La puntata numero 90 di Motorbike Circus (il talk-show di Radio LiveGP in onda ogni martedì alle 19) ha rappresentato un momento davvero intenso e toccante. Tutto ciò grazie all'intervento in diretta di Alessia Polita, la giovane pilota di Jesi che nel giugno del 2013 ha perso l'uso delle gambe a seguito di un incidente sul tracciato di Misano Adriatico. Nel corso dell'intervista abbiamo svariati temi: dalla nascita della sua associazione al coraggio da lei dimostrato che la rende un esempio per tutti, fino ad arrivare a Eddi la Marra, il fidanzato di Alessia, che quest'anno prenderà parte al CIV nonostante anch'egli sia rimasto vittima di un grave incidente nell'agosto 2013.

Dopo l’incidente molte persone ti sono state vicine e tante ti hanno preso come riferimento per il tuo coraggio dimostrato: senti un po’ il peso della responsabilità dato dal tuo esempio? 

Da quando ho avuto l’incidente molte persone mi sono state vicine quindi un po’ il peso lo sento, anche se chi mi segue sa che sono una persona molto spontanea e che se ho una giornata storta non lo nascondo. Di sicuro cerco di dare il buon esempio e di andare avanti nonostante le difficoltà: spero solo di regalare positività.

L’associazione LadyPolita è molto seguita, gli appassionati vi sono vicini e coltivate dei progetti insieme a Riders4Riders. Puoi raccontare ai nostri ascoltatori di cosa vi occupate?

LadyPolita Onlus è nata dopo l’incidente per avere un sostegno economico, visto che a differenza di ciò che molti pensano non ho ricevuto soldi, anche perché non avevo assicurazioni personali le quali hanno un costo molto oneroso per i piloti. La Onlus è nata per supportare le spese date dalla disabilità che è davvero dispendiosa, anche perché ogni cosa ha un prezzo elevato…dico sempre che essere disabili è “un lavoro da ricchi”. Col passare del tempo abbiamo collaborato insieme a Riders4Riders aiutandoci a vicenda per aiutare la ricerca sulle lesioni midollari. Credo sia importante anche perché io spero e voglio credere che tornerò a fare qualche passo prima o poi: questo è il motore che mi porta avanti, alla fine io spero nelle cose impossibili così come credevo che avrei potuto competere con gli uomini in pista, cosa che ho fatto.

Ti senti vicina al pensiero di Alex Zanardi, che poi per certi versi ha finito per cambiare sport?

La patologia di Zanardi è diversa dalla mia, perché oltre all’uso delle gambe io ho perso anche le funzioni fisiologiche, oltre a soffrire di piaghe e osteoporosi: è una disabilità che va a toccare la dignità umana, la paralisi è solo uno dei sintomi. Stimo molto Alex per il suo coraggio, ma è anche vero che lui ha avuto un supporto economico che io non ho; ad esempio, mi sono appassionata allo sci, ma un monosci per noi costa attorno ai 6000€ che è una spesa molto alta, quindi per quanto come persona sia da prendere ad esempio, mi preme sottolineare che le nostre patologie sono diverse. 

Hai mai pensato di tornare in pista?

Questa è una domanda che mi è stata posta spesso. Appena uscita dall’ospedale la prima cosa che ho chiesto al mio babbo è di farmi fare un giro sulla mia moto da cross ed è stata un’emozione incredibile. Una volta scesa però ho riflettuto perché io amo molto le moto, sono la mia grande passione, ma da pilota professionista so che non potrò più girare come prima. Non lo facevo per hobby, io avevo degli obiettivi e so che con la mia paraplegia e con quello che ho perso non potrò più fare i tempi di prima. La vedo come un dimostrazione di eroismo e non ne ho bisogno, devo trovare qualcosa che mi prenda come il motociclismo e non è facile, ma da 4 anni ci sto provando: questo sport rimane una parentesi che mi ha dato tanto…ma da quel 15 giugno questa è la mia nuova vita.

Hai avuto modo di guardare le prime gare di Superbike?

Mi vergogno a dirlo ma non le ho seguite, la notte mi piace dormire: inizierò a vederle quando avranno orari più normali.

Eddi la Marra sarà al via del CIV col team Corsa Ducati…

Finalmente dopo quasi 4 anni si riparte, so che non è facile perché stare fermi tutto questo tempo non è semplice, ma credo che la squadra sia tra le migliori anche se avrei preferito che stesse più in moto durante l’inverno perché ne aveva bisogno. Credo in lui e in mente ho prefissato il suo risultato; abbiamo passato l’inferno e anche stare vicini l’uno all’altro non è stato facile, ma sono sicura che quando salirà in moto sarà un bene per il cuore e per la serenità di entrambi.

Di sicuro potrai aiutarlo con la grande grinta e la forza che hai…

Sicuramente, anche perchè Eddi ha bisogno di essere spronato visto che è molto critico con sé stesso e certe volte è importante ricordargli chi è e che cosa ha fatto.

Da tifosa, secondo te, chi vincerà questo Motomondiale 2017?

Ammiro molto Valentino, non solo per il motociclismo ma perché ha ancora fame nonostante tutto quello che ha vinto e che ha fatto: sembra impossibile ma ha la stessa voglia dei giovani. Quest’anno credo che se saprà usare il cervello sarà dei giochi anche Viñales, ma ci sarà da fare i conti col talento di Marquez; non ricordo negli ultimi 10/15 anni qualcuno di paragonabile a lui, l’ho visto guidare a Misano e mi sono commossa perché è spettacolare, guida da paura. Avevo pianto in passato solo per Biaggi a Vallelunga, ma per il motivo contrario: lui rappresentava la perfezione. Da italiana tiferò Valentino, ma guardando le cose nell’ottica del pilota dico che ci sarà da fare i conti con due ossi duri.

Alice Lettieri 

(QUI E’ POSSIBILE ASCOLTARE L’INTERVISTA INTEGRALE REALIZZATA AD ALESSIA POLITA)

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