Oggi la miglior moto della griglia è stata senza dubbio la rossa di Borgo Panigale. Ducati ha infatti monopolizzato il parco chiuso di Le Mans, mettendo tre Desmosedici GP19 insieme alla Honda di Marc Marquez. Andrea Dovizioso e Danilo Petrucci sono finiti sul podio, mentre Jack Miller, quarto, è stato il miglior indipendente. Nonostante questo a festeggiare è ancora una volta proprio il pilota di Cervera.

Non ne vogliano a male i ducatisti, Dovizioso in questo inizio di campionato è stato impeccabile, raccogliendo sempre punti pesanti. Marquez, nonostante uno zero causato da un problema della sua Honda ad Austin, si trova in testa al mondiale. Otto punti di ritardo nella classifica iridata sono un lusso per come sono state le gare fino ad oggi, con Marquez che, senza il guasto di Austin, si troverebbe con quasi quaranta punti di vantaggio dopo solo cinque gare.

Andrea Dovizioso. Grazie al secondo posto di oggi mantiene il secondo posto nel mondiale. Il Dovi nelle prime fasi di gara rimane nel gruppo in settima posizione, in quattro giri si porta però nelle posizioni del podio, insidiando Jack Miller che sembrava essere l’unico a impensierire Marquez. Una volta che Jack si è staccato da Marc, “DesmoDovi” non è più riuscito a tenere il ritmo del pilota Honda. Nel finale di gara Danilo Petrucci è tornato all’attacco impensierendo il “capitano” Andrea Dovizioso. Il clima tra i due è sereno e Danilo è consapevole del ruolo che ricopre nel team Ducati, ma non è lì per spostarsi a comando, almeno per ora.

Danilo Petrucci. Nel finale di gara ha salvato una gara che fino a due terzi della sua durata era parsa anonima. Partito bene si è fatto subito risucchiare dalle altre Ducati e da Valentino Rossi, rimanendo per metà gara in bagarre con Pol Espargaro. Poi pian piano si è fatto sotto, liberandosi da prima di Valentino Rossi, poi dell’ex compagno Jack Miller e negli ultimi passaggi attaccando Dovizioso. Gli attacchi di Danilo non sono mai stati decisi, come detto poco fa, conosce il suo ruolo nel team. Il suo contratto è in scadenza a fine anno e sicuramente un harakiri come quello in Argentina nel 2016, con Iannone che stese Dovizioso, non verrebbe facilmente perdonato. Questo è il primo podio stagionale per Petrucci oltre che il primo con la Ducati ufficiale, che chiude sicuramente un weekend positivo per il Petrux.

Jack Miller. Ha fatto una scelta coraggiosa, andando contro tendenza e montando la media al posteriore, scelta che in teoria avrebbe dovuto garantirgli un buon passo nel finale di gara. Invece Jackass ha fatto l’esatto contrario: è partito fortissimo, tanto da impensierire Marc Marquez, poi col passare dei giri i suoi tempi si sono alzati venendo passato dai due compagni di marca e dovendo dire addio al podio.

Cosa manca? Un campione in grado di battere Marc Marquez. Dovizioso è un ottimo pilota, capace nelle giuste condizioni di vincere delle gare. Danilo Petrucci nel motomondiale non ha mai vinto una gara, non gli si può chiedere di battere Marc Marquez. Jack Miller si è giocato un mondiale Moto3 fino all’ultima gara con Alex Marquez, poi il salto in MotoGP dove ha raccolto una vittoria (ad Assen nel 2016, ndr) e un terzo posto in questa stagione ad Austin. Francesco Bagnaia può essere un giovane di prospettiva per i prossimi anni, ma oggi sta faticando forse più di quello che ci si aspettava. L’impressione è che per battere Marc Marquez serva un campione almeno del suo livello.

Ducati lo aveva e lo ha regalato alla concorrenza, privandosi di un cinque volte campione del mondo. Jorge Lorenzo nella scorsa stagione, appena Ducati lo ha messo in condizione di dare il 100%, ha regalato alla Rossa vittorie e podi. Ducati l’anno prossimo ha la possibilità di sostituire Petrucci, per cambiare un po’ le carte in tavola. Il prossimo anno andranno in scadenza tutti i big e allora si potrà vedere se Ducati riuscirà a riprendere un campione del mondo per poter battere Marc Marquez.

Mathias Cantarini

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