Carlos Sainz in pista a Sakhir
Carlos Sainz in pista a Sakhir

Alla prima stagionale la domenica della Ferrari non è all’altezza del sabato: Leclerc chiude al sesto posto a oltre un minuto di distacco dai leader, Sainz è ottavo.

Non è riuscito il bis alla Ferrari: a un sabato per certi versi sorprendente, non corrisponde una gara di pari livello. E la Rossa non punge. La classifica finale dice sesto e ottavo per i due in rosso, ma il distacco al traguardo torna a essere di quelli importanti. Oltre un minuto per Charles Leclerc, qualcosa in più per Carlos Sainz.

Una domenica, per certi versi, da dimenticare in fretta in vista di Imola, terra di casa. Niente facili entusiasmi ieri, niente inutili drammi oggi. E’ una stagione lunga e di crescita: una crescita che vuol dire rincorsa e salita, niente di facile insomma contro questi avversari.

Pronti via, che grinta Leclerc!

Va detto che il via è da goduria. Charles incrocia subito con Bottas, lo affianca e lo passa. E’ il segnale che i tifosi aspettano. Però, però. Poi la gara prosegue, il ritmo non è buono, la domenica resta anonima. Più di così non si poteva proprio fare, ed è un peccato; una gara solida e consistente quando è servito, ma niente miracoli. Non oggi.

Se il passo gara è migliore del 2020, ancora non basta. “Abbiamo fatto una buona partenza, ho gestito abbastanza bene la gomma, abbiamo fatto il pit-stop presto per mettere pressione agli altri, ma a fine gara è stato difficile gestire il degrado. Il passo è migliore del 2020, anche se non siamo dove vorremmo a livello di posizione, ma ogni miglioramento è ottimo per la Ferrari. Qui faccio sempre abbastanza fatica nella gestione della gara a causa del caldo, ma è uno step in avanti rispetto allo scorso anno. E’ un buon punto di partenza, anche storicamente non siamo mai andati molto bene qui su questo circuito. E’ stato un inizio positivo, ma c’è ancora tanto da lavorare”. 

Carlos show su Alonso e Vettel

E’ una delle perle della gara: il giovane Sainz che vince il duello contro Alonso e Vettel, 6 titoli mondiali in due, e se li mette dietro in un boccone. Grande manovra. Il giro è il ventunesimo, le curve la 1 e la 2. Grinta da vendere e macchina che fa vedere che anche a livello di potenza qualcosa su cui lavorare c’è. Ma anche per lui vale quanto detto sopra: niente miracoli dalle parti di Sakhir. Anche Carlos lavora con quello che ha: una macchina buona ma da far crescere. E il suo apporto sarà fondamentale per lavorare assieme a Leclerc per superare quest’ultimo ostacolo prestazionale (il più difficile) per tornare a puntare al podio.

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Ne mancano 22. Cosa aspettarci dunque?

Sarà una stagione lunghissima ma di fatto molto più breve, perchè saranno pochissime le gare utili per decidere se il progetto Sf-21 vale gli sforzi per migliorarla fino alla fine o puntare subito al 2022. Sakhir non è storicamente la pista più amica della Ferrari, niente di nuovo. Ma è importante invertire subito l tendenza per non perdere il treno alle spalle di Mercedes e Red Bull per lottare almeno per posizioni da podio. Il pacchetto di mischia si conferma affollato. McLaren prima di tutto, ottima oggi con Norris quarto, ma anche l’Alpha Tauri che impressiona col giovane Tsunoda. Alpine e Aston Martin sono parse in difficoltà ma guai a sottovalutarle. Arriveranno piste più favorevoli tracciati più amici, ma in questa nuova F1 la competizione sembra finalmente più viva con margini d’errore ancora più limitati. Con esiti più imprevedibili e ottimi per suspance e spettacolo.

Deo Gratias.

Stefano De Nicolo’

 

 

 

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