Belgio Ferrari lenta

La Ferrari conquista una misera settima fila, con Charles Leclerc in 14^ posizione e Sebastian Vettel in 15^ posizione, nelle qualifiche del GP del Belgio: cerchiamo di fare una comparazione con la qualifica dello scorso anno, quando la Ferrari aveva monopolizzato tutta la prima fila sul circuito belga.

Evoluzione degli altri

Iniziamo da un dato molto significativo: se la Mercedes e la Red Bull hanno migliorato la loro prestazione cronometrica di ben due secondi rispetto a quella di dodici mesi fa, la Ferrari ha peggiorato di ben quattro decimi. Per capire l’evoluzione di tutti gli altri team ci viene in soccorso un altro dato: con il crono di oggi (1:42.936) Leclerc sarebbe stato lo stesso in pole lo scorso anno.

Questo dimostra la grande evoluzione di tutti gli altri team che oggi si trovano davanti alla Ferrari e l’involuzione della scuderia del cavallino.

Settore per settore

La SF1000 perde in tutti i e tre i settori nel confronto con la SF90, pagando il maggior gap nel settore centrale della pista. Notiamo come la Ferrari abbia caricato un po’ di più la vettura a livello aerodinamico per cercare di andare meglio sulla pioggia prevista per la gara di domani.

Comparando la telemetria dello scorso anno, risulta evidente che il maggior limite dell’attuale vettura di Maranello sia la velocità di punta inferiore di ben 11 km/h sul rettilineo del Kemmel e di 13 km/h poco prima della chicane Bus Stop rispetto alla vettura dello scorso anno, la quale viaggiava aerodinamicamente più carica.

In curva

Nel guidato, se pur indietro, la SF1000 si difende a livello di velocità minime anche nella curva velocissima di Pouhon, dove le due vetture hanno la stessa velocità minima. Nelle altre curve di media velocità la vettura 2020 risulta più veloce di quella di dodici mesi fa.

Questo dato dimostra come la scuderia di Maranello abbia fatto un discreto passo avanti in termini di prestazione nel corso delle qualifiche se la confrontiamo con le prestazioni viste nelle libere.

Molto probabilmente l’aver carico la vettura, ha fatto lavorare un po’ meglio le gomme anche se non ancora in maniera ottimale.

Conclusioni

In conclusione possiamo dire che le carenze della Ferrari sono tantissime, con una vettura limitata tanto da una power unit troppo deficitaria di potenza (si parla di una settantina di cavalli), che frena la Rossa sul dritto, ma sopratutto in uscita dalle curve, dove lo scorso anno le vetture di Leclerc e Vettel avevano tanta potenza.

Limiti di potenza che si cercano di attenuare scaricando la vettura a livello aerodinamico, facendo diventare la sf1000 instabile nelle curve, con tanto sottosterzo in ingresso curva, sovrasterzo in uscita e non facendo trovare la finestra di temperatura ideale per le gomme, con temperature ambientali basse come quelle di questo weekend.

Guardando i tempi, una Ferrari indietro… di circa un anno ed in formula 1 questo gap ti porta dalla pole-position all’eliminazione già nel Q2.

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Francesco Magaddino

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