Charles Leclerc vince il Gran Premio del Belgio e conquista la prima vittoria in Formula 1 al termine di una gara tirata fino all’ultimo giro, ma inevitabilmente turbata dal dramma di Antoine Hubert.

La prima di Charles Leclerc, il predestinato in Rosso, arriva sul circuito più difficile della Formula 1, il tracciato che più di ogni altro testa nervi e talento dei piloti. Lo chiamano l’università della F1 perchè qui vincono solo i migliori, qui solo i campioni trovano affermazione. Non poteva essere così anche per il giovane che dal Principato di Monaco, con la faccia pulita e i modi gentili, che ha conquistato in pochi mesi il cuore di tutti i tifosi. L’ha fatto in punta di piedi Charles, a suon di risultati ed emozioni.

La gara di Spa è la riscossa dopo le sfortune patite durante l’anno, dal Bahrain all’Austria. Niente è andato storto oggi, e questa prima bandiera che andrà a posizionarsi a maranello all’ingresso della Gestione Sportiva (anche se la bandiera del Canada è stata esposta ugualmente) è la perfetta rappresentazione di un lavoro di squadra mai buono come oggi.

Esemplare è stato il contributo di Sebastian Vettel nella parte centrale di gara: il tedesco, sacrificato ad una strategia a due soste che gli costerà il podio, è stato preziosissimo nell’ostacolare il più possibile Hamilton e permettere a Leclerc di guadagnare quei 3 secondi di margine rivelatisi fondamentali per conquistare la vittoria.

Il tutto mentre là davanti Charles partiva benissimo e gestiva alla perfezione la ripartenza dopo la Safety Car, concedendosi una sola sbavatura con un lungo a Le Combes in avvio senza poi alcuna altra incertezza. Il secondo stint è stata una lunga sfida contro il degrado delle gomme e contro Hamilton, che nel finale ha dato mostra della migliore gentilezza della Mercedes sugli pneumatici ed ha tentato il tutto per tutto per portare l’assalto definitivo nel finale.

In una giornata resa triste e surreale dalla morte di Antoine Hubert nella giornata di ieri, la Formula 1 prova a ripartire dal suo giovane eroe, con la sua promessa di spettacolo e talento per il futuro. Proprio lui, amico e compagno di gioventù dello sfortunato 22enne francese. Quale miglior finale per portare sul podio il ricordo e l’omaggio di chi ha incrociato troppo presto il treno del destino.

Bravo Charles.

Stefano De Nicolo’

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