Migliorano le condizioni di Matteo Malucelli e Memo Gidley, protagonisti di un terrificante incidente durante la 24 Ore di Daytona, vinta dalla Corvette composta dall’equipaggio Fittipaldi-Bourdais-Barbosa. L’italiano, violentemente tamponato dalla Corvette del pilota messicano in seguito ad un problema tecnico verificatosi sulla propria Ferrari 458, è già rientrato in Italia dopo aver subito una commozione cerebrale; più serie, invece, le conseguenze riportate dall’ex-pilota Indycar, il quale è stato sottoposto dapprima ad un intervento per ridurre la fratture a braccio e gamba sinistra, seguito da un altro per stabilizzare la frattura di una vertebra. Gidley dovrà comunque sostenere una lunga convalescenza, anche se tutto sommato può ritenersi fortunato visto che la dinamica del crash aveva fatto temere il peggio. Come detto, la gara ha visto il trionfo della Corvette, la quale ha visto anche l’ottimo Max Angelelli conquistare la piazza d’onore. Ma riviviamo insieme le fasi salienti della gara:

Alla partenza della gara, il poleman Alex Gurney (Riley-Corvette) prende subito il largo dagli inseguitori, ma l’ingresso della prima safety car, dovuta all’incidente di Charlie Putman con l’Audi GTD del team Fall-Line, annulla il vantaggio, che viene subito ricostruito dal pilota americano dopo l’uscita della vettura di sicurezza.

In classe Prototype Challenge in testa c’è Bruno Junqueira per il team RSR e in GTLM c’è in testa Jonathan Bomarito del team SRT Viper mentre in GTD Mika Salo ha preso il comando con un bel sorpasso su Christopher Haase.

Nella seconda ora Scott Dixon, con pit stop anticipato e eseguito velocemente dai meccanici riesce a superare Gurney e si porta in testa alla gara, mentre in seconda posizione c’è Barbosa sulla (Coyote-Corvette).

Non è ancora terminata la terza ora quando accade un brutto incidente che porta alla sospensione della gara: Memo Gidley (Corvette), accecato dalla luce del sole che stava tramontando, tampona violentemente la Ferrari 458 n.62 di Malucelli che stava rallentando per problemi al motore.

L’impatto è talmente forte che la Corvette di Gidley è quasi totalmente distrutta all’anteriore e i due piloti sono stati trasportati al ospedale di Halifax. Per Malucelli nessuna grave conseguenza per il botto, mentre Gidley ha riportato diverse fratture e verrà successivamente sottoposto a varie operazioni.

Dopo un’ora di bandiera rossa, la gara riprende normalmente.

La fine della quinta ora vede nuovamente l’ingresso della vettura di sicurezza per recuperare la vettura di Duncan Ende rimasta bloccata per problema elettrico. In testa c’è Chrstian Fittipaldi (Coyote-Corvette) inseguito da Kanaan che recupera posizioni sul battistrada.

Dopo sei ore di gara la situazione vede al comando la Riley-Ford del team Ganassi (equipaggio Pruett-Rojas-McMurry-Karam), in terza posizione la Coyote-Corvette del team Action Express guidata Bourdais che ha preso il posto di Fittipaldi, il quale viene seguito da vicino da Angelleli.

Per la classifica dei prototipi della classe LMP2 la prima macchina è quella guidata dalla squadra formata da Graf-Luhr-Brundle che in classifica assoluta è nona. Nella classe GT c’è la Viper con entrambe le vetture in prima posizione Dominik Farnbacher e Kuno Wittmer.

Al termine dell’ottava ora in testa c’è il Team Taylor che nonostante un testa coda alla fine della sesta ora causata dai detriti lasciati in pista del Audi di James Sofronas. La vettura guidata da Jordan Taylor ha un esiguo vantaggio dalla Coyote-Corvette di Borudais.

Nella GT si è portato al vertice Nick Tandy con la Porsche 911.

