Nel Principato di Monaco per sostituire Fernando Alonso, impegnato nella 500 di Indianapolis, l'inglese della Mclaren ha partecipato alla consueta conferenza stampa FIA della vigilia, mostrandosi entusiasta per l'opportunità concessagli e mostrandosi per nulla spaventato dalle difficoltà che potrebbe incontrare con le monoposto di nuova generazione. Svelando anche il vero motivo del mancato test in Bahrain...

“In Bahrain non avrei potuto fare tantissimi giri, avrei potuto girare solo per metà giornata. Basta capire come funziona la macchina, ricevendo tutte le informazioni possibili. Per giorni ho analizzato a livello di assetto come potrebbe reagire la macchina a determinate sollecitazioni e sono queste le cose chiave per capire il comportamento della monoposto. Sono aspetti che che puoi valutare al simulatore e l’ho fatto. La cosa più importante sarà capire come funzionano le gomme: era già stato complicato negli ultimi anni, so che ora sarà completamente diverso, per cui ci vorrà un po’ di lavoro e cercherò di farlo nei giorni di prova. Bello essere di nuovo qui e rivedere tanti voltiLa preparazione è andata bene anche se con questo regolamento non ho ancora guidato la macchina. Non è perfetto, però l’alternativa era quella di passare mezza giornata in Bahrain, che io ho valutato essere totalmente inutile perché è un circuito completamente diverso. Ho parlato con il team e ho detto loro che era meglio, secondo me, fare un paio di giorni al simulatore. Ho passato parecchio tempo lì ed è stato interessante. Gran parte delle cose è uguale, però ci sono alcuni dettagli diversi con questo nuovo regolamento, ma è bello cambiare anno dopo anno e avere un termometro su questi cambiamenti. Alla fine è sempre una macchina da corsa, solo un po’ più larga”.

Da Barcellona la Mclaren è uscita parzialmente soddisfatta per la prestazione di Alonso in qualifica ma i punti conquistati dalla Sauber con Wehrlein hanno messo sotto pressione il team di Wokong che ha la necessità assoluta di fare risultato. Ma il 37enne di Frome non sembra preoccuparsene più di tanto: “Pressione? No, assolutamente no, a dire il vero sono molto rilassato ed emozionato. È interessante tornare a correre un Gran Premio di Formula 1 e il fatto che ci troviamo a Monaco lo rende ancora più speciale. Ho guidato qui per 17 anni, ho vinto una volta e ho sempre avuto delle belle esperienze. Non sento nessuna pressione, salirò in macchina e farò il miglior lavoro possibile. Sono qui per questo. Ma è quello che faccio sempre nella vita, se sei una persona competitiva vuoi sempre fare il meglio e tirare fuori il meglio dal team e da quello che hai a disposizione. A Barcellona, Fernando ha fatto un ottimo lavoro, però credo che anche la macchina sia andata piuttosto bene. Ho guidato al simulatore e ci sono stati degli aggiornamenti che ho provato e che hanno dimostrato dei miglioramenti“. Sicurezza che Button ostenta anche quando si parla delle nuove vetture: “Non le ho ancora guidate. Onestamente non credo sia così negativo esordire qui, perché alla fine sarà comunque uno shock guidare questa macchina così diversa e sarà insolito un po’ per tutti su questo circuito avere una monoposto così larga. Alla fine, sei sempre seduto al centro, quindi dovresti essere capace di prendere le misure piuttosto semplicemente”.

Ironico,come è nel carattere del personaggio, anche quando racconta il momento in cui ha ricevuto la proposta Mclaren: “Ho chiesto ai miei cani, se avrebbero potuto sopportare la mia assenza per un paio di giorni e per una settimana. Ovviamente, ho chiesto anche alla mia fidanzata che mi ha detto: ‘Fai quello che ti senti di fare’ e allora io ho detto di sì, è stata la mia decisione. Avrei potuto dire di no se avessi potuto, però non esiste un pilota che non voglia correre. Chiaramente la mia preparazione sarebbe potuta essere migliore se avessi avuto l’opportunità di provare la macchina in un test vero e proprio, ma è così che funziona la Formula 1, devi farti trovare pronto. A livello fisico non credo che sarà un problema, anche se sicuramente, nonostante siamo qui a Monaco dopo il primo giorno mi farà male il collo. Ho portato qui il mio fisioterapista che sarà pronto a massaggiarmi se ce ne sarà il bisogno. Il mio ruolo? Sono sempre un ambasciatore del team, alcuni dicono che sia anche il terzo pilota, e in questo weekend ho l’opportunità di guidare la macchina. Sarei stato comunque qui, invece di starmene seduto a vedere la gara e bere champagne. Sono qua per fare quello per cui sono nato: guidare una macchina e gareggiare. Sono molto fortunato, sarà una sfida positiva”.

Chiusura, inevitabile, su Fernando Alonso: “L’ho guardato quando ha guidato la macchina per la prima volta, perché è molto interessante capire le reazioni del pilota, ma è stato ancora più interessante vedere la reazione dei media. È stato ancora più bello quando è sceso dalla macchina, perché so che Fernando ama essere circondato dai media e vedere la sua reazione a questo è stato ancora più bello. È incredibile quanta attenzione è stata data a quella gara, è fantastico per lo sport, e sono curioso di sentire cosa dirà Fernando quando tornerà. Ovviamente ho anche un interesse essendo stato suo compagno per qualche anno e avendoci corso contro. Le qualifiche sono andate abbastanza bene, ma la gara sarà molto diversa, con battaglie folli ruota a ruota. Innanzitutto gli auguro che arrivi sano e salvo!”.

Prima di assistere alle gesta dello spagnolo per il simpatico pilota inglese ci sarà da affrontare la gara numero 309 in carriera (che lo colloca al secondo posto nella classifica dei gp disputati) che, chissà, potrebbe portare i primi punti iridati ad una Mclaren che ne ha disperatamente bisogno.

Vincenzo Buonpane

LEAVE A REPLY

Please enter your comment!
Please enter your name here

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.