24h di Daytona

Si è chiusa a Daytona una nuova edizione della gara che apre l’IMSA WeatherTech SportsCar Championship: dopo 24 ore di grande lotta in tutte le classi, è stata la Cadillac #10 del Wayne Taylor Racing (WTR) a portare a casa la vittoria con un gap di oltre un minuto sulla Mazda #77, seconda sotto la bandiera a scacchi. Per il WTR si tratta del terzo successo in quattro edizioni, il secondo consecutivo.




Una vittoria tra mille ostacoli

Ryan Briscoe, Scott Dixon, Kamui Kobayashi e Rengen van der Zande sono i vincitori della 24h di Daytona 2020. Dopo un’intensa lotta tra Acura e Mazda, le Cadillac sono entrate nella lotta al successo con la vettura #10 del WTR e con l’auto #5 di Barbosa / Bourdais / Duval, equipaggio in pista con i colori del team JDC – Miller MotorSport.

Nonostante un drive-through nelle prime fasi della 24h ed una lunghissima penalità ai box per non aver rispettato il semaforo rosso in uscita dalla pit lane, la Cadillac #10 non ha perso contatto con la testa del guppo, imponendo un ritmo impressionante nell’ultima fase di gara. L’equipaggio della Cadillac #10, aiutato dalla Safety Car entrata a 4 ore dalla fine per rimuovere la Lamborghini #19, ha recuperato il giro di ritardo nei confronti della Cadillac #5 e della Mazda #77, a lungo al comando nella prima metà di prova.

Nel finale il quartetto del WRT ha aprofittato dell’assenza di neutralizzazioni per prendere un considerevole vantaggio sulla Mazda #77 di Jarvis / Pla / Nunez, seconda sul traguardo con un vantaggio di 20 secondi sulla Cadillac #5. Sono mancate all’appello le Acura del team Penske: dopo aver perso alla Bus Stop, a causa di un contatto, l’Acura #7 di Castroneves / Rossi / R. Taylor, le speranze di Roger Penske si sono infrante con il passare delle ore. La gemella #6, portata in pista di Montoya / Cameron / Pagenaud, ha accusato alcuni problemi che hanno tolto ogni speranza di successo. 24 ore restano ancora un grande scoglio per le Acura, molto competitive nelle sprint race, ma in crisi nelle prove endurance.

BMW vince la 24h di Daytona in GTLM

A 12 mesi esatti da un successo che nesuno pronosticava, BMW si ripete a Daytona e vince la classe GTLM dopo una battaglia incredibile con le Porsche ufficiali. La BMW #24 di Edwards / Farfus / Mostert / Krohn ha lottato per oltre 12 ore con le due 911 RSR, in difficoltà sui lunghi rettilinei di Daytona.

Tutto è iniziato con uno schiacciante dominio da parte delle due Porsche, irraggiungibili per la concorrenza, capitanata nelle prime ore dalla Corvette #3 di Garcia / J. Taylor / Catsburg. Bamber / L. Vanthoor / Jaminet sulla Porsche #912 e Makowiecki / Tandy / Campbell sulla gemella #911 sono rimasti a lungo al comando, fino alla rimonta della BMW #24. La casa bavarese ha recuperato sulle 911 RSR dando vita ad una lotta pazzesca.

BMW, più veloce sul dritto, riusciva a tenere testa alle 911 RSR nella parte interna del tracciato, mentre Porsche era decisamente più performante durante le soste e puntualmente riprendeva la leadership. Una perfezione ai box che non è bastata nell’ultimo stint, quando Krohn, al volante sulla #24, ha posticipato l’ultima sosta e si è ritrovato al comando della gara con 40 minuti rimanenti.

La 24h di Daytona ha visto competitiva anche la nuovissima Corvette, in lotta per le posizioni di vertice durante l’intera prova, ma leggermente inferiore ai diretti rivali. Dopo aver lottato anche per la leadership durante la notte di Daytona, è finita a 3 ore dalla bandiera a scacchi l’avventura della Ferrari #62 di Calado / Serrra / Pier Guidi / Rigon.

Lamborghini cala il tris alla 24h di Daytona!

Dopo i due successi consecutivi per il team Grasser, il 2020 incorona il Paul Miller Racing #48. Lamborghini trionfa per il terzo anno consecutivo alla Rolex 24 at Daytona con una splendida doppietta. Paul Miller Racing #48 ha infatti preceduto l’Huracan GT3 #44 del GRT Magnus, fino alle ultime fasi in lotta contro l’auto che vinse il titolo GTD nel 2018.

Caldarerlli / Snow / Sellers / Lewis sono i nuovi vincitori a Datytona dopo aver dato spettacolo contro l’equipaggio #44 di Mapelli / Pumpelly / Lally / Potter. Caldarelli e Mapelli, compagni di macchina del GT World Challenge Europe, si sono più volte scambiati le posizioni durante l’ultima ora della 24h. Tutto si è deciso all’ultimo cambio gomme, quando Caldarelli, rimasto in pista per alcuni giri in più, ha guadagnato sul rivale che non ha più avuto la possibilità di replicare al sorpasso.

Le due Lamborghini Huracan GT3 hanno imposto un ritmo folle per la concorrenza, staccata di un giro. Podio per l’Audi #88 del WRT, in pista con Bortolotti / Ineichen / Morad / D. Vanthoor, per soli 5 secondi davanti alla Porsche #16 del Wright Motorsport. Sconfitta come nel 2019 la temibile Acura e la Porsche #9 di Pfaff Motorsport, attardata dalla vetta del gruppo dopo aver imposto un ritmo pazzesco durante le prime fasi dell’evento.

In nona piazza troviamo la Lexus #14 di Kyle Busch, alla prima esperienza in GT. Il due volte campione della NASCAR Cup Series ha difeso i colori dell’AIM Vasser Sullivan, in squadra con Chase / Hawksworth / De Quesada. Si è difesa alla grande anche la Ferrari #63 di Scuderia Corsa, settima al traguardo dopo aver a lungo dato spettacolo nella fascia alta della classifica.

24h di Daytona senza pausa

Nonostante le 38 auto al via, record in negativo di presenze nella storia della 24h di Daytona, il livello di gara è stato davvero notevole. Un dato confermato dalle poche neutralizzazioni e dal record di giri compiuti, 833 contro il precedente record di 808.

Il prossimo appuntamento con l’IMSA WeatherTech SportsCar Championship sarà a Sebring per la mitica 12H che si svolgerà sabato 21 marzo.

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Luca Pellegrini

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