Gp Messico
Credits: Twitter Red Bull Racing

Max Verstappen vince il GP del Messico, mettendo una seria ipoteca sulla conquista del titolo Mondiale, precedendo sul traguardo Lewis Hamilton ed il compagno di squadra Perez. Buona giornata anche per la Ferrari che in ottica Mondiale Costruttori si issa al terzo posto della classifica superando una McLaren piuttosto in difficoltà all’Hermanos Rodriguez. Ma vediamo i voti ai protagonisti del GP del Messico, diciottesima prova del Mondiale di Formula 1 2021.

 

Max Verstappen 10.  La vittoria la costruisce al via con una manovra da vedere e rivedere. Poi deve solamente preoccuparsi di gestire e portare a casa la vittoria numero 9 in stagione e mettere le mani sul suo primo titolo Mondiale.

Lewis Hamilton 9. Al via parte piuttosto bene ma è sorpreso sia da Verstappen ma soprattutto da Bottas (che difende nel dopo gara) che concede la scia all’olandese. Per tutta la gara non può che constatare l’incredibile velocità della Red Bull, dovendo fronteggiare anche l’assalto di Perez alla sua seconda posizione. Battuto ma non sconfitto.

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Sergio Perez 8,5. Infiamma il pubblico di casa restando in testa per diversi giri. Poi nelle fasi finali incendia ulteriormente gli oltre 300000 accorsi all’Hermanos Rodriguez tentando l’assalto ad Hamilton, dovendosi accontentare del gradino più basso del podio.

Pierre Gasly 8. Disputa una gara praticamente in solitaria, non venendo mai impensierito alle sue spalle e non avendo mai il passo per stare con i primi. Ma il suo 4° posto certifica ancora di più la sua definitiva consacrazione.

Charles Leclerc 7,5. Al via è bravo a recuperare ben 3 posizioni, ma poi non è mai in grado di impensierire Gasly per la quarta piazza accusando pure un degrado gomma che ne rallenta il ritmo nel finale.

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Carlos Sainz 7,5. Solita gara solida e affidabile per lo spagnolo che arriva dietro al compagno di squadra di pochissimo. Tenta anche l’assalto a Gasly, con il benestare del team che ordina a Leclerc di cedergli la posizione, ma a pochi giri dal termine deve desistere restituendo la P5 al monegasco.

Sebastian Vettel 7. Weekend positivo per il tedesco che quando ha la vettura dalla sua parte non è certamente l’ultimo della classe.

Kimi Raikkonen 7. Conquista il suo miglior risultato stagionale grazie ad una gara gagliarda e condotta dall’alto dei suoi 42 anni.

Fernando Alonso 7. L’eliminazione dalla Q1 lo deve aver pungolato nell’orgoglio, visto che fin dalle prime fasi di gara si lancia in una furiosa rimonta che lo porta in P9, che vista l’Alpine “messicana” è davvero tanta roba…

Lando Norris 6. Il punticino conquistato è l’unica nota lieta di un GP del Messico davvero di sofferenza sia per lui che per la McLaren. Partendo dal fondo non gli si poteva nemmeno chiedere tanto di più.

Antonio Giovinazzi 7. Il rapporto con l’Alfa Romeo è ai titoli di coda oramai e lo testimonia la decisione assurda con cui il muretto box lo richiama anticipatamente per la sosta rovinandogli la gara. Da applausi il suo start che lo fa transitare in curva 1 addirittura in P6.

Daniel Ricciardo 5. Rovina la sua gara allo start quando colpisce Bottas, poi nel proseguo della stessa non mostra mai il passo per recuperare posizioni.

Esteban Ocon 5,5. Va bene la penalità ma sono diverse gare in cui il francese è spento e appannato. E il confronto con Alonso in classifica incomincia ad essere impietoso…

Lance Stroll 4. Anche per lui il Messico non è foriero di buone notizie sin dal venerdì dove una penalità lo costringe a partire dal fondo della griglia. Non pago, il canadese finisce anche a muro nella qualifiche, rischiando il patatrac anche in gara quando evita per un soffio il tamponamento con Ricciardo.

Valtteri Bottas 4. Fino a pochi istanti dallo start è perfetto. Poi allo spegnimento del semaforo non fa la voce grossa con Verstappen facendosi prendere la scia dall’olandese, e venendo poi colpito successivamente da Ricciardo. Da lì il suo GP del Messico diventa un incubo addolcito parzialmente dalla conquista del giro veloce ottenuto dopo ben due cambi gomme.

George Russell 5,5. Anche lui, così come Latifi, non è aiutato dalla sua vettura ma a differenza del collega canadese ha l’attenuante di essere partito, causa penalità, dalla P16.

Nicholas Latifi 5. Si perde nella pochezza della sua Williams non capitalizzando la P13 di partenza.

Nikita Mazepin 6. Per una volta in stagione assapora il passaggio in Top 10 ma poi è troppo lento per poter mantenere la posizione. E senza combinare danni che molto spesso ha dimostrato di poter fare…

Mick Schumacher 6. Parte 14° soprattutto per le penalizzazioni dei vari Norris ed Ocon, e come per Tsunoda la sua gara dura poche centinaia di metri. Ma in qualifica ha dimostrato di essersi avvicinato notevolmente a vetture ben più performanti della sua Haas.

Yuki Tsunoda 6. Il suo GP del Messico finisce dopo poche curve ed è un peccato anche perché per tutto il weekend aveva mostrato un bel passo.

Vincenzo Buonpane

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