Va a Scott Dixon la seconda gara disputata sul tracciato di Detroit. Il pilota del team di Chip Ganassi, dopo una gara ad eliminazione, è riuscito a conquistare la sua prima vittoria stagionale davanti Marcus Ericsson e Will Power. Fuori dai giochi Pagenaud e Newgarden, con quest’ultimo che vede ridursi a soli 15 punti il suo margine su Alexander Rossi, 5° all’arrivo.




Anche la seconda gara di Detroit non ha lesinato emozioni e colpi di scena con ben 5 caution che hanno mescolato le posizioni e hanno reso l’esito della gara incerto fino alla fine. A spuntarla è stato il più esperto del lotto partenti, Scott Dixon, che dopo il bruciante errore del sabato di gara, è parso fin dalle prime battute smanioso di ben figurare.

Dietro di lui hanno concluso il rookie Marcus Ericsson, al primo podio in IndyCar, e Will Power ancora bersagliato dalla sfortuna, ma autore di una rimonta strepitosa dal fondo della classifica. Delusione per Josef Newgarden, uscito di scena al giro 33 in un contatto con James Hinchcliffe, e per Alexander Rossi che, forte dello zero accusato dall’alfiere del team Penske, recupera punti importanti in ottica campionato.

La cronaca. Start regolare fino all’imbuto di curva 3, dove Will Power viene a contatto con Felix Rosenqvist, facendo quasi decollare la Dallara dello svedese. Nel parapiglia che si scatena, O’Ward finisce in testacoda, venendo colpito da Simon Pagenaud e Tony Kanaan, con la Diezione Gara che  deve neutralizzare la gara. Immediatamente quasi tutti i protagonisti in pista si precipitano ai box per montare le gomme Primary.

Al giro 5 inizia l’odissea di Will Power che si ferma nella via di fuga con il motore spento, ma nel giro di pochi attimi l’australiano del team Penske può riprendere la via della pista anche se in ultima posizione.

In questa fase di gara a comandare il gruppo è Scott Dixon che, in pochi giri, riesce a scavare un divario importante tra sè e gli inseguitori, mentre poco più indietro è bagarre vera tra Newgarden e Chilton, con il pilota inglese che nel giro di poche tornate viene superato da ben quattro piloti.

Al giro 14 il leader rientra ai box per la seconda sosta, poco prima di un incidente che attiva il secondo regime di caution: Bourdais tampona Pigot che stava rientrando ai box, con la vettura del francese che decolla, atterrando però nuovamente in pista con l’ala danneggiata, mentre la corsa dell’americano termina contro le barriere di protezione.

Dopo ben 7 giri la gara riprende con Santino Ferrucci in testa seguito da Rahal, Newgarden,Rossi e Hinchcliffe, con l’ex terzo pilota della Haas che riesce a tenere un buon ritmo, senza permettere agli inseguitori di avvicinarlo.

Tra il giro 27 ed il giro 33 succede di tutto: Rossi si ferma ai box con problemi di fissaggio all’anteriore sinistra, venendo imitato da Newgarden il giro successivo. Si fermano anche Rahal e Hinchcliffe, con quest’ultimo che rientra in pista proprio davanti ai due duellanti per il titolo. Newgarden prova l’attacco nei confronti del canadese dello Schmidt Peterson, ma finisce sullo sporco e in testacoda,imitato da Rossi che nell’intraversarsi colpisce la vettura #5, spedendolo contro la Penske già finita contro il muro.

La green flag al giro 40 vede Dixon al comando davanti ad Ericsson, Sato e Hunter-Reay, con le posizioni che rimangono congelate per un paio di giri, fino al rientro in pista dei battistrada per l’ultima sosta della gara.

A rimanere in pista è il solo Will Power che, dopo le peripezie iniziali, è risalito fino guidare il gruppo. Per l’australiano del team Penske la sosta arriva al giro 49, con il #12 che rientra in pista davanti ad un trio composto da Hunter-Reay, Sato e Rossi.

La bagarre tra i quattro dura poco, perchè James Hinchcliffe si ferma lungo il percorso per la quarta caution di giornata, il che permette a coloro che ancora non lo avevavo fatto di effettuare l’ultima sosta.

A 10 giri dal termine, la green flag dà il via nuovamente alle ostilità, con Dixon ancora una volta abilissimo a gestire la ripartenza, mentre dietro di lui impazza il duello tra Rossi e Sato, con quest’ultimo vittima di una foratura provocata dal successivo attacco nei suo confronti da parte di Rosenqvist.

Lo svedese è protagonista, suo malgrado, della bandiera rossa che a 5 giri dal termine viene esposta sul tracciato di Belle Isle, andando a picchiare dopo la chicane del rettilineo principale.

La bandiera verde viene esposta a tre giri dal termine, ma la classifica non cambia più con Scott Dixon che va a trionfare per la prima volta in stagione (45a in carriera), davanti a Marcus Ericsson e Will Power. Chiudono la top 10, Ryan Hunter-Reay (4°), Alexander Rossi (5°), Marco Andretti (6°), Graham Rahal (7°), Zach Veach (8°), Sebastien Bourdais (9°) e Santino Ferrucci (10°). In classifica generale è sempre Josef Newgarden a comandare con 316 punti, seguito da Rossi a 301, Pagenaud a 291, Dixon a 264 e Sato a 255.

Prossimo appuntamento nella notte tra sabato e domenica prossimi con il DXC Technology sul Texas Motor Speedway di Fort Worth.

Vincenzo Buonpane

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