Ayrton Senna da Silva nasce il 21 marzo 1960 a San Paolo. Appena compiuti quattro anni, il padre Milton da Silva gli costruisce il primo kart artigianale, spinto dal motore di una falciatrice e recante sul muso la scritta 007 ispirata dai film di James Bond. A 8 anni riceve il primo vero kart, con il quale corre in una pista vicino all’autodromo di Interlagos, dove piloti come Carlos Pace e Emerson Fittipaldi avevano mosso i primi passi. Nel 1973 partecipa alle prime competizioni di kart nel suo paese e dopo una settimana centra la sua prima vittoria nella classe Junior; dopo questo successo viene affidato al preparatore internazionale Lucio Pascual Cascon detto”Tche”. Nel 1974 diventa campione paulista e tre anni più tardi si laurea campione sudamericano in Uruguay, mentre nel 1978 corre in Europa con la Dap sfiorando il titolo nel 1979 e nel 1980. Messo sotto contratto da Ralph Firman, co-proprietario della Van Diemen sotto il consiglio del pilota brasiliano Chico Serra, corre nel 1981 nel campionato Formula Ford 1600. Ayrton debutta sul circuito di Brands Hatch e coglie durante la stagione 12 vittorie e 3 pole position, aggiudicandosi i due campionati inglesi più importanti, ovvero il RAC e il Townsend-Thoresen. Nel 1982 passa alla Formula 2000: con Van Diemen corre sia il campionato europeo sia quello inglese diventando campione in entrambe le categorie, realizzando un incredibile hattrick al suo debutto nell’ultima prova del campionato di F.3 inglese. L’anno successivo gareggia per il team West Surrey di Dick Bannet per correre nel campionato di Formula 3 britannico: vince 12 gare e realizza 15 pole position, conquistando il titolo all’ultima gara dopo un’accesa battaglia con Martin Brundle; alla fine della stagione, domina anche il prestigioso Gran Premio di Macao. Nello stesso anno, Ayrton cambia il suo cognome passando a quello materno di Senna, meno popolare rispetto al paterno da Silva. Nel 1984 giunge l’ora del debutto in Formula 1 con la Toleman, non senza aver prima sostenuto dei test con McLaren Williams e Brabham. Debutta nel Gran premio del Brasile, ma è costretto al ritiro per problemi al motore. Conquista però subito punti iridati, giungendo sesto sia in Sud Africa che in Belgio; a Imola manca la qualificazione, alle prese con la battaglia delle gomme in atto tra la Toleman e Pirelli, mentre nel successivo appuntamento in Francia è costretto al ritiro. Nel Gran Premio di Montecarlo sotto il diluvio, Ayrton è autore di una straordinaria rimonta fino al secondo posto quando, ormai in procinto di raggiungere Prost, la gara viene interrotta con il francese che si aggiudica la vittoria. La gara comunque rivela al mondo le straordinarie doti del brasiliano, privato sul più bello di un successo che sembrava ormai a portata di mano con una vettura non di certo tra le più competitive. Senna conquista comunque nel resto della stagione altre due volte il podio, finendo terzo in Gran Bretagna e in Portogallo. Nel 1985 passa al Team Lotus e conquista la sua prima vittoria già alla seconda gara della stagione, svoltasi all’Estoril sotto una pioggia torrenziale, non senza aver prima realizzato la pole position. Dopo sette gare senza punti (nelle quali, comunque, realizza la pole position a San Marino, Montecarlo e Detroit) conquista il secondo posto in Austria, il terzo in Olanda e a Monza, dove ottiene anche la pole. Bissa il successo del Portogallo conquistando la vittoria a Spa, mentre nel Gran Premio d’Europa arriva secondo dopo aver realizzato la pole, conquistata anche nell’ultimo appuntamento stagionale in Australia. Nel 1986, ancora con il team Lotus ed al volante della 98T, conquista il secondo posto in Brasile, la vittoria al fotofinish su Mansell in Spagna e si ritira a Imola. Arriva poi terzo a Montecarlo, secondo a Spa, quinto a Montreal e vince sul circuito cittadino di Detroit. Si ritira in Francia per incidente e in Gran Bretagna per la rottura del cambio, arrivando secondo in Germania e Ungheria. L’affidabilità non è certo uno dei punti di forza della Lotus, visto che Ayrton è costretto al ritiro in Austria a causa del motore e in