lawrence stroll

In questa nuova puntata della rubrica “F1 Dossier” andiamo ad analizzare uno dei personaggi più controversi del Circus: Lawrence Stroll. L’imprenditore canadese ha rilanciato il marchio di Aston Martin nella massima serie motoristica, ma l’interrogativo appare d’obbligo: viste le strane coincidenze che hanno colpito il team da quando è alla sua guida, a chi sta dando fastidio?

CHI E’ LAWRENCE STROLL

Ma partiamo dall’inizio. Chi è Lawrence Stroll? Lawrence Sheldon Strulovitch (questo il suo vero nome) è nato a Montreal l’11 Luglio 1959. Proveniente da una famiglia ebrea, diventa investitore nel settore della moda importando in Canada i marchi Pierre Cardin e Ralph Lauren. Successivamente lancia in tutto il mondo, grazie alla sua società Sportswear Holdings Ltd, i brand Tommy Hilfiger e Michael Kors, rendendoli celebri a livello globale.

Ma la svolta personale avviene nel 2018 quando Lawrence Stroll, da sempre appassionato di auto, acquisisce il team di F1 Force India, il quale versa in gravi difficoltà finanziarie. L’imprenditore canadese mantiene in vita il team e fonda la Racing Point, che diverrà famosa per la sua livrea rosa che strizza l’occhio allo sponsor BWT. Il 31 Gennaio 2020 infine, grazie ad un consorzio di investitori, acquisisce per 182 milioni di sterline il 16,7% del capitale di Aston Martin, diventandone presidente esecutivo. Ed è cosi che Racing Point diventa ufficialmente Aston Martin F1 Cognizant Team, riportando la celebre casa inglese nell’olimpo del Motorsport.

L’APPRODO IN F1

Una bella storia fin qui, non credete? Peccato che sia macchiata da “strane” coincidenze. O situazioni che comunque hanno messo i bastoni tra le ruote a Lawrence Stroll ed al suo approdo in F1. L’avventura del canadese inizia ufficialmente nell’estate 2018, quando dopo il GP d’Ungheria rileva la Force India. Un cavillo regolamentare però impedisce al team di cambiare nome e per i restanti nove Gran Premi esso si chiamerà Racing Point Force India F1 Team. E fino a qui, tutto bene.

Il 2019 segna la nascita ufficiale di Racing Point che si presenta al via del Mondiale con il confermato Perez e Lance Stroll, figlio di Lawrence. Il giovane canadese prende il posto di Esteban Ocon, retrocesso invece come terzo pilota Mercedes. Le polemiche non tardano ad arrivare, ma Lance riesce ad ottenere un buon quarto posto in Germania dopo essere stato addirittura secondo nel corso della gara, smentendo momentaneamente i detrattori. Nel resto della stagione i piazzamenti a punti sono frequenti per entrambi i piloti, che consentono alla Racing Point di chiudere al settimo posto nei Costruttori.

IL 2020 E LA MERCEDES ROSA

Ma l’anno della discordia si rivela il 2020. Alla presentazione della monoposto, infatti, i più attenti notano evidenti somiglianze tra la Racing Point e la Mercedes W10 della stagione precedente. La situazione inizia a farsi preoccupante quando, durante i test di Barcellona, sia Stroll che Perez fanno segnare tempi parecchio interessanti, facendo alzare più di un sopracciglio. L’inizio di stagione è strepitoso per Racing Point, stabilmente nella top ten e più volte vicino al podio. Ma la stangata non tarda ad arrivare, e più precisamente dopo il GP di Gran Bretagna.

E’ proprio dopo Silverstone, infatti, che Racing Point viene penalizzata di 15 punti nei Costruttori e multata di 400.000 dollari dalla FIA per aver “copiato” la W10. Per alcuni potrà risultare una pratica antisportiva, ma di fatto ampiamente utilizzata nel corso della storia. Toro Rosso con Red Bull e Haas con Ferrari rappresentano soltanto alcuni dei casi più recenti di monoposto “clonate”. Eppure, sembra che il potere finanziario di Lawrence Stroll abbia spaventato qualcuno, al punto da ritenere il precedente pericoloso per i propri interessi. L’unico errore del canadese, casomai, è stato quello di fare tutto alla luce del sole ed in maniera troppo spudorata per passare inosservata anche al più profano degli appassionati.

Da qui la penalità alla “Mercedes rosa”, che però conserva l’opportunità di rimanere in pista per il resto della stagione: una mezza vittoria. Ed è così che Stroll (Lance, stavolta) conquista il primo storico podio per il team al GP di Germania. Il canadese, dopo essere stato fermato dal Covid-19, rientra e si prende anche una storica pole position in Turchia. La gara andrà poi diversamente con il canadese che chiuderà nono, mentre Perez acciuffa un ottimo terzo posto ed un altro podio. Ma è a Sakhir che la Racing Point assaggia la gloria con una strepitosa vittoria proprio del messicano ed il terzo posto di Stroll, in una giornata che diventa storica per il team. La stagione si chiuderà al quarto posto con 195 punti totali ed il rimpianto di una penalità discutibile che avrebbe potuto rendere la stagione sicuramente più dolce.

IL RITORNO DI ASTON MARTIN

Il 2021 segna infine il ritorno di Aston Martin nel Circus dopo diversi decenni di assenza, e rappresenta per Lawrence Stroll un altro passo verso il suo sogno di vincere il Mondiale di F1. Proprio così: perché l’imprenditore canadese non è uno a cui piace solo partecipare, ma in ogni cosa cui dedica il suo tempo ed i suoi soldi vuole avere successo. E la stessa filosofia di pensiero si applica con Aston Martin, considerando che Stroll vuole diventare campione del Mondo ed ha tutte le risorse finanziarie per farlo. Questa nuova situazione crea uno scossone nel Circus, da troppi anni ormai abituato all’egemonia dei soliti team. Anche a livello politico la questione si fa complicata, con il magnate canadese che pretende più voce all’interno delle stanze dei bottoni. E questo sicuramente può non piacere a chi fino a quel momento ha detenuto il potere, influenzando persino le decisioni regolamentari. 

LA PENALITA’ DI VETTEL

La recente penalità a Sebastian Vettel nel GP d’Ungheria, d’altronde, la dice lunga. Seb è stato infatti privato del podio perché la sua monoposto è stata trovata a corto di carburante al termine della gara. O, più precisamente, con 0,3 l invece di un litro di benzina. Un controllo piuttosto scrupoloso e che ha pochi precedenti nella storia del Circus. Ma siamo sicuri che se non fosse stato Lawrence Stroll ed Aston Martin la penalità sarebbe stata altrettanto severa? Chi sta provando a fermare l’ascesa di Lawrence Stroll e di Aston Martin? Ai posteri l’ardua sentenza.

“F1 Dossier” è una rubrica di opinioni personali e non intende screditare, né tantomeno puntare il dito contro nessuno. Cerchiamo di basarci su fatti realmente accaduti per porre dei punti di domanda “scomodi” sulle stranezze del Circus: alla prossima puntata. Forse.

Julian D’Agata

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