Flavio Briatore, 69 anni, ex team principal di Benetton e Reanult

In questo momento di stasi sportiva, causa Coronavirus, a far discutere e riempire le giornate degli appassionati ci ha pensato Flavio Briatore, ex team principal di Benetton e Renault,che al podcast ufficiale della F1 ha rilasciato un’intervista dai contenuti per nulla banali. In perfetto stile Briatore insomma…




Il manager piemontese, in Formula 1 dal 1988 fino al 2009, ha toccato vari argomenti tra cui il suo rapporto con altri personaggi del Circus, come Ron Dennis e Ross Brawn, ma anche, a suo dire, la tardiva sostituzione di Kimi Raikkonen con Charles Leclerc, oltre al sempre ricorrente paragone tra Lewis Hamilton e Michael Schumacher.

SUBITO CHARLES AL POSTO DI KIMI

Un errore. Così ha definito Briatore la sostituzione del finlandese con il monegasco avvenuta all’inizio della stagione 2019: “Se fossi stato in Ferrari, l’avrei preso subito al posto di Raikkonen, com Kimi si sa che non vincerai mai nulla. Avrei preso questo rischio, Charles va fortissimo, è giovane, ha due gran palle e lo sta dimostrando. Paragone con Verstappen? E’ troppo presto per giudicare Leclerc, mentre Verstappen è incredibile, un gladiatore per come supera e combatte”.

HAMILTON VS SCHUMACHER

Un pilota che lui stesso ha contribuito a far entrare nell’olimpo dei grandi, più volte accostato ad un altro che nel 2020 (quando e se si partirà) potrà eguagliarlo nel numero di Mondiali vinti. Hamilton contro Schumacher in un paragone che per Briatore è del tutto improponibile: “Michael ha dovuto lottare con gente come Ayrton Senna e Nigel Mansell quando è arrivato in Formula 1, la competizione era altissima. Ora lo è di meno, saranno in due o tre i piloti bravi… E’ un livello inferiore rispetto ad allora. Lewis non ha pressioni da parte di nessuno dei suoi avversari, di fatto passeggia. E’ una cosa uguale per tutti, quando qualcuno si avvicinava a Schumacher, sbagliava. Anche Fernando Alonso lo faceva, è normale se qualcuno ti pressa. Hamilton è veramente fantastico, un pilota super, ma vince facendo un po’ il tassista. Lui e Verstappen sono comunque le due stelle della F1″.

IL RAPPORTO CON RON DENNIS

Nel corso della lunga intervista il manager di Verzuolo ha anche raccontato del suo rapporto con Ron Dennis: “Ricordo Ron Dennis parlare sempre con ‘tu non capisci, tu non capisci’. Ron è stato l’unico in F1, spesso abbiamo parlato con Frank Williams; in Benetton di aspetti commerciali, sport, spettacolo. L’avvicinare la macchine, renderle più simile tra loro e spostare la battaglia tra i piloti, che è ciò che vuole vedere il pubblico. 

Ron al tempo era una persona molto arrogante, non so oggi. Molto molto arrogante, si sentiva superiore, non lo era. È uno arrivato nel posto giusto al momento giusto, ha costruito la McLaren e merito a lui. Aveva molti più soldi di chiunque altro, solo la Ferrari era vicina.

Quel che Ron non capiva era come il lavoro fosse nella gestione delle persone. La Formula 1 è un prototipo, dissi a Luciano Benetton, è un prodotto che devi accertarti che sia veloce, non è una macchina affatto, è qualcosa di unico.

BRAWN E I DIVERSI METODI DI LAVORO

Inevitabile anche il ricordo dell’esperienza lavorativa con Ross Brawn, prima artefice assieme a lui della doppietta iridata della Benetton dell’era Schumacher e poi primo avversario dopo il trasferimento del tecnico inglese in Ferrari: “Penso che le persone abbiano realizzato che avessi competenze gestionali del tutto diverse e ricordo Ross Brawn dirmi, mi piace lavorare con te perché hai modi completamente diversi.

Ci fu un momento in cui avevamo più sponsor nel team. Ricordo una volta entrò Pat Symonds in ufficio e mi disse degli adesivi, per gli ingegneri rendevano la macchina pesante. Gli dissi ok, togliete gli adesivi e non abbiamo i soldi per correre: scegliete, macchina con gli adesivi o macchina senza e non correte, ditemi cosa preferite.Avevamo un team molto forte”.

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Vincenzo Buonpane

 

 

 

 

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