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Non solo Charles Leclerc ma anche le bandiere rosse hanno avuto un ruolo da protagonista durante le qualifiche del GP dell’Azerbaijan. Il Baku City Circuit ha brillato di luce propria con le sue innumerevoli insidie nella giornata di oggi, facendo precipitare ben cinque piloti nella trappola di Curva 3 e Curva 15.

Tra occasioni mancate per via delle innumerevoli bandiere rosse e l’ingiusto (secondo Alonso) vantaggio di poter riparare la vettura e tenere valido il tempo ottenuto nonostante l’incidente, con la qualifica di Baku fa tornare a galla un tema emerso precedentemente a Monaco.

UN Q1 DELLA DURATA DI OLTRE 40 MINUTI

L’impatto degli incidenti e delle bandiere rosse, oltre a compromettere la qualifica di alcuni piloti, è stato tale da posticipare lo start della Sprint Race 2 di Formula 2 di ben 35 minuti. Lance Stroll è stato la prima vittima in ordine cronologico. Il botto del canadese dell’Aston Martin in Curva 15 è avvenuto nel corso del terzo minuto del Q1, interrompendo per la prima volta la sessione di qualifica e causando un ritardo di 12 minuti.

Il copione non ha tuttavia tardato a ripetersi: nello stesso punto Antonio Giovinazzi ha commesso un errore che lo relegherà in ventesima posizione sulla griglia di partenza di domani. L’interruzione indotta dall’incidente di Giovinazzi ha compromesso anche la qualifica di Lando Norris. Il britannico 6° nel Q3, è stato penalizzato di tre posizioni per aver percorso un giro di pista extra dopo l’esposizione della bandiera rossa.

CURVA 3: DAL BOTTO DI RICCIARDO IN Q2 AL FINALE THRILLER DEL Q3

Altra eliminatoria, altra bandiera rossa. Nel Q2 il colpevole è stato Daniel Ricciardo, a muro in Curva 3 dopo aver bloccato l’anteriore sinistra. Lo stop della sessione ha posto fine prematuramente al Q2, interrompendo gli ultimi tentativi di vari piloti. Tra questi c’era anche Sebastian Vettel, fuori dal Q3 per appena 29 millesimi e visibilmente frustrato per l’accaduto.

Il finale del Q3 è stato altrettanto rocambolesco con una reazione a catena innescata da Yuki Tsunoda. Il rookie di casa AlphaTauri ha concluso la propria qualifica nelle barriere di Curva 3, distraendo a sua volta Carlos Sainz, il quale si trovava alle sue spalle. Il pesante bloccaggio del nipponico ha fatto “perdere la concentrazione” al pilota Ferrari, a muro nella via di fuga immediatamente prima della curva incriminata.

LA FURIA DI ALONSO E IL SUGGERIMENTO INDYCAR-STYLE

Oltre al rammarico e alla frustrazione di Vettel, le dichiarazioni di Fernando Alonso rispecchiano le sensazioni generali del midfield nel corso delle qualifiche. Lo spagnolo del team Alpine, da sempre la voce fuori dal coro in F1, prende spunto da una regola in vigore nell’IndyCar, secondo cui ogni pilota che causa una bandiera rossa subisce la cancellazione dei propri due tempi migliori.

Un provvedimento di questo genere, secondo Alonso, spingerebbe i piloti a non guidare “al di sopra delle proprie possibilità” in una pista come Baku.

“Non siamo riusciti a sfruttare appieno il potenziale della vettura perché ogni volta che montavamo gomme nuove, non riuscivamo a usarle” ha esordito l’iberico.

“È ingiusto che i piloti che oggi hanno fatto incidenti e causato bandiere rosse, dopo aver riparato la macchina, domani partiranno dalla posizione ottenuta in qualifica. Tutte le altre macchine sono in regime di parco chiuso, non possiamo toccarle fino a domani. Loro, invece, perché hanno la possibilità di cambiare le parti danneggiate?”.

“Magari un giorno ci troveremo in quella situazione e trarremo vantaggio da questa regola. Penso tuttavia che i piloti debbano calmarsi un po’ e iniziare a guidare al 98% in un circuito cittadino perché se fai un incidente e parti ultimo magari non vai a guidare al di sopra delle tue possibilità. E penso che in questo momento molti stiano guidando al di sopra delle proprie possibilità o di quelle della macchina”.

Beatrice Zamuner

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