Italia per la frizione. In Portogallo è quarto, in Messico terzo e in Australia conclude la stagione ritirandosi per noie al motore. Conquista in totale otto pole position e conclude quarto in classifica con 55 punti. Nel 1987, con la Lotus motorizzata Honda, si ritira in Brasile per noie al motore, conquista il secondo posto a Imola e termina la gara dopo un contatto con Mansell a Spa, con tanto di rissa sfiorata ai box nel post-gara. Senna si rifà prontamente conquistando il successo sui due tracciati cittadini di Montecarlo e Detroit. In Francia finisce quarto, mentre è terzo in Gran Bretagna e Germania. Nel Gran Premio di Ungheria conclude al secondo posto, mentre in Austria termina quinto. La stagione prosegue con tanti buoni piazzamenti: è secondo in Italia, quinto in Spagna ma si ritira per testacoda in Messico. Conclude la stagione con il secondo posto a Suzuka e la squalifica per irregolarità ai freni in Australia, classificandosi al 3° posto in campionato con 57 punti. Ma ormai i tempi erano maturi per il passaggio ad un team in grado di consentirgli di lottare realmente per il Mondiale: nel 1988 passa così alla McLaren-Honda al fianco di Alain Prost, per quella che sarebbe diventata una delle rivalità più celebri nella storia della Formula 1. All’esordio in Brasile viene squalificato per aver utilizzato il muletto dopo essere rimasto fermo sulla griglia per problemi al cambio, ma nel secondo appuntamento a San Marino conquista pole e vittoria. A Montecarlo commette uno dei pochi errori della carriera, urtando le barriere al Portier quando stava dominando la gara; giunge poi secondo in Messico e conquista due vittorie in Canada e Detroit. Arriva secondo in Francia e dopo infila quattro successi consecutivi: in Gran Bretagna, Germania, Ungheria e Belgio. Si ritira in Italia per un contatto con il doppiato Schlesser quando era in testa, poi arriva sesto in Portogallo, quarto in Spagna. All’appuntamento decisivo di Suzuka, al via fa quasi spegnere il motore, ma compie una grande rimonta da centro gruppo che lo porta a conquistare il successo ed il suo primo titolo mondiale. Conclude la stagione con il secondo posto in Australia, al termine di un’annata che lo vede scattare dalla pole position per ben 13 volte su 16. Nel 1989, il campionato di Senna parte con l’undicesimo ottenuto in Brasile, dopo essere stato rallentato da un contatto con Berger nelle fasi iniziali. Vince a San Marino, ma esplode la polemica con il compagno Prost, a causa di un sorpasso azzardato nel corso del primo giro. Il brasiliano conquista il successo anche a Monaco e Messico, ritirandosi nel Gran Premio degli Stati Uniti per problemi elettrici. E’ poi settimo in Canada e costretto al ritiro in Francia e Gran Bretagna. Vince a Hockenheim e Spa, ma in Italia e Portogallo è di nuovo costretto al ritiro. Dopo il successo di Jerez, ed ormai ai ferri corti con Prost, Ayrton si presenta a Suzuka facendo segnare la pole position: in gara insegue a lungo Prost, fino a tentare il sorpasso a sei giri dalla fine, ma il francese chiude la porta causando l’aggancio fra le due Mclaren alla chicane prima dei box. Prost si ferma, ma Ayrton riparte e vince, venendo però squalificato a fine gara per aver tagliato la chicane in fase di ripartenza. Prost vince il suo terzo titolo, mentre Ayrton si sente scippato da una decisione iniqua della Federazione, con il presidente Balestre che minaccia addirittura di sospendergli la Superlicenza. Nel 1990, complice il passaggio di Prost alla Ferrari, Senna riparte più carico che mai: è primo nel Gran Premio degli Usa, terzo in Brasile e si ritira a Imola per problemi ad un cerchione. Primo a Montecarlo e Canada, in Messico finisce tredicesimo alle prese con problemi di gomme. Arriva poi terzo in Francia e Silverstone, primo in Germania, secondo in Ungheria e conquista la vittoria in Belgio e, per la prima volta in carriera, a Monza. Dopo il secondo posto in Portogallo, a Jerez è costretto al ritiro per la rottura di un radiatore. All’ormai classico appuntamento di Suzuka, Senna si presenta con un vantaggio di nove punti sul rivale Prost: conquista