CIV Barni

Marco Barnabò, team manager del Barni Racing Team ha comunicato nella serata la decisione di non schierare le moto nell’ultimo round del CIV.

Come raccontato nel resoconto della giornata del sabato di Vallelunga, Michele Pirro e Samuele Cavalieri hanno subito la cancellazione dei loro tempi dei Q1. È lo stesso Marco Barnabò all’interno del comunicato a spiegare quanto successo:

Come successo tante altre volte ho acquistato le gomme dal racing service Pirelli, le abbiamo portate in pista e montate sulla moto. Di queste sei gomme due non avevano il contrassegno giallo che certifica la provenienza. Ma in tutta la catena che va dal fornitore al montaggio sulla moto in pista nessuno se n’è accorto. A testimonianza della nostra buona fede e del fatto che le gomme utilizzate sono quelle del fornitore ufficiale della manifestazione abbiamo la fattura di acquisto. Tutto questo non basta e tocca solo a noi pagare le conseguenze dell’accaduto.

Dopo aver parlato telefonicamente con Massimiliano Damiani, responsabile degli pneumatici in pista, credevo che la situazione fosse rientrata, invece solo stamattina abbiamo scoperto della squalifica. Michele così è stato costretto a partire ultimo anziché tra i primi e, nel tentativo di recuperare, è caduto. L’unico aspetto positivo è che nessuno alla fine si è fatto male, ma io sono davvero amareggiato. Per questo abbiamo deciso, di comune accordo con i piloti, di non prendere parte alle gare di domani”.

Entrambi i piloti non hanno nulla da chiedere alla classifica del CIV. Samuele Cavalieri è già matematicamente certo del secondo posto alle spalle di Lorenzo Savadori. Per Michele Pirro invece la classifica è molto severa, ottava posizione con soli 50 punti frutto di due vittorie a Mugello e Misano. A pesare nella classifica di Michele sono i 5 ritiri frutto di 4 cadute e un guasto tecnico. Sicuramente non una stagione fortunata per il pilota di San Giovanni Rotondo. Sappiamo però che Michele e Cava torneranno l’anno prossimo ancora più carichi per conquistare il tricolore.

Mathias Cantarini

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