Alla 10° ora ritorna in testa la Coyote-Corvette guidata da Barbosa che ha preso il posto di Bourdais, e al secondo posto un’altra Corvette sempre del team Action Express quella del equipaggio Frisselle/Frisselle/Martin/Girox e in terza posizione Oswaldo Negri con la Riley-Ford.

In classe GT continua a essere in testa la Porsche di Nick Tandy.

A metà gara in testa c’è Scott Dixon con la Riley Ford inseguita da vicino dalla Coyote-Corvette della squadra Frisselle/Frisselle/Martin/Girox. In GTLM c’è la doppietta Porsche con Patrick Pilet e Michael Christensen dopo gli inconvenienti alle STR Viper che gli hanno fatto perdere la testa della gara.

Il team CORE con John Bennet comanda la classe LMPC mentre nella classe GT Daytona al comando Townsend Bell che guida la Ferrari 458 del team Level5.

Alla 14° ora torna in testa la Coyote-Corvette del’ equipaggio Barbosa/Fittipaldi/Bourdais/Frisselle inseguiti a poca distanza da Tony Kanaan del Team Galassi e Max Angelelli del Team Taylor su Dallara. Dopo un restart a causa del contatto delle barriere da parte della vettura di Chris Cumming, il bolognese del Team Taylor porta il sorpasso e supera entrambi gli avversari e si porta in testa alla gara prima dell’inizio della quindicesima ora.

IN GTLM, Oliver Gavin con la Corvette si porta in testa nella sua classe sorpassando Bergmeister e Lietz, grazie anche a una penalità inflitta al tedesco. Il team CORE ha ancora la testa della LMPC.

Alla 18°ora, ritorna in testa la Coyote-Corvette di Friselle/Frisselle/Martin/Giroix inseguita dal Team Taylor continua a essere in testa alla gara, il posto di Angelelli è stato preso da Ricky Taylor. In terza posizione c’è la seconda Coyote-Corvette della squadra formata da Barbosa/Fittipaldi/Bourdais del team Action Express che è stata penalizzata di 70° secondi per una azione ritenuta scorretta dai commissari, mentre il Team Galassi è precipitato in quinta posizione a causa di una foratura.

Nella classe GTLM continua a essere in testa Patrick Pilet.

Alla ventesima ora troviamo in testa il Team Dallara che ha un vantaggio di circa quindici secondi dalle due Coyote-Corvette del team Action Express. Più distanziato il Team Galassi che si trova a un giro di distacco dal leader della gara.

In questo frangente la migliore delle Lmp2 è Brundle sulla Oreca, distanziato però di due giri dal leader assoluto della gara. Nella classe GTLM ritorna in testa la Porsche di Lietz. Nella classe GTD c’è in testa la Bell-Pieguidi-Segal-Tucker.

Dopo due ore Bourdais riprende la testa alla gara e a 20 minuti dalla fine la corsa viene nuovamente neutralizzata per il testa coda della Porsche di Keen che ha permesso a Angelelli di ridurre il distacco dalla Coyote-Corvette guidata da Barbosa. Nonostante questa riduzione, Barbosa riesce a tagliare per il primo il traguardo della 24 ore di Daytona e il team Action Express riesce a far concludere in terza posizione anche la seconda Coyote-Corvette.

In GTD l’accesa lotta tra Markus Winkelhock e Alessandro PierGuidi ha portato dopo il taglio del traguardo alla penalizzazione dell’italiano di 75 secondi, il che lo ha fatto retrocedere in quarta posizione. Dopo quattro ore di consiglio, i commissari hanno deciso di ridare la vittoria all’italiano, che porta uno storico successo alla Ferrari nella 24 ore di Daytona.

Per le altre classi, segnaliamo la vittoria nella classe GTLM da parte Patrick Pilet sulla Porsche 911 RSR, vettura condivisa con Tandy e Richard Lietz e nella Lmp2 dell’ equipaggio composto appunto da Colin Braun, Jon Bennett, James Gue e Mark Wilkins.

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