Senza guai tecnici o errori umani non ce n’è davvero per nessuno: è questo l’epilogo del Rally del Galles 2019, che ha visto un altro trionfo del binomio Tanak-Toyota e un rilancio del duo in testa al mondiale. Ancora una volta il pilota estone e la vettura giapponese si sono dimostrati i migliori del lotto, guadagnando terreno nei confronti dei diretti rivali in campionato.




Un’altra prova di forza non indifferente per il leader del mondiale, che si è ripreso alla grande – insieme al suo team – dopo la debacle della Turchia. In seguito ad una prima giornata condizionata da una posizione di partenza non favorevole, Tanak ha iniziato a martellare nelle prove notturne, per poi continuare l’opera lungo tutto il corso della seconda tappa. Non è stato quindi troppo difficile andare a prendersi il comando della generale già nella mattinata di sabato, per poi gestire con la consueta calma (in ogni caso unita a delle prestazioni favolose). Ne è dimostrazione il miglior tempo nella power stage, ottenuto davanti ad un Sebastien Ogier al limite, quasi incredulo della performance della Yaris contrassegnata con il numero 8.

Proprio il francese, dopo il colpaccio in Turchia, è tornato a soffrire il confronto con il leader del mondiale e, in virtù della sua terza piazza gallese, ritornare con un -28 in classifica iridata a due rally dal termine del campionato. Nonostante abbia dimostrato un buon feeling con la C3 nella prima tappa, il sei volte campione del mondo ha davanti un’impresa all’apparenza titanica, se vuole portare a casa la settima perla consecutiva: in Catalunya dovrà vedersela nuovamente con l’asfalto, eventualità che ha creato una miriade di problemi un paio di mesi fa in Germania. Non se la passa meglio Thierry Neuville che, sebbene abbia chiuso al secondo posto un concreto weekend gallese, ha perso nuovamente punti in classifica dal battistrada: a questo punto sono 41 le lunghezze di svantaggio da Tanak e per lui la situazione pare davvero molto complessa.

Bella gara, ma forse sotto le aspettative (considerando che correva in casa), quella di Kris Meeke. Il britannico è partito subito forte nella prima tappa, conducendo per diverse speciali, ma poi non è riuscito a reggere il ritmo sia del suo compagno di squadra, sia quello di Neuville e Ogier. Alla fine è quindi arrivata una quarta piazza che contribuisce comunque ad alimentare le speranze di rincorsa sia nella quarta posizione in campionato, che nella leadership tra i costruttori per Toyota.

Altro pilota di casa dal quale ci si sarebbe atteso di più è Elfyn Evans. Sulla gara del pilota M-Sport pesano come macigni i problemi accusati nella prima tappa, che hanno condizionato una sua potenziale gara da podio. Nel corso degli altri due giorni, infatti, Evans ha messo in mostra una velocità invidiabile, vincendo ben sei prove speciali. Considerando che Elfyn giungeva da due mesi di stop per un infortunio alla schiena, la sua prestazione può essere considerata più che convincente. Dietro di lui ha invece chiuso un Andreas Mikkelsen altalenante e tornato sui livelli opachi ai quali, purtroppo, ci sta abituando spesso.

Protagonisti di un’altra corsa sono stati invece tutti gli altri, a partire da Pontus Tidemand, settimo, ma a oltre cinque minuti con l’altra Fiesta Wrc. Anche Craig Breen è riuscito ad andare a punti, ottavo dopo il cappottamento nella seconda tappa che ha compromesso la sua corsa. Stesso discorso per Jari-Matti Latvala, ritirato sin da venerdì, ma non più ripartito nelle altre tappe. Buon nono posto assoluto per il vincitore del Wrc2 Pro Kalle Rovanpera, che ha chiuso davanti al rientrante Petter Solberg ai margini della top ten con una Volkswagen Polo R5.

Prossimo appuntamento del campionato del mondo rally sarà quindi il Rally Catalunya, in programma nel weekend del 24-27 ottobre e naturalmente decisivo per le sorti di questo mondiale 2019.

Alessio Sambruna 

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