Il quarto week-end stagionale di Formula 1 si è aperto a Baku con una prima sessione di prove libere dai contenuti decisamente atipici e interessanti. Valtteri Bottas ha ottenuto il miglior tempo in 1:44.242, precedendo per soli 35 millesimi la Red Bull di Daniel Ricciardo, con Lewis Hamilton in quarta piazza e stretto a sandwich tra le sorprendenti Force India di Perez e Ocon. Ferrari per il momento in apparente difficoltà su una pista ancora molto sporca, mentre Max Verstappen è finito nuovamente a muro terminando anticipatamente la propria sessione. Gli ingredienti per vivere un pomeriggio infuocato sembrano esserci davvero tutti.

 

Su un tracciato che presenta caratteristiche pressoché uniche rispetto al resto del calendario, le FP1 del GP Azerbaijan hanno di certo regalato non poche sorprese. Se a svettare è stata una Mercedes (nella fattispecie, quella di Bottas) davanti ad una Red Bull, guardando al resto della griglia provvisoria non mancano interessanti variazioni rispetto alle consuete gerarchie. Merito di una pista dove è necessario trovare una soluzione di compromesso tra la parte lenta e quella più veloce, ma soprattutto di un asfalto che si presenta inevitabilmente molto “green” proprio in virtù del fatto che quello di Baku è un tracciato che si snoda tra le vie della capitale azera. Situazioni che hanno partorito una classifica piuttosto atipica, con Mercedes e Red Bull a giocarsi le posizioni di testa e una ritrovata Force India subito ad inseguire. Il tutto senza dimenticare la presenza di volti inediti nelle posizioni alte della classifica, visto soprattutto l’exploit di Sergey Sirotkin che ha chiuso con l’ottavo tempo al volante della Williams.

Ma se la Red Bull è apparsa fin da subito competitiva e in grado di potersela giocare con la Mercedes, i volti nel box di Milton Keynes non sono propriamente sorridenti. Colpa dell’ennesima disavventura di Max Verstappen, il quale è finito contro le barriere in curva 5 dopo aver preso in frenata il controllo della propria monoposto. Danni apparentemente lievi per la RB14, che comunque a fine sessione è stata riportata ai box per le necessarie verifiche. In ogni caso, si tratta di un altro duro colpo per il morale del pilota olandese, il quale (dopo i guai patiti a Melbourne, Sakhir e Shanghai) si ritrova suo malgrado nuovamente sotto la luce dei riflettori per un episodio che lo vede protagonista in negativo. Un inizio di stagione davvero difficile per il giovane talento, chiamato ora ad un pronto riscatto su una pista dove la Red Bull (sul gradino più alto del podio lo scorso anno con Ricciardo) sembra essere competitiva ma al tempo stesso patire il terzo settore.

E la Ferrari? Già, la Rossa sembra essere il grande mistero di questa prima sessione di prove. Una mattinata apparentemente difficile per il team di Maranello, almeno a giudicare dai tempi: Vettel ha infatti chiuso in decima posizione, mentre Raikkonen addirittura in 15°, con un distacco rispettivamente di 2″2 e 2″6 dalla vetta. Entrambi i piloti si sono lamentati delle condizioni di scarsa aderenza, intervallando la propria presenza in pista a lunghe soste ai box. Il pilota finlandese ha addirittura concluso la sessione con ampio anticipo, visto che la sua SF71H è stata posizionata sui cavalletti e sottoposta ad interventi mirati (secondo quanto riferito dal team) a modificare il set-up in vista della seconda sessione.

In attesa di capire quali saranno i riscontri che emergeranno dalle FP2, le quali scatteranno alle ore 15 italiane, non sono come prevedibile mancati i testacoda ed i “lunghi” in frenata (con Hartley e Grosjean tra i principali protagonisti) su un circuito che non perdona la minima sbavatura.

Marco Privitera

 

baku fp1

 

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