Fabio Di Giannantonio
Fabio Di Giannantonio, Moto2 vittoria a Jerez

Alla vigilia del GP di Francia abbiamo intervistato Fabio Di Giannantonio, reduce da una significativa vittoria a Jerez dedicata a Fausto Gresini. Il pilota ventiduenne del Federal Oil Gresini Moto2 ha raccontato ai microfoni di LiveGP il suo successo in terra spagnola, la sua stagione pianificata a quattro mani con Fausto Gresini e le prospettive sul prossimo round a Le Mans.

Sul suo futuro in MotoGP non si è lasciato scappare nulla: bisognerà quindi aspettare almeno fino al Mugello per scoprire quale sarà la strategia della squadra a livello di moto. Sul prosieguo di stagione, invece, ci mette in guardia sul GP d’Austria, che è sempre stato per lui un…tallone d’Achille: “Se quest’anno facciamo bene in Austria… attenzione!”. Una dichiarazione che ha il profumo di una promessa, con la voglia di incoronare finalmente quel suo sogno nel cassetto che da tanto tempo insegue.

Fabio Di Giannantonio, innanzitutto complimenti per la vittoria. A Jerez hai avuto una marcia in più, hai imposto il tuo ritmo e hai amministrato fino al traguardo. Vincere in questo momento che sapore ha avuto? E a cosa pensavi durante le ultime tornate di gara?

FDG: Vincere è stato bellissimo. Siamo arrivati alla gara veramente a posto e sapevamo di poter fare una bella gara e di stare sul podio. Sono partito veramente bene, ero primo del gruppo e mi sono detto…vabbè provo a fare le mie linee ed il mio ritmo, girando fortissimo. È venuto tutto di conseguenza, molto facile. Negli ultimi giri, oltre che ad amministrare, ho pensato un po’ anche a come esultare. Quando sei così sereno e c’è anche un po’ di leggerezza, paradossalmente vai ancora più forte e così è stato.

L’impennata classica come esultanza e la dedica inevitabile a Fausto. Che figura era per te e quanto si sente la mancanza al box?

FDG: Nei box manca tantissimo. Lui è sempre stato il centro di tutto e aveva sempre l’ultima parola su ogni cosa. Si sente sicuramente la mancanza di un punto di riferimento senza di lui. Io e Fausto ci eravamo appena ritrovati dopo la Moto3, nella quale ci eravamo lasciati un po’ così. Abbiamo vissuto l’ultimo periodo sentendoci quasi tutti i giorni e mi ha sempre dato grande carica. Fausto è stato colui che mi ha dato l’opportunità da sempre e che sempre ha creduto in me: dal primo contratto lungo e importante della mia carriera in Moto3 al ritrovarci in Moto2 e al confermarmi per la MotoGP. È sempre stato una figura di riferimento per me.

Si può dire che hai iniziato la stagione alla grande. Dopo due anni di SpeedUP un po’…in down sei tornato nel Team Gresini e ti abbiamo visto subito grintoso, sicuro e determinato. In soli quattro round hai già quasi eguagliato i punti collezionati lo scorso anno con il Team di Boscoscuro. Cos’è scattato quest’anno?

FDG: I due anni che ho fatto in SpeedUP mi hanno fatto crescere tantissimo e li ringrazio tanto. Ora che guido una Kalex ho capito che ci mancava sempre qualcosina a livello di dati, avendo una moto così diversa e così poche moto in griglia. Sicuramente tornare da Gresini per me è come tornare a casa. C’è un calore e una sensazione di fiducia particolare. Quest’anno abbiamo una squadra iper professionale, l’abbiamo costruita io e Fausto. Ho un capotecnico veramente forte e deciso, un elettronico super competente, i miei due meccanici che sono due macchine… siamo davvero un team vincente. Questo è quello che fa la differenza.

A proposito di Kalex, in cosa si differenzia di più dalla SpeedUP (ora Boscoscuro) che guidavi lo scorso anno?

FDG: Con la Kalex mi trovo molto bene. È veramente una bella moto, costruita bene e curata in tutto e per tutto. Posso paragonare la SpeedUP ad un toro e la Kalex ad un divano, comoda e molto più facile da guidare. La SpeedUP più l’aggredivo e più rimaneva lì e molto spesso ti tradiva ed ero costretto ad allenarmi molto di più per riuscire a “domarla”, perché per guidarla facevo tanta fatica fisica e dovevo essere molto irruento. Con la Kalex invece è l’opposto: più vado calmo e più vado forte paradossalmente.

Quali sono i tuoi punti di forza nella guida e quali vorresti migliorare?

FDG: Sono sempre stato un pilota molto aggressivo, ma allo stesso tempo molto pulito e questo mi aiuta soprattutto sulla gestione gomme. Vorrei indubbiamente migliorare la partenza. È incredibile che, dopo tanti anni di moto, ancora non sappia partire. Sono una persona che ci tiene tanto a quello che fa ed è per questo che spesso sono molto caldo ai box e anche in questo devo sicuramente migliorare.

A Fabio Di Giannantonio cosa non può mancare in un weekend di gara?

FDG: Fabio Sparesotto. Lui per me è come un fratello. Mi segue da quando abbiamo iniziato in Moto2 a lavorare insieme, ma in realtà prima di tutto siamo amici. Lui è quella persona perfetta che mi tiene concentrato e riesce sempre ad equilibrarmi: riesce ad esaltarmi quando sono giù e a calmarmi quando sono troppo su. Devo anche ringraziare Edoardo Forieri che è il mio meccanico personale a casa, che mi segue dallo scorso anno. Anche lui per me rappresenta un aiuto incredibile, non tanto nel weekend di gara, ma a casa, perchè mi permette di concentrarmi molto di più sulla mia preparazione sgravandomi da altre cose legate alle moto. Sicuramente questo mi ha permesso di fare un altro step e di essere molto più pronto, sereno e concentrato sulla stagione.

Tra i tuoi sogni nel cassetto c’è quello di vincere un mondiale e di arrivare in MotoGP. Se dovessi “rubare” qualche skills di guida da alcuni piloti della MotoGP, chi sceglieresti?

FDG: Sì, il secondo è già ufficiale e sul primo… dai ci stiamo lavorando! E anche qui per il salto in MotoGP devo ringraziare Fausto Gresini. Come skills di guida sicuramente prenderei da Valentino Rossi l’intelligenza e la furbizia. Valentino ha un’esperienza incredibile, è sempre stato capace di adattarsi ad ogni situazione anche nell’evolversi sul come guidare una moto. Prenderei invece il controllo della moto da Marc Marquez, lui è veramente su un altro pianeta, è davvero incredibile. Quando parlo di pulizia di guida invece mi ispiro a Jorge Lorenzo. Lui era il più pulito, perfezionista e lavoratore. Prendere gli aspetti positivi di tutti e tre…e diventi il pilota perfetto.

Ultimo, ma non per importanza: parliamo di Le Mans. È la settimana di gara e tu sei in partenza. Come ti trovi sul circuito francese e quali sono le aspettative di Fabio Di Giannantonio e del Team Gresini?

FDG: Ho sempre fatto bene a Le Mans, è una pista che mi piace veramente tanto. Lì però c’è sempre l’incognita tempo e sembra che questo weekend ci sarà tanta pioggia. Quando piove è veramente tutto un punto di domanda perché le condizioni cambiano sempre e non c’è mai la stessa acqua, però sono pronto e ovviamente l’obiettivo è solo il podio. Sono carico, siamo tutti entusiasti della vittoria e sinceramente non vedo l’ora di partire!

Benedetta Bincoletto

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