwil ci ha abituato a numerose evoluzioni per sopperire al motore utilizzato (la Power Unit Ferrari del 2016), in particolare per il GP monegasco ha portato numerose soluzioni per aumentare il carico aerodinamico.
Completamente rivisti i deflettori laterali di chiara ispirazione Mercedes composti da tre elementi che lavorano con il nuovo fondo piatto più lungo e con le soffiature (riquadro rosso), il tutto per indirizzare meglio la vena fluida verso il corpo vettura ed, al tempo stesso, alimentare il fondo piatto generando più deportanza.
Nuova anche la T-Wing ora a biplano (cerchio verde) sempre per aumentare il carico; inoltre è stata introdotta un’ulteriore biplano (riquadro giallo) proprio sugli scarichi (soluzione simile a quella utilizzata dalla Williams) per “caricare” il posteriore, entrambe sono abbinate ad un nuovo alettone da alto carico.

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Essendo un tracciato cittadino, con una sede stradale stretta ed accerchiata da muretti, a Monaco è di vitale importanza partire il più avanti possibile: ciò implica che tutti i team concentreranno i propri sforzi per cercare il giusto equilibrio tra l’assetto da qualifica e quello da gara, prediligendo il primo.
 
Michele Montesano

 

 

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Michele Montesano. Nato a Potenza nel 1989 (l’anno del primo cambio al volante della F1). Da sempre innamorato delle auto e tutto ciò che le riguarda, fin da piccolo leggevo contemporaneamente Topolino e… Autosprint. Visti i miei studi in ingegneria meccanica, adoro la tecnica sia per quanto concerne l’aerodinamica che per il telaio e motore. Ferrarista dalla nascita e Alfista da prima di ottenere la patente di guida. Seguo qualsiasi categoria a quattro ruote e adoro il modellismo. Ho iniziato a scrivere di Motorsport grazie a LiveGP.it e non mi sono più fermato, attualmente collaboro anche con ItaliaRacing.net. Appassionato di nuove tecnologie e stampa 3d sono co-fondatore della Stamperia Clandestina M Lab. Assieme al collega e amico Carlo Luciani sono co-autore del primo libro marchiato LiveGP.it "Veloci più del tempo: I protagonisti italiani del Motorsport dagli albori agli anni ‘70".

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