GP Emilia Romagna campioni

Per chi non se ne fosse ancora accorto, il campionato di F1 2021 vede al via quattro campioni del mondo: questo quinto di schieramento è distribuito su scuderie con mezzi ed obiettivi differenti, per cui vale la pena analizzare come si sono comportati nell’ultimo GP (Emilia Romagna), alla luce di quello che oggettivamente ci possiamo aspettare da loro.

Lewis Hamilton (2° posto)

Abbiamo già avuto modo di analizzare in lungo e in largo la gara di Lewis, quindi vale la pena di fare giusto un paio di osservazioni a margine di quanto già scritto. La manovra di retromarcia che riporta Hamilton in pista, evento raro nel Circus, non va ad infrangere il regolamento, visto che il tutto è avvenuto relativamente “in sicurezza”. Per quanto riguarda invece la rimonta fino al secondo posto, se da un lato viene di fatto agevolta dall’avere una delle monoposto più competitive dello schieramento, dall’altra non deve essere presa come un qualcosa di scontato. Così come non è banale che Lewis confezioni il GPV che lo lascia ancora in testa al campionato.

Fernando Alonso (10° posto)

Nando conquista il primo punto nel Mondiale, anche se sotto la bandiera a scacchi transita in undicesima posizione. Lo spagnolo si comporta bene in qualifica, ma in gara non pare avere abbastanza passo e naviga a vista intorno alla decima posizione. Francamente parlando, l’Alpine rappresenta un oggetto misterioso, per il quale risulta poco comprensibile l’inquadramento generale delle prestazioni in configurazione gara. “Dovrei fare meglio e sarà meglio a Portimao” dichiara l’asturiano. Bisogna chiedersi, nonostante questo sia soltanto il secondo Gran Premio, se Alonso sia convinto al 100% di trovarsi all’interno di un work in progress per non vedere la riproposizione di film già visti.

Kimi Raikkonen (13° posto)

Kimi transita in nona posizione sotto la bandiera a scacchi, ma nel dopo gara vengono aggiunti trenta secondi al suo tempo per aver infranto una procedura tecnica durante la fase di restart dalla bandiera rossa. In pratica Raikkonen avrebbe dovuto riprendere le posizioni cedute con il testacoda dietro la safety-car prima del riavvio di gara, cosa che non ha fatto perché l’auto di servizio aveva già spento le luci ed era in fase di rientro (cosa che teoricamente proibisce qualsiasi manovra di sorpasso e riallineamento). L’episodio è uno di quelli che ricade nelle zone grigie del regolamento e sul quale la Direzione Gara dovrebbe far sentire il proprio potere decisionale nell’immediatezza dei fatti. In ogni caso Kimi e l’Alfa Romeo si dimostrano ancora una volta molto in forma per la gara, più che per la qualifica.

Sebastian Vettel (15° posto)

L’Aston Martin del 2021 non è la Racing Point del 2020, benché la base concettuale sia la stessa. La gara del tedesco parte male per un problema ai freni che lo fa scattare dalla pit-lane e continua peggio, vista la penalità scontata proprio per un’infrazione regolamentare nelle concitate fasi prima del semaforo verde. Anche in questo caso la Direzione Gara agisce con una certa lentezza, eventualità sottolineata da Vettel stesso nel dopo gara. Seb gioca la carta del montare con un certo anticipo le gomme da asciutto, ma alla fine la strategia non paga. La gara finisce con un giro di anticipo con un ritiro (non si sa quanto “telefonato”) ai box. Rispetto al Bahrain per il tedesco notiamo un passo avanti, ma oggettivamente la forma migliore deve ancora venire, soprattutto in qualifica.

Luca Colombo

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