Omar Szafnauer, Team Principal della Racing Point

Nella giornata di mercoledì anche la Racing Point ha chiuso i battenti, dando inizio ai 21 giorni di shutdown imposti dalla Federazione in vista delle modifiche apportate al calendario della stagione 2020.

Otmar Szafnauer in un comunicato rilasciato dal team britannico sotto forma di Q&A ha confermato che in casa Racing Point il personale tornerà operativo in sede il 16 aprile, nella speranza di apprezzare numeri incoraggianti per quanto riguarda il contenimento del Covid-19 al termine della chiusura.

“Alla luce delle ultime norme imposte dal Governo inglese abbiamo chiuso mercoledì sera e la pausa proseguirà per almeno tre settimane. Al momento – e risulta importante sottolineare che si tratta di una situazione in continua evoluzione – il nostro ritorno al lavoro è previsto per giovedì 16 aprile” informa il team principal della Racing Point.

“È una situazione senza precedenti, in evoluzione giorno dopo giorno. Attualmente non possiamo dire con certezza quando torneremo alla normalità. Ci sono cosi tanti fattori che non sono sotto il nostro controllo”.

INIZIO STAGIONE ANCORA INCERTO

Attualmente il calendario 2020 di F1 vedrebbe iniziare il Mondiale con la tappa del Canada il prossimo 14 giugno, scenario altamente improbabile data la rapida evoluzione della pandemia, a causa della quale il motorsport ha subito una pesante battuta d’arresto senza precedenti. D’altro canto Chase Carey ha confermato che non possono essere esclusi ulteriori rinvii o cancellazioni nelle prossime settimane, pur puntando a svolgere dalle 15 alle 18 gare entro la fine del 2020.

Tuttavia, è risultato necessario rinviare al 2022 l’introduzione del nuovo regolamento tecnico. Mentre già dal 2021 sarà in vigore il budget cap, una misura che potrà sorridere ai team di metà gruppo entrando in vigore con un anno di anticipo rispetto al nuovo set di regole tecniche.

“Da un punto di vista logistico e finanziario – ha proseguito Szafnauer – [il rinvio del regolamento tecnico al 2022] ha assolutamente senso. Certamente, questo non significa che al ritorno potremo permetterci di andarci piano. Quando torneremo in pista, dovremo essere nelle condizioni di poter essere competitivi, qualsiasi siano i regolamenti in vigore”.

PREOCCUPAZIONE ECONOMICA

Nonostante le decisioni prese per agevolare i team di F1 in questo momento di profonda crisi, in cui la cancellazione di 5 gare equivale a una perdita di 100 milioni di dollari, il presidente di Motorsport UK David Richards dà un allarmante avvertimento.

“Costruttori come Mercedes e Renault se la caveranno, ma non sarà facile per team come Williams e Racing Point. Ci saranno aziende che non avranno le risorse per superare questo periodo. Sarà una grande sfida.” ha dichiarato.

Le imprese che da anni si trovano a far fronte a importanti difficoltà finanziarie sono sicuramente tra le realtà più a rischio. Pertanto, non appare improbabile vedere le conseguenze della crisi legata al Coronavirus anche nell’effettiva decimazione della griglia di F1.

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Beatrice Zamuner

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