L'ultima apparizione di Felipe Massa nel mondo della Formula 1 è densa di ricordi, sentimenti, emozioni. Ora che il suo addio alla massima serie è ufficiale, l'agonismo e la concentrazione di questi anni lasciano spazio al relax e alla consapevolezza di aver vissuto una carriera lunga come poche e ricca di soddisfazioni, con tanti ricordi e il desiderio di continuare a correre finché ci sarà l'opportunità di farlo ad alto livello. 

Abu dhabi ultima atto:  l’ultima gara del campionato per alcuni è l’ultimo giorno di scuola, per altri occasione di bilanci e considerazioni di un anno intenso, per altri ancora l’ultima apparizione sul palcoscenico mondiale della F1. Con entrambi i titoli ormai assegnati c’è più spazio per tutte le altre storie: come quella di Felipe Massa, che qui saluta quello che per 16 anni è stato il suo mondo. Quasi una famiglia, che come è giusto che sia porta con sè saluti carichi di nostalgia ma anche consapevolezza di essere stato uno dei piloti più longevi degli ultimi anni, con un ragguardevole numero di Gran Premi all’attivo. 269 saranno questa domenica le partecipazioni del pilota paulista, che lo collocano al sesto posto della classifica generale di tutti i tempi. Un numero enorme che Felipe ha raggiunto correndo per Sauber, Ferrari (soprattutto) e Williams.

Pilota amato e rispettato per il suo essere un gentiluomo del volante, Massa però vuole proseguire il suo percorso nel mondo del motorsport; l’imperativo è continuare a correre, “a patto però di essere competitivo in qualunque qualunque categoria andrò” precisa. Le Mans esercita sicuramente un fascino particolare su ogni pilota, “anche se non ho ancora avuto nessuna proposta al riguardo” assicura. Anche la Formula E, categoria in forte ascesa anche in termini di pubblico, è sicuramente affascinante, ma con l’inizio del campionato ormai alle porte e le line up delle varie squadre già definite non sembra essere una possibilità concreta. Ma la porta rimane aperta, e se ci sarà una possibilità di correre qualche gara per prendere confidenza con le monoposto elettriche, Felipe sarà felice di coglierla come ci confida nel paddock di Abu Dhabi sotto un sole implacabile che anche sul finire di novembre, scalda da togliere il fiato: “L’emozione di salutare tutto il mio pubblico a San Paolo è stata la stessa dello scorso anno, ma questa volta ho fatto una bella gara, il massimo che mi permetteva la macchina, e anche se non è stato un vero podio, per  me è stata come una vittoria, perché sono stato davanti a tutti quelli che sono i nostri competitor diretti”.

Per il futuro ancora non si sbilancia, ma ha le idee chiare per quanto riguarda quello che dovrà diventare la Formula 1: “Liberty deve capire come cambiare le cose per migliorare lo show e colmare il gap tra le squadre di vertice e tutte le altre. Si corrono di fatto ormai due campionati distinti, tra i primi due o tre top team e tutto il resto del gruppo, che corrono per le posizioni dietro. Sono felice di aver avuto la possibilità di guidare le macchine del 2017 perchè sono quelle che più si avvicinano alle auto dei primi anni 2000, quelle più prestazionali di sempre. Sono così veloci e così fisiche” aggiunge Felipe, “ed è così difficile tirare fuori il massimo, soprattutto in qualifica“. Il problema però rimangono i sorpassi: “Seguire una macchina da vicino è complicato” aggiunge Massa, “si perde completamente la scia e sorpassare diventa veramente difficile”. Gioie e dolori della Formula tecnologia fatta di CFD esasperato e pochi test. 

Sul pilota Williams che prenderà il suo posto inoltre il brasiliano non si sbilancia: “So già chi ha scelto il team, ma penso che tutti ne abbiate già un’idea anche se non posso sbilanciarmi”. 

da Abu Dhabi Stefano De Nicolo’   

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