Il Consiglio Mondiale della FIA ha approvato ieri il nuovo Regolamento Tecnico deciso dalla F1 Commission. Tra gli argomenti tecnici trattati il settore power unit ha un’importanza rilevante, sia per quanto riguarda il 2020 che in ottica futura.

Sembra ormai deciso, salvo peggioramenti della situazione legata al Coronavirus, che il campionato 2020 partirà il 5 luglio in Austria, dal Red Bull Ring. Non è ancora chiaro, però, quante realmente saranno le gare in calendario; alcuni organizzatori, infatti, molto probabilmente decideranno di sfilarsi dal programma piuttosto di far disputare l’evento a porte chiuse. E’ il caso, ad esempio, del GP degli Stati Uniti ad Austin, che ricava buona parte degli utili dall’incasso ottenuto grazie alla vendita dei biglietti nel weekend.

DUE POWER UNIT PER IL 2020… O FORSE 3

Per questo motivo, il numero di gare da disputarsi influenzerà il lavoro sulle power unit. Se si disputeranno al massimo 14 Gran Premi sarà consentito utilizzarne solo due, mentre oltre questa cifra se ne potrà omologare una terza. Questa, però, dovrà avere le stesse identiche caratteristiche della seconda PU presentata alla Federazione, limitando quindi lo sviluppo e il lavoro al banco di prova. I team che si troveranno in difficoltà con il secondo step evolutivo, dunque, difficilmente troverebbero soluzione ai loro problemi fino alla fine del campionato.

Nelle due stagioni successive, 2021 e 2022, sarà consentito un solo step evolutivo ad inizio stagione; il secondo propulsore dovrà avere le stesse caratteristiche del primo. Non è certo finita qui, perchè nel 2023 e 2024 le power unit saranno congelate, azzerando definitivamente il processo di sviluppo e ricerca da parte dei costruttori.

PIU’ DURATA E MENO SVILUPPO

Tutto ciò sarà affiancato ad una riduzione delle ore da dedicare al banco prova che scenderà da subito a un limite non dichiarato (probabilmente 700 ore), mentre fino a oggi lo sviluppo era totalmente libero. Dal 2022 il monte ore dei test dei 6 cilindri turbo in sala prova sarà ridotto ancora di più, nella speranza di convincere qualche costruttore a entrare in F1 per sperimentare l’ibrido più avanzato. La volontà è quella di avvicinare le prestazioni, allungando però del 50% la vita della PU.

Questo nuovo insieme di modifiche al regolamento tecnico relativo alle power unit è stato pensato e progettato nell’ottica di una riduzione costante e sensibile dei costi, ed è da inquadrare all’interno della questione budget cap di 145 milioni di Dollari. La nuova via intrapresa dalla Formula Uno presenta però un rovescio della medaglia da non sottovalutare, cioè la standardizzazione delle componenti e quindi della prestazione in pista, che sarà sempre più evidente a causa della mancanza di ricerca e del congelamento degli sviluppi. D’altro canto, costi più umani potrebbero veramente invogliare qualche nuovo player ad entrare nel Circus, anche se al momento non sembrano esserci grandi movimenti sotto questo punto di vista.

Nonostante il periodo di stop forzato, dunque, la F1 continua a muoversi sul piano regolamentare; ora non resta che aspettare e vedere se il nuovo corso imboccato porterà ai risultati sperati.

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Nicola Saglia

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