E' una Mercedes a chiudere al comando il venerdì del GP di Miami, con George Russell davanti alla Ferrari di Charles Leclerc e alla Red Bull di Sergio Perez. Oltre all'ottima prestazione della scuderia anglo-tedesca, la giornata dedicata alle FP ha certificato il momento di crisi di Carlos Sainz, finito un'altra volta a muro, e i problemi di affidabilità di Max Verstappen che, nel pomeriggio, non e riuscito a completare nemmeno un giro cronometrato.

MERCEDES RITROVATA?

Se il team di Brackley abbia superato il momento di crisi lo si saprà solamente domenica sera al termine del Gran Premio. Ma quello mostrato in questo venerdì di prove libere può finalmente far sorridere Toto Wolff e company che, al termine della giornata, piazzano George Russell in P1 e Lewis Hamilton in P4. Sicuramente tempi da prendere con le pinze anche rapportati ai diversi programmi di lavoro che ogni scuderia ha deciso di completare, ma sicuramente l'aria della Florida ha giovato alla Mercedes che, anche nelle FP1, aveva ben figurato con l'ex Williams in P2 dietro a Leclerc. E l'ottimo venerdì è stato celebrato anche sui social dove la scuderia goliardicamente ha postato il report dei risultati con le posizioni 1 e 4 precedute dall'1 che formava i numeri 11 e 14... le posizioni ricoperte dalla Mercedes in questo inizio di stagione...

ALLARME RED BULL

Chi non sorride in questo venerdì è la Red Bull, velocissima ma afflitta ancora una volta da problemi di affidabilità. A farne le spese è stato il Campione del Mondo Max Verstappen che, dopo la P3 nelle FP1 della mattina americana, nel pomeriggio non è praticamente sceso in pista accusando problemi idraulici allo sterzo e un principio d'incendio ai freni posteriori. Non propriamente un bel viatico in vista di un weekend che si preannuncia caldissimo dal punto di vista meteorologico. A Milton Keynes, però, possono consolarsi con un Sergio Perez sempre nelle posizioni che contano ma mai dando l'impressione di poter competere con i primi.

CRISI SAINZ

La buona giornata della Ferrari, con Leclerc 1° e 2° nelle due FP, è stata rovinata da un altro errore di Carlos Sainz, finito a muro in curva 13 nel corso delle FP2. Un altro spiacevole inconveniente per lo spagnolo che dopo la firma del contratto pare abbia smarrito quella sicurezza che aveva convinto Mattia Binotto a sceglierlo come sostituto di Sebastian Vettel e che gli aveva permesso di conquistare la quinta posizione nell'ultimo Mondiale. Sicuramente il confronto con Leclerc ha indotto lo spagnolo a dover giocoforza alzare l'asticella delle proprie prestazioni, ma per la Ferrari, ora, la cosa primaria è recuperare lo spagnolo che potrebbe finire ben presto schiacciato dall'enorme e inevitabile pressione a cui un pilota della Ferrari è sottoposto... a maggior ragione con una macchina da titolo.

IL VENERDI' DEGLI ALTRI

La prima giornata del GP di Miami ha visto ben figurare anche l'Alpha Tauri e la Haas, che con Pierre Gasly e Kevin Magnussen che hanno occupato la P5 e la P6 precedendo, oltre a Sainz, la McLaren di Daniel Ricciardo, l'Aston Martin di Sebastian Vettel e l'Alfa Romeo di Guanyu Zhou.

MIAMI PROMOSSA O BOCCIATA?

A tenere banco, oltre alle prestazioni in pista, è stata anche la pista di Miami. Per i piloti unica e speciale ma criticata, invece, dagli appassionati sui social. Sicuramente la cornice di pubblico e tutto ciò che ruota attorno all'evento è in tipico stile americano e quindi in grande stile. Ma a destare più di qualche perplessità è il tracciato, ritenuto troppo stretto come carreggiata, con poche (o del tutto assenti) zone per poter sorpassare e con un alto tasso di errore, che potrebbe rendere la gara molto frammentata a causa delle probabili Safety Car o addirittura bandiere rosse. Ma, come sempre, il giudizio sarà rimandato alla bandiera a scacchi di domenica quando si potrà realmente tracciare un bilancio di questo primo Gran Premio in Florida.

Vincenzo Buonpane