fisichella

Con i suoi 231 Gran Premi disputati, durante i quali ha ottenuto 3 vittorie, 4 pole position e 19 podi complessivi, Giancarlo Fisichella è sicuramente uno dei maggiori protagonisti italiani della storia della Formula 1. Ospite della puntata 296 di ‘Circus!’, il pilota romano ha ripercorso le tappe della sua carriera, a partire da come ebbe inizio la sua storia in F1, fino all’attuale esperienza nel WEC, senza tralasciare quelli che sono i suoi progetti in cantiere.

Fisichella ci ha anche raccontato come sta trascorrendo questo periodo di stop forzato, approfittando di questo momento per stare in famiglia, allenarsi fisicamente e… al simulatore. “Proprio oggi mi è arrivato un simulatore che userò in questi giorni per cercare di imparare a guidare nel mondo virtuale. Non è per niente facile, ma spero di migliorare rapidamente e di poter disputare qualche gara. In questo momento lo sta provando mio figlio e devo dire che, anche se non ha mai corso in pista, è veramente bravo”.

UNA LUNGA CARRIERA IN F1, INIZIATA NEL ’96 CON MINARDI

“La mia passione per i motori è nata a 8 anni, quando mio padre mi portò a vedere una gara di go-kart vicino Roma e da lì è partito tutto. Ho cominciato per gioco, poi ho iniziato ad essere uno dei piloti più forti ed all’età di 14/15 anni il mio unico obiettivo era la Formula 1. Un po’ per fortuna, un po’ per bravura e per altre cirscostanze ci sono riuscito e mi sono tolto tante soddisfazioni. Non dimenticherò mai l’esordio nel ’96 a Melbourne, quando durante il briefing dei piloti ero accanto a Michael Schumacher e Jean Alesi, piloti fino a quel momento idoli irraggiungibili. In quella occasione sono stato chiamato 10 giorni prima dell’inizio di stagione. Io ero il collaudatore e non dovevo correre, ma Minardi mi chiamò dicendo di prendere il casco e di andare in Australia. Pensavo scherzasse ma era tutto vero, era il momento che aspettavo e che non dimenticherò mai. Ringrazio Giancarlo Minardi per avermi dato questa possibilità di iniziare in F1, non lo scorderò mai e lo cito sempre”.

Dopo quel primo anno sono arrivate anche belle soddisfazioni, tra le quali spiccano i 2 mondiali costruttori con Renault e le 3 vittorie ottenute in Formula 1, di cui la prima arrivata in un caotico GP del Brasile nel 2003…

IL PRIMO SUCCESSO

“Ricordo bene quella vittoria del 2003, una gara caotica in cui pioveva molto e con condizioni che cambiavano ad ogni giro. Molti piloti avevano commesso errori, mentre io ero riuscito ad avere un buon feeling con la macchina, rimontando fino a superare Raikkonen per il primo posto. Subito dopo ci fu una bandiera rossa per due incidenti e la gara finì lì avendo percorso oltre il 75% dei giri, ma per 12 secondi non si erano accorti che mi ero portato al comando. La vittoria mi fu riconosciuta 5 giorni dopo e la coppa mi venne restituita da Raikkonen sulla griglia di partenza di Imola”.

“All’inizio del 2005, invece, ero in Renault al fianco di Fernando Alonso. Dopo il successo nella gara iniziale di Melbourne c’era effettivamente la sensazione di giocarmi le mie carte per il titolo, cosa che poi non si concretizzò per problemi meccanici ed elettrici. Stesso discorso nel 2006 dopo la vittoria in Malesia. In quei due anni la vettura era veramente pazzesca, ma Fernando aveva più punti di me ed è ovvio che in una squadra ad un certo punto bisogna concentrarsi su un pilota. Io ho fatto di tutto per far vincere sia il mondiale piloti che quello costruttori e di questo sono contento”.

