Non capita tutti i giorni di scambiare quattro chiacchere con un ex-campione del mondo di Formula 1. Uno che ha disputato 115 Gran Premi vincendone 22, che è stato tra i maggiori protagonisti del Circus negli anni ’90 e che ha avuto il privilegio di correre con (e contro) nomi del calibro di Senna, Prost e Schumacher. Damon Hill, iridato con la Williams nel 1996, ha oggi 53 anni e non ha certo abbandonato il mondo della Formula 1. “Capitan Zero”, il suo nomignolo ai tempi della Williams, gli era stato affibbiato per via del numero utilizzato durante i primi anni di carriera nel team inglese.

Lo abbiamo incontrato nel paddock di Jerez, impegnato nel suo attuale ruolo di opinionista d’eccellenza per Sky Sports Uk. Anche per uno che è nel mondo della Formula 1 da oltre vent’anni (il suo esordio, lo ricordiamo, avvenne in Sudafrica nel 1993) la sfida tecnica da affrontare quest’anno rappresenta un qualcosa di mai visto prima. A partire, naturalmente, dai nuovi motori turbo: “Effettivamente si tratta di un cambiamento di portata epocale per la Formula 1 – dichiara – e la sfida intrapresa da scuderie e motoristi presenta una serie di incognite da non sottovalutare, a partire dai consumi sino all’affidabilità dei nuovi propulsori. Di certo, i valori in campo potrebbero subire delle variazioni, anche se non sono sicuro che tutto ciò possa servire a raggiungere lo scopo che noi tutti auspichiamo: ovvero quello di rendere le corse sempre più eccitanti”. Un dubbio che è condiviso da molti appassionati, preoccupati dalla prospettiva che le gare della Formula 1 del futuro possano trasformarsi in fiere del risparmio, dalla benzina agli pneumatici. Così come un altro argomento che ha fatto molto discutere negli ultimi mesi è quello del doppio punteggio, introdotto per la gara finale di Abu Dhabi. Una novità che, stando alla volontà di Bernie Ecclestone, avrebbe potuto essere estesa addirittura alle ultime tre gare del campionato. Anche se l’ex-pilota di Williams, Arrows e Jordan non si mostra affatto in disaccordo con essa: “Probabilmente rappresento una voce fuori dal coro sotto questo punto di vista, ma credo che possa essere un elemento in grado di assicurare un’adeguata suspence per il finale di campionato. Tanto per fare un paragone con il mondo del calcio, sarebbe un pò come andare ai calci di rigore dopo una partita finita in parità. Insomma – conclude – ci sono degli aspetti che potrebbero risultare positivi per il mondo della Formula 1”. Di certo, per uno che si è visto sfuggire un Mondiale per un solo punto nel 1994 (l’anno del discusso incidente con Schumacher ad Adelaide) questa potrebbe rappresentare l’occasione per prendersi una piccola rivincita. Sempre in gamba, Capitan Zero.

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