GP Bahrain incidente Grosjean

La scena dell’incidente di Grosjean al primo giro del GP del Bahrain ha ricordato le gare degli Anni Settanta e Ottanta con il ritorno di uno sgradito protagonista: il fuoco. FIA e Formula 1 dovranno studiare bene la dinamica di tutto l’incidente per capire esattamente cos’è successo. La questione è seria ed urgente, perché la prossima settimana si correrà sulla configurazione ad alta velocità di Sakhir.

Le condizioni di salute

Il fatto che Romain sia riuscito ad abbandonare la sua Haas in fiamme ha del miracoloso. Grosjean, secondo l’ultimo bollettino medico, non ha subito fratture, ma trascorrerà la notte in ospedale per monitorare le bruciature sulle mani. Il pilota sembra in buone condizioni di salute, tuttavia non si sa se potrà correre la prossima gara. Guenther Steiner, team principal della Haas, si augura che Romain possa guidare nel prossimo appuntamento, ma “dovremo vedere domani quando verranno rimosse le bende, perché non sappiamo come sia la situazione (sulle mani, ndr).”

Poteva andare molto peggio

Dopo la gara Hamilton ha dichiarato che l’incidente è stata “un’immagine impressionante da vedere”, aggiungendo come l’evento sia un monito a ricordare come questo sport sia pericoloso. “Non so quanta decelerazione abbia sopportato la cellula di sopravvivenza”, ha dichiarato Lewis, “ma sono grato che l’HALO abbia funzionato e che le barriere non abbiano provocato una decapitazione o qualcosa di simile. Poteva andare molto peggio.”

Gli operatori della Medical Car hanno dichiarato di aver visto molti incidenti nel corso degli ultimi anni, ma di non aver mai visto così tanto fuoco. Nonostante la monoposto fosse incastrata nelle barriere, Grosjean è riuscito ad uscirne autonomamente dopo una manciata (eterna) di secondi.

Santi in Paradiso

La Haas di Grosjean ha subito un urto con una forza pari a 53G, che ha spezzato la monoposto, seguito dall’incendio. Romain poeticamente ha avuto degli ottimi Santi in Paradiso, nella pratica le strutture di assorbimento, cellula di sopravvivenza, HALO e cinture di sicurezza hanno fatto il miracolo.

L’incidente ha trovato l’innesco nella battaglia e l’urto con Kvyat, ma la dinamica deve essere necessariamente studiata ed analizzata. Bisogna valutare la posizione del guard-rail, innanzitutto, impattato con un angolo critico. La “palla di fuoco”, probabilmente alimentata dal carburante contenuto nel serbatoio ed innescata dalla componentistica elettrica della PU, non può e non deve passare inosservata.

Bisogna muoversi con urgenza, perché il GP del Bahrain sulla configurazione velocissima è alle porte. Probabilmente si potrà operare con qualche grado di libertà sulla posizione e sulla forma della struttura a bordo pista.

Per quanto riguarda il fuoco, la questione è più delicata: se l’incidente di Grosjean ha sollevato una falla di design (ad esempio nel posizionamento della componentistica della PU), bisogna elaborare una correzione da apportare sulle monoposto del futuro. Il problema è che una correzione del genere andrebbe ad incidere sui progetti dei motoristi e la questione potrebbe essere difficilmente “digerita”.

Luca Colombo

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