Ultima gara della stagione e ultimi verdetti qui ad Abu Dhabi. Dalla pista però giungono anche le indicazioni finali per i fornitori, già al lavoro su tutti i dati raccolti durante l’anno e immersi nelle specifiche del campionato che verrà.

Con Andrea Algeri di Brembo conversiamo e ci facciamo raccontare quella che è stata la stagione 2019 per quel che riguarda gli impianti frenanti, le difficoltà, le sorprese. Ad Abu Dhabi è già sera, la musica degli yacht si fa più alta, l’aria di festa si fa palpabile e le luci incorniciano lo scenario unico di Yas Marina.

Il campionato si chiude appunto con molte luci e poche ombre; la pista ha confermato in gran parte calcoli e simulazioni dell’inverno, le squadre hanno confermato la consueta curva di miglioramento nel corso della stagione. Le criticità maggiori come sempre sono state legate ai Gran Premi più ostici, quelli già conosciuti e, in qualche modo, disinnescati.

Le nuove ali anteriori pensate per migliorare i flussi e agevolare scie e sorpassi hanno diminuito leggermente il carico a terra dell’anteriore; le frenate sono leggermente più lunghe e il lavoro del sistema frenante è meno impegnativo. C’è meno energia da gestire, ma aumentano leggermente le temperature per via del maggiore tempo di frenata. Temperature, la chiave di volta nelle performance dei sistemi frenanti. Il calore generato dai freni risulta tra le altre cose fondamentale per il funzionamento di tutto il sistema gomme/cerchi, che permette il raggiungimento delle giuste temperature e agli pneumatici di lavorare al meglio.

Nella scelta che i team ed i piloti fanno di tutte le componenti del sistema frenante sia ad inizio stagione che prima di ogni gara, è fondamentale valutare l’andamento del rendimento delle parti, tanto in relazione al comportamento in pista quanto all’evoluzione del tracciato, particolarmente evidente nei tracciati cittadini e in generale su tutte quei circuiti poco utilizzati nel corso dell’anno. Con pista sporca e con poca gomma anche il comportamento dei freni ed il setting dell’impianto dovrà necessariamente cambiare nel corso delle sessioni.

Il set up del sistema frenante è fondamentale per il comportamento della macchina. Ma come farlo? Questo è uno dei segreti maggiori custoditi dalle squadre; molto dipende dallo stile di guida del pilota e da quanto è pronto e attivo sul pedale. Ma la scelta dei componenti e dell’impostazione generale parte dal simulatore, con i calcoli e le previsioni degli ingegneri che vengono tradotte in macro scelte, poi durante il weekend tradotti in termini di settaggio, scelta dei dischi e delle altre componenti. Per completare la messa a punto rimane fondamentale la gestione del bilanciamento. Anche qui, personale sullo stile del pilota, ma gestito ormai in gran parte dal software che controlla il sistema brake by wire.

E per finire qualche numero: la frenata più potente a Yas Marina: curva numero 8. Da 338 a 83 km/h in 125 metri e 2, 57 secondi. 5,6 G di decelerazione frontale e 186 kg di pressione sul pedale.

da Abu Dhabi – Stefano De Nicolo

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