La stagione della Formula 1 è appena iniziata, con soltanto tre gare disputate sulle ventuno presenti in calendario, ma lo sguardo volge già al futuro. L'attenzione di Team Principal, Federazione e Pirelli, oltre che sulle vicende prettamente sportive, guarda infatti da parecchie settimane verso le modifiche ai regolamenti tecnici, con serrate discussioni già iniziate tra le varie scuderie. E spunta per il 2018 un accordo relativo ad un'ulteriore riduzione del numero delle power unit a disposizione di ogni pilota nel corso della stagione.

Vettel, Hamilton e Alonso non saranno contenti sicuramente di quanto proposto per il 2018 dai Costruttori, e cioè la riduzione a sole tre power unit (rispetto alle attuali quattro, portate poi a cinque per via del numero di Gran Premi in calendario) a disposizione per l’intero campionato. Il motivo è quello oramai ricorrente nella Formula 1 moderna: la riduzione dei costi. Pare che infatti il taglio di una power unit dovrebbe permettere ai team clienti di affrontare una spesa inferiore ai 12 milioni di euro a stagione per la fornitura delle unità, cifra inizialmente indicata dalla FIA come tetto massimo di spesa da sostenere per le forniture relative ad una singola stagione.

Ovviamente il tutto dovrà passare dallo Strategy Group che si svolgerà solamente a fine mese, ma come per ogni proprosta si formano i partiti di chi è a favore e di non lo è. Di quest’ultimo schieramento fanno parte Red Bull e Ferrari che, in sedi e tempi diversi, hanno manifestato i loro dubbi per un’innovazione che farà solamente aumentare i costi, non ridurli. Chris Horner, team principal del team austriaco, si era espresso così nella conferenza stampa del venerdì nel corso del weekend cinese: “Penso che Jean Todt avesse impostato quattro risultati finali da raggiungere per i produttori di motori. Le quattro cose erano una riduzione del prezzo di fornitura a 12 milioni di euro l’anno, la disponibilità di questi motori, la convergenza della potenza delle varie unità ed un incremento del rumore. E nessuna di queste è stata soddisfatta. Quindi penso che sarà interessante la discussione che avverrà negli incontri dello Strategy Group e della F.1 Commission per capire quali saranno le prossime mosse della FIA e dei promoter. Credo che abbiano bisogno di decidere quello che vogliono. Lo hanno fatto chiaramente in passato quando hanno tolto dal tavolo la proposta del motore indipendente, dicendo che avrebbero perseguito questi obiettivi. Se in questo momento non sono stati raggiunti, i prezzi non stanno scendendo, non c’è convergenza di prestazioni, e le forniture sono ristrette, allora questi criteri non sono stati rispettati. Motoristi indipendenti? Sì, perché altrimenti cosa pensiamo di fare con costi, disponibilità e convergenza di prestazioni? Ma c’è ancora un problema importante – ha proseguito Horner – il più importante. Al momento le gare sono buone, ma abbiamo questo problema di fondo che deve essere affrontato. E’ interessante e non può essere qualcosa che viene risolto in una settimana”. Più sintetico ma sulla stessa lunghezza d’onda anche il Presidente della Ferrari, Sergio Marchionne:Diciamo che al momento i costi delle power unit si sono stabilizzati. Ora il prossimo passo sarà di cominciare a ridurre i costi. Se non dobbiamo reinventare i motori ogni stagione, saremo in grado di farlo. Solo un regolamento che confermi le attuali power unit potrebbe permettere una riduzione dei costi”.

Chi invece sembra essere favorevole alla proposta è Toto Wolff che, senza giri di parole, si augura che venga attuata al più presto: “Ci sono due settimane prima degli ultimi incontri della F.1 Commission e dello Strategy Group che dovranno servire a definire i regolamenti. Sul fronte del motore siamo molto vicini. Abbiamo un accordo che deve essere ratificato dagli azionisti, ma che garantirebbe benefici alla maggior parte delle squadre. Quindi spero che possa essere portato a termine”.

Ma come sempre la verità sta nel mezzo, perchè è pur vero che con una spesa inferiore ai 12 milioni di euro per la fornitura della power unit si alleggerirebbero, e di molto, i budget per i vari team da mettere a disposizione per la stagione, ma è altrettanto vero che ridurre di un’unità i propulsori vorrebbe dire rimettere al lavoro centinaia di ingegneri (per renderle sempre più longeve), e questo porterebbe dei notevoli costi di progettazione che a loro volta dovranno ripercuotersi, giocoforza, sui budget necessari per le power unit.

Ecco perchè l’idea rilanciata da Bernie Ecclestone e Jean Todt, sulla standardizzazione di alcuni componenti della power unit, potrebbe prepotentemente e clamorosamente prendere sempre più forma. In attesa di proposte che aumentino spettacolo e riavvicinino il pubblico al Circus della Formula 1

Vincenzo Buonpane

 

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