daniel ricciardo f1

Nella giornata di ieri sul sito della F1 è apparsa una lunga intervista a Daniel Ricciardo, pilota McLaren. Un periodo difficile per il driver australiano, arrivato dalla Renault fiducioso di fare bene, con ben due podi nelle ultime sette gare del 2020. Sfortunatamente i piani stanno andando diversamente.

Norris, infatti, compagno di scuderia del buon Daniel, gli è sempre stato davanti: 26 punti del #3 contro i 40 di Lando; P6 il miglior risultato per l’australiano, contro i due podi del britannico, conditi con il privilegio di essere l’unico pilota sempre a punti in questa prima parte di stagione.

LE PAROLE DOPO LE PROVE DEL VENERDI DI BAKU

“Sono stato qui prima, sia a questo livello o meno, sia in F1 o no – ha esordito Ricciardo in una chiacchierata in compagnia di Lawrence Barretto, dopo le prove del venerdì di Baku – Naturalmente hai degli alti e dei bassi. Mi disinnamoro di questo sport almeno una volta l’anno.”

“Ma la cosa bella – ha continuato l’australiano – è che sono sempre in grado di svegliarmi il lunedì mattina, anche dopo una gara difficile come Monaco e guardare avanti, mettendocela tutta.”

“Sono giù di morale per la prossima settimana. Sarò triste se sarà necessario la domenica sera, ma mi sveglio il giorno successivo con una nuova motivazione. Dico a me stesso: ‘ Questa situazione non mi piace, cosa faccio per cambiarla?’ Trovo sicuramente una prospettiva nei giorni brutti.”

ADATTAMENTO ALLE NUOVE GOMME

Sembrava essere arrivato al punto della svolta, a Baku.

“Quando per la prima volta ho corso sulla nuova vettura – ha esordito Ricciardo – mi sono detto: ‘Ok, è una nuova’, ma non ero scoraggiato da questo. Devo capire la vettura e più giri faccio meglio sarà. La vettura è abbastanza difficile, devi lavorare di più…non è solo questione di fare girare di più. Ho dovuto modificare il mio stile di guida, per guidarla meglio. Ci sto ancora lavorando.”

“Oggi (venerdì a Baku), per esempio so che l’auto non è perfetta, nessuna lo è. Ero meno concentrato sulla messa a punto, per capire il modo in cui questa vettura dovrebbe essere guidata e poi preoccuparmi sull’equilibrio.”

“Sono solo concentrato su di me adesso. All’inizio ho sentito che era una vettura diversa. Diverso non significa cattivo, significa: ‘Ho più lavoro da fare’. Parlando con altri piloti – sul fondo piatto e sugli pneumatici – è una sfida un po’ per tutti e forse è per me amplificata dal cambio di squadra e c’era un po’ di consapevolezza sul chilometraggio limitato.”

RED BULL E LA SFERA OFF TRACK

Ricciardo ama le sfide ed è per questo che ha lasciato Red Bull per la Renault, ora c’è la McLaren da conquistare: “In un certo senso, sono uscito dalla Red Bull, perchè avevo paura di diventare compiacente.”

“Mi sentivo così a mio agio, conoscevo tutti ed ero preoccupato potesse mancarmi qualcosa. Sei decisamente fuori dalla zona di comfort andando in un’altra squadra. Richiede più lavoro ed energia, ma con il tempo e l’impegno da parte di tutti, nei prossimi anni, si raccoglieranno i frutti. Non so se saranno 6 o 12 mesi, ma sarò un pilota più completo”, ha concluso Daniel.

IL RAPPORTO CON LA SQUADRA

Il pilota McLaren ha poi cercato di essere più vicino alla sua squadra, ambientandosi rapidamente. In Renault hanno trascorso del tempo a controllare la radio, per una migliore comunicazione. Fuori pista Ricciardo si sente bene, ha addirittura inviato un cappellino a ogni singolo dipendente, con tanto di seguente dedica: ‘Buongiorno famiglia McLaren, volevo solo inviare una piccola nota per ringraziare ognuno di voi. L’accoglienza che mi avete dato è stata incredibile, calorosa e frizzante. Non vedo l’ora di scendere in pista e dare il massimo, spero vi piaccia il cappello. Saluti, Daniel.’

“Sono molto a mio agio con la squadra. Abbiamo tutti un buon rapporto – ha continuato Daniel – Abbiamo lavorato molto prima della stagione, quindi la percentuale maggiore è che mi preparo a prendere velocità e con questo intendo sentirmi a mio agio nel guidarla, nel modo in cui dovrebbe essere guidata.”

LA VITA CAMBIATA A CAUSA DEL COVID

Alla domanda di come il Covid abbia cambiato la vita del pilota, la risposta è stata: “Il tempo con la famiglia è quel che mi manca di più. E’ un anno l’altro giorno da quando li ho visti. Adesso più che mai, è qualcosa in più con cui abbiamo a che fare per noi piloti non europei. La gente lo dimentica.”

“Anche altri piloti in griglia non vivono più con la famiglia, ma sono ad un’ora di auto o di volo dai loro genitori. Non ho mai avuto nostalgia di casa e penso perchè sono sato abituato così, ma quest’anno mi metterà alla prova. Un anno è lungo e passeranno 18 mesi prima che li riveda nuovamente.”

LA BAGARRE IN PISTA CON NORRIS

Vedere il tuo compagno più giovane batterti non è facile, ma Ricciardo non si è perso d’animo e ha prolungato il contratto fino al 2023: “Onestamente, è incoraggiante. Il ritmo c’è e c’è spazio per dei podi in alcune gare, quindi è incoraggiante.”

“Non lo guardo in modo negativo. Mi fa venir voglia di essere migliore. Ho sempre detto che voglio vedere se sono il migliore, quindi avere un compagno di squadra forte mi aiuterà e mostrerà alcune debolezze.”

“E’ lì che posso migliorare e diventare un pilota più completo – ha continuato – Certamente non è una minaccia o un aspetto negativo e non sono amareggiato. E’ qualcosa su cui lavorare.”

Giulia Scalerandi

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