LA CHIAMATA FERRARI ED UNA NUOVA AVVENTURA

Nel 2009 invece la chiamata per Fisichella da parte della Ferrari, con cui ha corso il finale di stagione in F1, iniziando poi una bellissima carriera nel mondo dell’endurance: “Quell’anno feci una strepitosa pole a Spa e un gara altrettanto incredibile arrivando secondo. Nessuno se l’aspettava, me compreso, però avevamo avuto un pacchetto aerodinamico nuovo proprio sabato mattina prima delle qualifiche. La macchina era cambiata totalmente ed era cucita sul mio stile di guida. Subito dopo quel week-end arrivò la chiamata di Stefano Domenicali. Sapevo che erano soltanto cinque gare e che sarebbe stato difficilissimo cambiare vettura, con una Ferrari che peraltro quell’anno non era molto competitiva. A fine stagione ero di fronte ad un bivio: rimanere in Ferrari e continuare nel con le GT o correre ancora in F1 con un team minore. Ho preferito rimanere con la famiglia Ferrari e di cominciare questa nuova esperienza. Non mi sono pentito perché mi sono tolto tante soddisfazioni, vincendo 2 24 Ore di Le Mans, 2 Petit Le Mans, il campionato Le Mans Series e tante gare. Corro ancora adesso, mi diverto e non vedo l’ora di tornare in pista”.

PASSIONI E AMICIZIE

Nel corso dell’intervista Fisichella ci ha anche raccontato delle sue passioni per il calcio, per la musica e per il ciclismo, dei riti scaramantici prima di salire in auto e dei rapporti d’amicizia con gli altri piloti, fra cui anche quello con Michael Schumacher, nato dopo un particolare episodio: “Ho sempre avuto un bel rapporto con Michael, siamo entrambi appassionati di calcio. Nel GP di Germania 1997 feci una gara straordinaria, ero primo ed avevo la possibilità di vincere quando purtroppo si bucò una gomma a 12 giri dal termine, dovendo poi ritirarmi avendo subito danni alla monoposto. A fine gara Michael si fermò davanti a me, mi fece un cenno di salire sulla macchina e mi diede un passaggio. Questo è stato un momento indimenticabile, omaggiandomi come vincitore morale del GP. Da lì è nato un bel rapporto d’amicizia e questo l’ho scritto anche nel mio libro ‘Il profumo dell’asfalto’, in cui ripercorro la mia storia e racconto agli appassionati come me tante storie di Formula 1″.

PROGETTI FUTURI

Oltre che della carriera del pilota romano, durante la puntata c’è stato modo di parlare anche di quelli che sono i suoi progetti al momento, tra cui quello riservato ai giovani piloti: “Un programma nato da poco, che però ora si è fermato a causa del Coronavirus, è quello di aiutare i giovani piloti a crescere, non soltanto facendo loro da manager, ma cominciando un percorso a partire dall’insegnamento dell’inglese e alla preparazione fisica. Penso che dopo questo periodo ci sarà qualche novità. Un altro progetto invece riguarda il ciclismo, portando gli appassionati all’interno dell’autodromo di Vallelunga. Spero che si possa riprendere presto perchè è un’iniziativa interessante, con i ciclisti che possono correre in sicurezza lontani dal traffico delle strade”.

Tanti gli argomenti trattati con Giancarlo Fisichella in questa intervista, da rivivere integralmente nella puntata 296 di ‘Circus!’, che è possibile vedere qui e sulla nostra pagina Facebook.

Carlo Luciani

Carlo Luciani, nato a Salerno l’8 luglio 1996. Vivo a Teora, in Irpinia, terra non propriamente nota per i motori. Nonostante ciò, fin da piccolo sono rimasto profondamente affascinato dal mondo del Motorsport, al quale mi sono avvicinato vedendo vincere Michael Schumacher sulla Ferrari. Alla passione per i motori ho unito quella per la scrittura, e ad oggi sono Giornalista pubblicista e laureando in Ingegneria meccanica presso l’Università Federico II di Napoli. Nel 2020, insieme al collega e amico Michele Montesano, ho pubblicato il primo libro marchiato LiveGP.it “Veloci più del tempo: i protagonisti italiani del Motorsport dagli albori agli anni ‘70”.

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