Arabia Saudita Ferrari
Credit: profilo Twitter Scuderia Ferrari

In Arabia Saudita la Ferrari non mantiene le promesse della qualifica ed ottiene soltanto un settimo ed ottavo posto in gara. Un magro bottino per la scuderia di Maranello, ma nel complesso abbastanza per difendersi dalla McLaren nella corsa per il terzo posto nel Costruttori.

Gara a singhiozzo non amica delle Rosse

Sia Leclerc che Sainz hanno impostato una gara di attacco, ma la prima bandiera rossa e le due ripartenze hanno avuto risultati negativi sulla prova di Charles. Il monegasco paga molto caro lo stop durante la safety-car prima della bandiera rossa causata dall’incidente di Mick Schumacher. Successivamente il contatto con Perez nella ripartenza dalla bandiera rossa e il relativo spiattellamento delle gomme hanno praticamente messo fine alle sue ambizioni. Per Carlos invece la rimonta ha “funzionato” bene, con la risalita dal quindicesimo posto iniziale all’ottavo sotto la bandiera a scacchi. L’azzardo di far durare oltre ogni limite le medium ha funzionato.

Dieci punti che fanno comodo

In tutto i piloti Ferrari guadagnano dieci punti per il Costruttori. La McLaren, diretta avversaria per il terzo posto, porta a casa undici punti, guadagnando solo una lunghezza sulla scuderia di Maranello. Nel round finale Ferrari disporrà di 38,5 da gestire sulla McLaren: un bottino tutto sommato “interessante”. Binotto a fine gara ha dichiarato: “Oggi avevamo il potenziale per raccogliere più punti di quelli che abbiamo effettivamente conquistato. I tanti episodi che hanno caratterizzato questo Gran Premio non hanno giocato a nostro favore ma il livello della prestazione del team e della vettura rimane agli atti. Andiamo adesso ad Abu Dhabi con un buon margine di vantaggio sulla McLaren nella lotta per il terzo posto nel campionato Costruttori mentre Charles si è preso il quinto in quello Piloti. Dobbiamo restare concentrati e prepararci nella maniera migliore per l’ultimo sforzo prima di mettere definitivamente un punto a questa stagione e pensare solamente al 2022.”

Prestazioni in pista

La gara di Jeddah non ha fornito una lettura chiara sulle prestazioni della vettura. La SF21 pareva avere potenziale sia con le gomme dure che con le gomme medie, ma gli eventi e i trenini in pista hanno “castrato” le ambizioni. Alla fine le monoposto di Maranello hanno pagato più di 44 secondi rispetto al leader, il che testimonia una gara piuttosto tribolata, ma gli eventi in pista e il posizionamento delle monoposto non hanno aiutato ad esprimere il pieno potenziale, comunque lontano da Mercedes e Red Bull.

Nell’analisi telemetrica dei GPV dei ferraristi con quello di Hamilton in 1:30.734, notiamo un gap di ben un secondo (Leclerc in 1:31.601 e Sainz in 1:31.851). Eppure Leclerc, che ha segnato il suo GPV un giro prima che Hamilton facesse il suo, si attesta in quarta posizione nella classifica dei giri più rapidi.

Per quanto i giri veloci di Leclerc e Sainz siano “aiutati” dal DRS, mentre Hamilton ha corso il suo con il flap chiuso, si nota che la Ferrari funzioni bene con le velocità di punta. Al netto delle considerazioni sugli assetti aerodinamici, possiamo concludere che la PU faccia il suo dovere, pur non essendo ai livelli di quella di Brixworth. Per il resto il grosso del tempo sul giro viene perso nei tratti più lenti, dove le velocità sono visibilmente più basse.

Luca Colombo

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