Dopo le quattro soste andate in scena durante l’ultimo Gran Premio di Spagna, la Pirelli ha deciso di correre ai ripari, annunciando nuove mescole di pneumatici a partire dalla gara di Montreal. La Formula-gomme conosce dunque un nuovo capitolo della propria storia, in una stagione nella quale il fattore legato agli pneumatici sta assumendo una rilevanza mai in passato così evidente. Vetture-fulmini in qualifica ma incapaci di gestire le gomme in gara, forature, soste a ripetizione, piloti che decidono di risparmiare set rimanendo ai box durante le prove: la Pirelli ha deciso di intervenire da subito per arginare una situazione che, per certi versi, ha quasi del paradossale. E’ vero che era stata la Federazione a chiedere alla Casa milanese un certo tipo di mescole, capaci di rendere le gare più spettacolari e di aumentare il numero dei pit-stop: ma purtroppo, anche a causa delle circostanze sopra elencate, la situazione è divenuta insostenibile. Brava, dunque, la Pirelli a reagire con prontezza ad una situazione-limite, anche se la scelta adottata non mancherà certamente di far storcere il naso a qualcuno. Non a caso, è stata proprio la Red Bull ad alzare la voce dopo Barcellona, criticando aspramente le gomme a disposizione dei team: una lamentela giunta dal team che forse ha più pagato nel confronto con lo scorso anno; nulla a che vedere con Lotus e Ferrari, le quali sono invece riuscite ad interpretare al meglio le coperture. Di conseguenza, qualcuno ha subito letto la mossa della Pirelli come “politica”, e dunque figlia di chissà quali interessi e pressioni. In realtà, come sottolineato anche da Paul Hembery, è impossibile sapere come reagiranno le scuderie alle nuove gomme, dal momento in cui nessuno saprà chi ne riuscirà a trarre vantaggio almeno fino a quando non le vedremo scendere in pista. Ma come si concretizzerà in concreto questo cambiamento? Lasciamo la parola allo stesso Hembery: “Il nostro obiettivo è offrire ai team nuovi pneumatici che presentino le caratteristiche di stabilità del range 2012 e le prestazioni del 2013. E’ tradizione Pirelli apportare, in maniera rapida, miglioramenti ai nostri prodotti, quando necessario. In questo caso abbiamo deciso di introdurre una ulteriore evoluzione dei nostri P Zero poichè i quattro pit-stop del Gran premio di Spagna sono stati eccessivi. Un tale numero di soste si è verificato soltanto una volta, dal nostro rientro in Formula Uno nel 2011. Nel dettaglio, i cambiamenti che apporteremo comporteranno un minore stress alle mescole, con l’effetto di ridurre il consumo e il numero delle soste. I test invernali sono stati insufficienti a raccogliere i dati necessari per uno sviluppo soddisfacente del range 2013, con la conseguenza di aver progettato delle coperture troppo orientate alla prestazione. Appena ce ne siamo resi conto, abbiamo iniziato a studiare delle soluzioni alternative. Val la pena sottolineare che i test invernali, come sono attualmente pensati, non permettono di provare gli pneumatici nelle stesse condizioni di gara, soprattutto a causa delle basse temperature. Inoltre, il numero di tali test è eccessivamente limitato. Anche i Team stanno chiedendo di avere test più lunghi e in luoghi più adatti. Tali limitazioni ci hanno costretto a uno sviluppo delle gomme 2013 sulla base di simulazioni che, per quanto accurate, sono state comunque insufficienti, soprattutto a causa dell’aumentata velocità delle vetture di quest’anno (fino a 3 secondi al giro). Lavoreremo, inoltre, per eliminare le delaminazioni causate dai detriti in pista. Il fenomeno della delaminazione non mette a rischio la sicurezza delle vetture, ma anzi assicura ai piloti la possibilità di completare il giro e rientrare in modo sicuro ai box per il cambio della copertura danneggiata. La delaminazione, infatti, consiste nella perdita del battistrada ma non comporta un danneggiamento della struttura della gomma. Il nostro obiettivo è eliminare le delaminazioni, garantendo ai piloti la stessa sicurezza offerta dagli pneumatici attuali”. Un mix, dunque, tra vecchio e nuovo, nella speranza che la miscela finale sia in grado di accontentare tutti. Come dire: missione impossibile.

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