BSB Scott Redding Assen 1
Scott Redding, che festeggia la doppietta di Assen nel BSB

In un campo conosciuto Scott Redding ha sbaragliato tutta la concorrenza del BSB, sbancando Assen e lanciandosi verso la vetta della classifica ed il titolo inglese. Una piazza d’onore a testa per Tommy Bridewell e Josh Brookes, che però in Gara2 non va oltre la quarta piazza e perde la prima posizione di campionato. Danny Buchan e Jason O’Halloran si spartiscono le terze posizioni.

AH, ASSEN LA CONOSCO!

Deve essere questo, il pensiero di Scott Redding quando ad Assen ha conquistato la doppietta per il BSB. Parlano forte i gap, tre e quattro secondi rispettivamente da Josh Brookes in Gara2 e da Tommy Bridewell in Gara1. Fino ad ora la competizione era stata decisamente più serrata ed il livello più bilanciato, ma questo è cambiato drasticamente quando l’alfiere del Be Wiser Ducati ha posato le ruote sul circuito olandese, che conosce decisamente bene.

LA CLASSIFICA A SUO FAVORE

Purtroppo la caduta nell’altra gara di Bridewell e la quarta piazza di Brookes non hanno aiutato la classifica, che ora vede Redding in testa per 14 punti sul compagno di squadra e 51 sul pilota del Oxford Racing Moto Rapido Ducati. Le terze posizioni sono state a favore di O’Halloran in Gara1 e di Buchan in Gara2, che però non hanno grandi velleità di classifica, visti i 54 punti di distacco di Danny e l’assenza nello showdown di Jason. Scott si sta già sfregando le mani.

CI SALVI DONINGTON PARK

Non è però ancora chiuso nulla, la tappa del BSB dopo Assen è Donington Park, dove Scott Redding ha corso solo ad inizio stagione e nella versione National, quindi la configurazione più corta. La versione più lunga è appannaggio di tutti gli altri contendenti con la sola esclusione del capolista, e sarà il momento di Tommy Bridewell di far vedere che il suo livello non è diverso dai piloti ufficiali. Danny Buchan avrà a sua volta tanto da dimostrare, e la Suzuki deve riportare una moto sul podio.

BSB | OULTON PARK: BROOKES, REDDING E BRIDEWELL IN CIMA AI PODI DEL “TRIPLE HEADER”

Alex Dibisceglia

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