DTM

Il nuovo DTM si è concluso in quel del Norisring con un finale ricco di emozioni che ha incoronato per la prima volta il tedesco Maximilian Götz. Il padrone di casa ha siglato il titolo grazie all’aiuto di Mercedes che ha messo in atto un perfetto gioco di squadra per ribaltare la classifica generale.

Mercedes domina la scena, debutto al top per Ferrari

Mercedes, in netta superiorità sullo schieramento di partenza, si è mostrata competitiva sin dalla prima prova della stagione in quel di Monza. La casa di Stoccarda ha rischiato di perdere il titolo piloti che alla vigilia del championship decider sembrava nelle mani del neozelandese Liam Lawson o del sudafricano Kelvin van der Linde. 

Il portacolori di Ferrari e l’alfiere di Audi hanno lasciato al rivale di HRT il titolo al termine di una gara-2 che si è decisa alla prima staccata. Ricordiamo infatti l’assurdo tentativo di sorpasso dell’ex campione dell’ADAC GT Masters che ha rotto la 488 GT3 di AF Corse, in pole-position e primo all’ingresso dell’hairpin.

Van der Linde ha terminato la prova alla chicane nelle ultime battute con una foratura, trasformando una stagione quasi perfetta in un vero e proprio incubo. Il pilota di Abt completa terzo il DTM 2021 con quattro affermazioni all’attivo, nessuno come lui. Lawson chiude secondo e paga a caro prezzo le due prove negative del Nuerburgring, punti che si sono fatti sentire dopo la gara-2 di ieri.

Il giovane neozelandese, impegnato a tempo pieno anche nella FIA F2, ha dato spettacolo ed ha convinto tutti al primo anno a bordo di una GT3. Debuttare contro degli esperti delle ruote coperte non è assolutamente semplice in un campionato in cui ogni minimo errore può fare la differenza.

Chi sbaglia meno vince

Maximilian Götz si laurea campione, più che mai legittimo visti i tre successi all’attivo (due al Norisring ed 1 in quel del Lausizring). Non ci sono stati molti acuti da parte dell’ex campione dell’ADAC GT Masters che a differenza degli altri due pretendenti per il titolo aveva già militato nel DTM con i regolamenti ‘Class One’.

L’ufficiale della Mercedes è di fatto colui che ha sbagliato di meno, è l’unico che tra i primi cinque vanta un risultato fuori dalla Top10. I dati parlano chiaro per il nativo di Normiberga che non poteva avere un week-end migliore tra i muri di casa.

Spettacolo ritrovato, ma dei problemi ci sono

Nonostante le tante critiche possiamo affermare che lo spettacolo non è mancato nel DTM 2021. L’incertezza è stata una delle caratteristiche di un campionato che in 18 prove ha incoronato sette vincitori diversi. Di questi solo due, Götz e Lawson, sono riusciti ad imporsi nel medesimo week-end, rispettivamente al Norisring ed a Spielberg.

Come già detto il format funziona e non possiamo dire che il livello sia basso con moltissimi team di primo profilo e piloti ufficiali. La scelta di potersi fermare in pit lane senza un limite di tempo e con una finestra flessibile permette alle squadre di giovare molto con la strategia, un aspetto che nell’ADAC GT o nello stesso GT World Challenge Europe non è presente.

I problemi sono sicuramente relativi al BoP. BMW ha sofferto ad Hockenheim ed al Norisring, un aspetto ammesso di fatto dagli organizzatori che sono dovuti correre ai ripari. Il ‘Balance of Performance’ resta una piaga per tutti, un aspetto sul quale il DTM dovrà stare attenti per il 2022.

Anche le ripartenze sono nell’occhio del ciclone. Molte squadre, non abituate al DTM, non hanno gradito il ‘restart’ con la doppia fila, un format altamente spettacolare per i tifosi che di fatto regala una nuova partenza lanciata.

Il Nuerburgring ha evidenziato come è più facile perdere posizioni rispetto al guadagnarle, un aspetto che non è gradito da molti. Tuttavia questa regola è un’unicità del DTM che difficilmente verrà abbandonata visto il successo che ha avuto tra i fans.

Inizia a comporsi la griglia del 2022

Il DTM ha un futuro, 12 mesi fa eravamo qui a discutere tra GT3, TCR, GT4 e moltissime altre idee da percorrere. In occasione della finale di Norimberga c’è ottimismo nel paddock con Gerhard Berger che ha avuto già le conferme da parte di T3 Motorsport (Lamborghini), Walkenhorst (BMW), ABT (Audi) e GruppeM (Mercedes).

Non dovrebbe mancare il rinnovo di HRT, team che ha vinto il titolo piloti e che per due volte ha portato una terza auto con il padrone ed ex pilota Huber Haupt. C’è l’interesse di GetSpeed per una seconda AMG GT3, vi è stato l’avvicinamento di TokSport WRT, formazione che con Luca Stolz ha gareggiato al Nuerburging e che solitamente si alterna tra ADAC GT e GT World Challenge Europe.

Grasser Racing guarda dalla finestra con una nuova Lamborghini, mentre T3 Motorsport aspetta l’arrivo di un pilota ufficiale e Mirko Bortolotti potrebbe essere l’uomo perfetto. Il trentino si è divertito in quel di Assen e non sarebbe una sorpresa rivederlo a tempo pieno.

Kelvin van der Linde continuerà l’avventura con Abt, mentre Audi potrebbe riavere tra le proprie fila il tre volte campione René Rast. Marco Wittman sarà ancora al via con BMW, mentre attendiamo un ingresso di Porsche. 

SSR Performance ha corso al Nuerburgring, ma non ha gradito molte norme del DTM e difficilmente tornerà. La formazione che milita nell’ADAC GT è però all’orizzonte insieme al KÜS Team Bernhard, realtà che corre a tempo pieno tra le GT3 nell’ADAC che ha messo nel mirino il DTM nelle scorse settimane. Ferrari molto probabilmente continuerà, McLaren dovrebbe restare con JP Motorsport.

La griglia di partenza potrebbe quindi arricchirsi per quella che, lo ricordiamo, è un’alternativa al GT World Challenge ed all’ADAC GT Masters. Il 2022 è già pronto a partire con qualcosa che si sta muovendo dopo aver rotto il ghiaccio ed iniziato una nuova era.

Luca Pellegrini

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