Jos Verstappen alla guida della sua Benetton nel '94
Credit: Martin Lee from London, UK, CC BY-SA 2.0 , via Wikimedia Commons

Dopo la recente vittoria di Max Verstappen nel Mondiale, specialmente i più giovani sono andati a curiosare sui trascorsi in Formula 1 di suo papà Jos. La parabola sportiva di Verstappen padre non è però stata la stessa del figlio, nonostante le grandi aspettative che lo avevano accompagnato soprattutto ai tempi del suo esordio nel Circus.

Gli inizi e la stagione da titolare alla Benetton

Johannes Franciscus Verstappen, detto Jos, nasce a Montfort il 4 marzo 1972. A dodici anni vince il titolo nazionale olandese juniores di go-kart. Seguiranno due titoli europei. Alla fine del 1991 l’olandese passa alla Formula Opel e vince il titolo al primo tentativo. Dopo questo successo correrà in Formula 3 con Van Amersfoort Racing e nel 1993 diviene campione della serie tedesca.

Jos debutta in F1 a 22 anni e cattura subito l’attenzione degli addetti ai lavori già nei primi test, effettuati con il team Footwork Arrows. Ferrari e Williams lo scrutano con interesse, ma Jos viene scelto dalla Benetton di Flavio Briatore. Ingaggiato come collaudatore e pilota di riserva della scuderia inglese per la stagione 1994, diventa repentinamente titolare. Durante i test pre-stagionali svolti a Silverstone, infatti, JJ Lehto ha un grave incidente che lo costringe a saltare le prime due gare.

Jos ha diversi problemi a domare una monoposto cucita intorno a Schumacher. Le prime due gare finiscono con due ritiri. In Brasile innesca una carambola paurosa con altri tre piloti. Lehto ritorna in pista a Imola, ma i postumi dell’incidente continuano a farsi sentire: la Benetton punta nuovamente su Jos. L’olandese andrà a podio in Belgio e in Ungheria. In Germana è protagonista di un episodio spaventoso: la sua vettura prende fuoco durante il pit stop. Fortunatamente per lui il tutto si risolve con alcune lievi ustioni.

Le mosse di mercato della Benetton fanno sì che nelle ultime due gare della stagione l’olandese lasci spazio a Johnny Herbert. Risultato finale: decima posizione in Campionato, con dieci punti totali.

Poche gioie in tante scuderie minori

Jos nel 1995 viene girato in prestito alla Simtek. La stessa squadra chiude i battenti dopo appena cinque gare. Nel 1996 passa in Footwork Arrows e l’inizio di stagione sembra promettere bene. Veloce, ma troppo irruento: spesso fuori per incidenti e uscite di pista, “condiziona” pesantemente la sua permanenza in Arrows. Nel 1997 passa in Tyrrell, scuderia storica, ma ormai al tracollo: un pacchetto poco competitivo.

Nonostante il mezzo scarso, l’olandese riesce a mettersi lo stesso in mostra con prestazioni convincenti, andando vicino alla zona punti in Argentina e Canada. Senza un volante per la stagione 1998, solo a partire dal Gran Premio di Francia subentra a Jan Magnussen in Stewart. Senza contratto per il 1999, Verstappen diventa collaudatore della Honda, che punta rientrare in Formula 1 a partire dal 2000. Jos partecipa alle varie sessioni di test.

Il ritorno in Formula 1 come titolare

Con la morte di Harvey Postlethwaite, direttore tecnico e responsabile della progettazione della vettura, il progetto di una scuderia Honda va in fumo. Nel 2000 rientra in Arrows, ma è una vettura che soffre di parecchi problemi di affidabilità. A Montreal, il pilota olandese, partito dalla tredicesima posizione, è protagonista di una grande rimonta che lo porta fino al quinto posto. Confermato per il 2001, realizza solo un punto a causa dei soliti problemi legati alla monoposto. Ritornerà nel Circus sue anni dopo, con Minardi, dove conclude la sua carriera in F1.

Fuori dal Circus, corre in A1 Grand Prix e conta due partecipazioni alla 24 ore di Le Mans, prima di dedicarsi anima e cuore all’attività di management del figlio.

Chiara Zaffarano

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