Carlos Sainz sarà un pilota della Ferrari per la stagioni 2021 e 2022, dopo che nella mattinata di oggi è stato annunciato il suo ingaggio da parte della scuderia del Cavallino. Ripercorriamo la carriera del 26enne madrileno che ha debuttato in Formula 1 con la Toro Rosso proprio nell'anno di approdo in rosso di Sebastian Vettel, suo predecessore a Maranello.

IL DEBUTTO CON LA TORO ROSSO

Dopo diversi test con Red Bull e Toro Rosso, nel 2013 e 2014, quest'ultima decide di ingaggiare lo spagnolo figlio d'arte come pilota titolare per la stagione successiva. Al debutto in Australia conquista subito i primi punti iridati con un 9° posto, che migliora il Gran Premio successivo in Malesia. Al rientro in Europa conquista un altro piazzamento a punti nel Gran Premio di casa a Barcellona, dopo una qualifica strepitosa e terminata al 5° posto, e un 10° posto a Monaco partendo dal fondo della griglia. Chiude la sua prima stagione con 18 punti all'attivo.

LA CHIAMATA DELLA RENAULT E L'INGAGGIO IN MCLAREN

La seconda stagione è decisamente migliore per lo spagnolo che, nella prima parte, ottiene diversi piazzamenti a punti (tra cui il 6° posto di Barcellona) che gli permettono di piazzarsi al decimo posto del Mondiale. Anche nel 2017 il suo rendimento è costante e in crescendo, al punto da fargli guadagnare la chiamata dalla Renault per le ultime quattro gare della stagione, con cui va a punti nella gara d'esordio. Il 2018 è un crocevia importante per Sainz: si svincola dalla Red Bull, a cui era legato fin dagli esordi, per accordarsi con la McLaren dove sostituirà Fernando Alonso, mentre in pista il rendimento è in linea con quello della stagione precedente che gli vale la decima piazza nel Mondiale.

IL PRIMO PODIO

Quella appena conclusa è la migliore stagione in Formula 1 per lo spagnolo che, grazie alla competitività della vettura di Woking, ha chiuso il campionato in sesta posizione ottenendo il platonico titolo di Campione degli altri. Fiore all'occhiello della stagione di Sainz è sicuramente la gara di Interlagos dove, partito dal fondo della griglia, il neo ferrarista si è prodotto in una rimonta determinata e spettacolare, culminata con il quarto posto finale, diventato poi terzo in seguito alla penalizzazione di Hamilton per il contatto con Albon.

L'APPRODO IN ROSSO

Prestazioni che non sono passate inosservate ai top team e che sono valse la prestigiosa chiamata della Ferrari, dove Sainz cercherà di ripetere (si spera con esiti finali diversi) le gesta di un altro spagnolo in rosso, Fernando Alonso.

Vincenzo Buonpane