DTM 2021 Foto: Pier Colombo

Il DTM 2021 ci ha regalato in quel del Lausitzring una nuova interessante competizione confermando quanto accaduto nel tempio della velocità lo scorso giugno. Lo spettacolo non è infatti mancato in quella che è stata la prima sfida in ‘casa’ del nuovo DTM con l’introduzione delle GT3.

Come abbiamo già detto, questo campionato è un’alternativa, un’opzione alle tante realtà riservate alle GT3, una soluzione per uno dei trofei più importanti del motorsport per non scomparire.

Sono quattro al momento i vincitori differenti nelle prime quattro sfide. Il neozelandese Liam Lawson (Ferrari/AF Corse), il sudafricano Sheldon van der Linde (Audi/Abt), l’elvetico Phil Ellis (Mercedes/Winward) ed il tedesco Maximilian Götz (Mercedes/HRT) sono saliti sul gradino più importante del podio nei primi round. Questi protagonisti hanno una cosa in comune: non avevano mai vinto in questo campionato.

I veterani del DTM pagano dazio al momento in un campionato in cui tutto è cambiato. L’unica cosa rimasta è la filosofia di un mondo che permette delle incredibili rimonte. Lawson a Monza ed Ellis in quel del Lausizring sono riusciti a vincere partendo fuori dalla Top5, un fatto importante reso possibile dalle diverse strategie.

Possiamo dire quello che vogliamo, ma certe situazioni non le vediamo nell’ADAC GT Masters o nel GT World Challenge Sprint Cup. Per questa ragione il DTM è una vera e propria alternativa, un mondo differente che fa bene al mondo delle ruote coperte.

Il pit stop senza una finestra da rispettare, le gomme uniche (morbide) e l’assenza delle termocoperte regalano incertezza con il DTM che al Lausizring ha confermato la validità del restart a file parallele come se fosse il via della gara. Approvata, invece, la versione ‘ovale’ del Lausitzring che ha garantito le battaglie sperate.

DTM 2021, cosa aspettarci dalle prossime gare?

Sono al momento tre i costruttori che stanno controllando la scena. Audi, Ferrari e Mercedes hanno mostrato di essere superiori, ma con solo uno o due elementi. La casa dei Quattro Anelli si difende infatti con Kevin van der Linde, mentre fatica con uno dei piloti può quotati come l’elvetico Nico Mueller (Rosberg).

Lawson tiene alta la bandiera Ferrari, mentre Mercedes è costretta ad inseguire già da Zolder dopo una mediocre prestazione in quel di Monza quando, le due corse, non hanno sorriso al marchio di Stoccarda. Altalenante BMW, ancora senza acuti nonostante le ottime prestazione di Sheldon van der Linde (ROWE #31) e Marco Wittmann (Walkenhorst #11).

GT3, Bop ben fatto…dopo Monza

Tutte le categorie hanno una piaga abbastanza evidente: il Balance of Perfomance. Il BoP del DTM, dopo una prova di Monza in cui è stato giustamente criticato, è stato aggiustato correttamente al Lausizring, prova in cui tutte le case hanno potuto lottare ad armi pari per il successo. Il DTM appare imparare dunque dagli errori, una tendenza che speriamo continui già dall’insidioso tracciato di Zolder dove la strategia sarà oltremodo importante.

DTM 2021: Berger scommessa vinta?

Parliamoci chiaro, il brand DTM è obiettivamente forte. Il passaggio alle GT3 è stato drastico e malvisto da molti, ma le gare sembrano aver trovato quello che mancava nel 2020: l’incertezza.

Avere sei Audi a giocarsi la competizione, gestite a dovere su chi doveva primeggiare, non è come assistere ad un week-end in cui tutte le case hanno una possibilità di ben figurare. Il campionato è ancora lungo, ma per ora appare evidente che Berger sia riuscito a fare un mezzo miracolo per salvare la categoria.

Prossimo passo? Nuovi team e magari l’ingresso di Porsche che per ora manca e non appare interessata al DTM.

Luca Pellegrini

Foto: Pier Colombo

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