Lewis Hamilton in azione oggi sul circuito di Spielberg

Nemmeno il tempo di metabolizzare la prima giornata del secondo inizio della stagione 2020, che per la F1 è già tempo di polemiche. La Red Bull, infatti, ha sporto un reclamo ufficiale contro il DAS utilizzato dalla Mercedes che già tante discussioni aveva scatenato nei test preseason di Barcellona.

Detto e fatto! Dopo averlo chiaramente fatto intendere nella press conference dedicata ai team principal, Chris Horner è passato all’azione:  “Das? Abbiamo richiesto un chiarimento e abbiamo sollevato alcune domande in merito alla FIA. Potremmo utilizzarlo pure noi?: Dipende da ciò che effettivamente fa e da cosa permette di ottenere. Ogni cosa deve guadagnarsi il suo posto sulla monopostoè un sistema intelligente ed ingegnoso. Ma queste regole sono così complesse che bisogna semplicemente capire in quale parte delle norme si inserisce”.

LE NORME DELLA DISCORDIA

Le norme, appunto, che sono principalmente due quelle che Milton Keynes contesta alla Mercedes: la 3.8 e la 10.2.3. Concretamente il primo vieta “qualsiasi” sistema, dispositivo o procedura della vettura che utilizza il movimento del conducente come mezzo per alterare le caratteristiche aerodinamiche”, mentre il secondo “vieta qualsiasi aggiustamento al sistema di sospensione mentre la macchina è in movimento“.

Ed è proprio su questi due punti che la Red Bull ha basato il suo reclamo presentato alle 18:03 della giornata di oggi, che ha visto la Mercedes dominare in lungo e in largo rifilando pesanti distacchi agli inseguitori.

I VANTAGGI DEL DAS

Ma quali benefici porta l’utilizzo del Dual Axis Steering System? Principalmente l’aumento della velocità di punta, miglioramento dell’assetto, e temperatura delle gomme, ottenuti grazie alla modifica della convergenza delle ruote anteriori effettuabile direttamente dal pilota tramite il volante.

LA MERCEDES SI DIFENDE

Della regolarità del sistema, ovviamente, è sicura la Mercedes che per bocca del team principale Toto Wolff difende le scelte del team Campione del Mondo: “Siamo contenti di questa innovazione e del fatto che siano possibili in Formula 1. La Red Bull non è certa della legalità, vediamo cosa dice la Federazione. Noi siamo sicuri che lo sia”.

LA PALLA PASSA ALLA FIA

Il bandolo della matassa è ora nelle mani degli stewards del Gran Premio d’Austria che, alla ripresa  delle ostilità, si trovano una situazione tutt’altro che semplice da risolvere. Ricordiamo che già nei test del Montmelò, la Federazione si era espressa in maniera piuttosto netta bandendo il sistema per la stagione 2021, ma non per quella corrente, scatenando le ire della Red Bull. Che ovviamente, dopo mesi di riflessioni, ha deciso di chiedere ulteriori chiarimenti alla FIA su un sistema che, questo punto della stagione, sarebbe impossibile da replicare.

Vincenzo Buonpane

 

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