La prima tappa "ad anello" della Dakar 2019, che ha portato la carovana da San Juan de Marcona a raggiungere (dopo aver percorso 323 km di speciale) la medesima località di partenza, ha registrato tra le auto il dominio targato MINI, con Stephane Peterhansel che si è imposto precedendo i compagni di marca Nani Roma e Carlos Sainz. Leader incontrastato della classifica rimane però Nasser Al-Attiyah, forte di un vantaggio in classifica che, a meno di clamorosi colpi di scena, sembra poterlo proiettare verso la conquista della sua terza affermazione in carriera. Tra le moto, Ricky Brabec è riuscito a riportarsi al comando dell'assoluta, in una sfida che rimane apertissima con cinque piloti racchiusi nello spazio di 10'.

 

AUTO. Giornata di gloria per le MINI, capaci di mettere a segno una tripletta in grado di risollevare il morale di una truppa sin qui segnata dal dominio della Toyota Hilux di Nasser Al-Attiyah. Ad aggiudicarsi la tappa odierna è stato Stephane Peterhansel, al suo secondo successo parziale in questa edizione della Dakar: il francese ha dominato la frazione odierna, concludendo con un margine di 4’34” nei confronti del compagno di squadra Nani Roma. Grazie a questo risultato, ‘Mister Dakar’ è riuscito nell’impresa di riportarsi al secondo posto in classifica generale, seppur a quasi mezz’ora dal leader; un margine apparentemente incolmabile quando mancano soltanto tre tappe alla conclusione, ma che in una corsa imprevedibile come questa può significare tutto e niente. Proprio lo stesso Roma è salito a sua volta in terza piazza nell’assoluta, approfittando della mezza débacle di Sebastien Loeb, avendo la meglio nei confronti del portacolori del team X-Raid Mini, quel Carlos Sainz che (dopo le difficoltà patite nella fase centrale di gara) sta ritrovando ritmo e continuità. Nasser Al Attiyah si è limitato nuovamente a gestire la situazione: il qatariota ha badato a non prendersi eccessivi rischi, terminando a quasi 12′ dal vincitore ma mantenendo comunque un margine di tutta tranquillità in classifica. Questo grazie anche ai problemi occorsi al vincitore di ieri Loeb, alle prese con guai di natura elettrica che lo hanno costretto ad un lungo stop: giunto a quasi 29′ da Peterhansel, il “cannibale” dovrà cercare ora di riconquistare una posizione sul podio in vista del traguardo a Lima. Tra i camion, successo per l’Iveco dell’olandese De Rooy, con il russo Nikolaev che mantiene saldamente il primo posto con oltre mezz’ora di vantaggio sul connazionale Sotnikov.

MOTO. È stato Sam Sunderland il migliore nella settima tappa di questa Dakar 2019. L’inglese della KTM ha staccato la coppia di Honda ufficiali, con il cileno Josè Ignacio Cornejo Florimo che ha preceduto Ricky Brabec, giunto terzo, ma che grazie alla debacle di Pablo Quintanilla è tornato leader della generale. Il cileno della Husqvarna, penalizzato anche dal ruolo di “apripista”, ha accusato sul traguardo un distacco di 21’07” dal vincitore, scivolando al quinto posto nella generale. Quarta posizione per Adrien Van Beveren con la Yamaha, ultimo ad incassare meno di 10’ di ritardo; separati da soli dieci secondi troviamo poi Luciano Benavides ed Andrew Shorts. Altra Yamaha in top10 quella del francese Xavier De Soultrait, mentre ha incassato 14’ Tony Price che resta la miglior KTM in classifica generale, ma che a tre giornate dal termine è lontano 8’28” dal leader Brabec. A chiudere la top10 le KTM di Stefan Svitko e del campione in carica Matthias Walkner, solo settimo in generale e lontano 16’16” dalla vetta, ma ancora in lotta per il successo finale.  Nei quad, il solito Nicolas Cavigliasso si è imposto allungando ulteriormente il margine nella generale.

Marco Privitera – Mathias Cantarini

 

 

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