la pole ma al via si fa sorprendere dal francese. I due arrivano alla prima curva con Prost in leggero vantaggio; Senna tenta di infilarsi in un improbabile varco all’interno ma sperona la Ferrari ed entrambi terminano la propria corsa nella ghiaia. Ayrton conquista così il suo secondo titolo in un mare di polemiche. Nel 1991 la stagione inizia con quattro trionfi nelle prime quattro gare: a Phoenix, Interlagos, Imola e Montecarlo, prima del ritiro in Canada per un problema elettrico. Nel corso della stagione la Williams recupera terreno in termini di competitività dalla McLaren, con Ayrton che però coglie il successo in Ungheria e in Belgio. Conquista il suo terzo titolo mondiale a Suzuka, approfittando dell’uscita di pista del rivale Mansell, e cedendo sul traguardo la vittoria al proprio compagno-amico Gerhard Berger. Nel 1992 lo strapotere della Williams si fa sempre più evidente, con il brasiliano che è costretto per ben sette volte al ritiro, due per incidente e cinque per problemi tecnici. Conquista comunque tre vittorie: a Montecarlo, in Ungheria e in Portogallo, realizzando una pole position ed un giro veloce, e chiudendo il campionato al 4° posto. Nel 1993, la Mclaren passa dai motori Honda al motore Ford, con Senna che, poco convinto dalla scarsa competitività della vettura, dapprima medita di prendersi un anno sabbatico, poi viene convinto da Ron Dennis a gareggiare con un contratto “a gettone”. Esordisce con il secondo posto in Sud Africa, ma poi vince in Brasile e sotto la pioggia a Donington, dove è autore di un primo giro straordinario nel corso del quale supera ben cinque vetture. A Imola si ritira per problemi idraulici, poi è secondo in Spagna e primo a Montecarlo, dove conquista la sesta vittoria in sette anni. Non sarebbe più riuscito a tornare sul podio fino agli ultimi due appuntamenti stagionali, in Giappone ed in Australia, dove conquista il successo sancendo sul podio la “storica” pace con il rivale Prost, all’ultima gara della carriera. E’ comunque secondo nel mondiale vinto dal francese al volante della Williams. La stagione 1994 vede Ayrton passare in Williams proprio al posto di Prost, ma l’inizio non è dei migliori. Conquista la pole position nei due primi appuntamenti, Brasile e Pacifico, ma in entrambi è costretto al ritiro per testacoda, mentre il giovane Schumacher con la Benetton si impone in entrambe le gare. A Imola, durante le qualifiche del venerdì, il suo connazionale Barrichello è protagonista di un brutto incidente alla Variante Bassa; il giorno dopo, l’austriaco Ronald Ratzenberger con la Simtek si schianta ad altissima velocità contro le barriere della curva Villeneuve: l’impatto gli risulta purtroppo fatale. Senna è sconvolto dalla morte del giovane collega: tanti pensieri gli affollano la mente, quasi avvertisse un oscuro presagio. Il giorno della gara, Ayrton porta con sé a bordo della vettura una bandiera austriaca, che avrebbe sventolato a fine gara per ricordare il pilota scomparso. Purtroppo, però, la corsa di Senna si sarebbe infranta su quel maledetto muro del Tamburello, all’inizio del settimo giro, quando era leader. Per l’ultima volta. Il 1° maggio 1994 viene dato l’annuncio che alle 18.40 il cuore di Ayrton Senna ha cessato di battere. La sua scomparsa, e quella di Roland Ratzenberger, ha portato un costante incremento del livello di sicurezza attiva e passiva nel mondo della Formula 1: da allora, grazie anche alle continue ricerche ed alle regole per aumentarla, nessun pilota ha più dovuto pagare con la vita le conseguenze di un incidente. Il 1° maggio 2014, esattamente a 20 anni dalla sua scomparsa, il pilota brasiliano verrà ricordato in una grande manifestazione a Imola: proprio il luogo in cui perse la vita, e dove un monumento eretto in suo onore ne celebra il mito.

Luogo e data di nascita – morte San Paolo 21/03/1960 – Bologna 01/05/1994
Debutto in F1Gp Brasile 1984
Gp disputati161
Vittorie41
Pole Position65
Giri veloci19
Miglior risultato1° (1988, 1990, 1991)
Stagioni di attività1984 – 1994
ScuderieToleman, Lotus, McLaren, Williams

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