2020 70th Anniversary Grand Prix, Friday - LAT Images

Prosegue anche nella seconda sessione di prove libere a Silverstone il monologo targato Mercedes. Dopo aver lasciato le briciole ai rivali nella sessione mattutina, il duo di Brackley si è ripetuto anche al pomeriggio, con Lewis Hamilton che ha preceduto il compagno Valtteri Bottas per 176 millesimi. Alle loro spalle la sorprendente Renault di Daniel Ricciardo, mentre la Ferrari continua a sprofondare: Leclerc è solo settimo, mentre Vettel (fermato dalla rottura del propulsore) addirittura 14esimo.

MERCEDES SU UN ALTRO PIANETA

Niente e nessuno sembra poter contrastare il dominio Mercedes in questo inizio di stagione, con la scuderia campione del mondo che si conferma inavvicinabile anche nel secondo week-end consecutivo sul circuito di casa. Lewis Hamilton si è ripreso le redini del gruppo, siglando la migliore prestazione cronometrica in 1:25.606 ed avvicinando a soli sette decimi il record della pista. Una prestazione che risulta ancor più significativa considerando il fatto che è stata ottenuta con la mescola media (in pratica, la Soft della scorsa settimana), pur girando su una pista sicuramente più gommata rispetto al precedente week-end.

Valtteri Bottas (fresco di rinnovo per il 2021) si è confermato in scia al proprio capo-squadra, girando a 176 millesimi da Hamilton con gomma rossa. La sensazione è che il gap tra le due mescole sia inferiore al mezzo secondo dichiarato da Pirelli, e sarà interessante domani nel corso della Q2 capire le strategie che verranno adottate dai vari team. A sorprendere tutti è stato Daniel Ricciardo, il quale si è messo a comandare il gruppetto degli “altri” con un distacco di otto decimi dalla vetta, precedendo per un soffio la Red Bull di Verstappen e la Racing Point di Lance Stroll.

DISASTRO FERRARI

Positiva anche la prestazione di Nico Hulkenberg, quinto e distante due decimi dal compagno canadese, il quale si è messo alle spalle la Ferrari di Charles Leclerc. Il monegasco ha ottenuto la propria migliore prestazione con gomma Soft, in una giornata comunque decisamente negativa per il Cavallino. Sebastian Vettel, infatti, non è andato oltre la 14esima prestazione, a oltre 1″5 dalla vetta e soprattutto patendo la rottura della Power Unit durante le prove sul passo gara.

L’ennesimo intoppo di un inizio stagione da dimenticare per il tedesco, che sembra non riuscire a trovare il bandolo della matassa dalla sua SF1000 e costretto a fare i conti con continui guai di affidabilità. Al punto che, a precederlo in classifica, oltre alle due McLaren, alla Renault di Ocon e alla Red Bull di un Albon in evidente crisi, si sono piazzate anche le due Alpha Tauri di Kvyat e Gasly.

PADDOCK BOLLENTE

I motorizzati Ferrari (eccezion fatta per Leclerc) hanno quindi monopolizzato la parte bassa della classifica, con la sola presenza delle due Williams a rompere l’egemonia. Anche Haas e Alfa Romeo confermano tutte le proprie difficoltà, con il povero Antonio Giovinazzi che, oltre a chiudere il gruppo, ha patito anche un guaio tecnico poco prima della bandiera a scacchi.

Il tutto mentre nel paddock tengono banco polemiche a colpi di dichiarazioni, ricorsi e carte bollate. Dalla protesta contro la Racing Point alle trattative per il rinnovo del Patto della Concordia, la situazione appare più “bollente” che mai. Quasi un diversivo, in un inizio di stagione dove la Mercedes appare assoluta padrona. In pista e fuori.

Marco Privitera

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