Da qui a due anni la Formula 1 mira ad inziare un nuovo capitolo della sua storia, introducendo novità su tutti i fronti: regole, struttura di governo, strategia di distribuzione dei proventi economici e controllo dei costi. Questi temi sono stati affrontati nella riunione tenutasi ieri a Londra, dove Liberty Media ha presentato la propria vision in chiave futura di fronte ai rappresentanti delle scuderie, ai membri dello Strategy Group e ai membri della Commissione F1.




Per capire meglio di cosa stiamo parlando, facciamo un passo indietro: gli accordi che descrivono la struttura tecnico-sportiva della Formula 1 attuale scadranno al termine del 2020 e, secondo il regolamento sportivo FIA, qualsiasi cambiamento che possa alterare il balance of performance deve essere approvato diciotto mesi prima della sua entrata in vigore. Per dirla in altre parole: tutte le modifiche da introdurre in data 1/1/2021 devono essere finalizzate entro il 30 Giugno di quest’anno.

A quanto si apprende da fonti esterne (i partecipanti della riunione sono tenuti alla confidenzialità), durante il meeting londinese sono state mostrate due presentazioni che hanno coperto la questione “futuro” in maniera complessiva, facendo il punto della situazione sul cammino percorso dal fine settimana del GP del Bahrein 2018, “prima puntata” di questo processo di sviluppo, fino ad oggi.

Gli obiettivi che Liberty Media vorrebbe perseguire sono noti e, in un certo senso, scontati: rendere la Formula 1 più sostenibile dal punto di vista economico (per le scuderie e per i tifosi) e migliorare lo spettacolo in pista, tramite la riduzione dei costi non necessari e l’eliminazione di quelle tecnologie che impediscono gare più interessanti (ovvero dove la battaglia corpo a corpo è più frequente). Sicuramente stiamo parlando di obiettivi sì scontati, ma, allo stesso tempo, ambiziosi e non facilmente perseguibili.

Prendiamo ad esempio la questione tecnica: consentire duelli ravvicinati tra vetture in scia (uno degli obiettivi della vision di Liberty Media), garantendo all’inseguitore di poter contare sull’80% del carico deportante generato dalla propria vettura (contro il 30% attuale), ha portato alla definizione dei concept che abbiamo visto nella passata stagione, dove l’effetto veniva perseguito “addomesticando” la turbolenza in coda alla vettura.

Tale problema (tra l’altro descritto con una terminologia molto semplificata che farà storcere il naso a chi lavora nel settore) non è per sua natura di agevole risoluzione e sarà ancora più complicato studiare, ratificare e far rispettare dei limiti regolamentari entro i quali i tecnici si potranno muovere.

Prova ne è che, a lato del meeting di Londra, sia stato ulteriormente abbassato il consumo d’olio per la stagione 2020, portando il limite a 0.3 l / 100 km: l’unità motrice ha bisogno dell’olio per funzionare e i trafilamenti ci saranno sempre, dunque diventa molto complicato trovare le giuste parole regolamentari per limitare l’utilizzo dell’olio motore come agente chimico migliorativo dell’efficienza di detonazione.

Fondamentalmente, l’intreccio tecnico – economico – politico fa sì che qualsiasi potenziale decisione, presa in funzione di una decisa svolta sul futuro assetto della Formula 1, vada a ledere gli interessi di qualcuno: indubbiamente sarebbe più efficace una strategia d’intervento senza compromessi, ma, con i grossi nomi pronti ad agitare lo spettro dell’uscita dal giro qualora “il futuro dopo il 2020 non fosse in linea con gli obiettivi interni”, è più plausibile che Liberty Media proceda su una strada in cui si lascerà dietro qualche concessione, in nome del “non è possibile fare contenti tutti, allora scontentiamone pochi”.

Le bocche dei presenti al meeting sono cucite e non abbiamo riscontri ufficiali: i soliti bene informati dicono che la riunione abbia avuto un esito positivo, ma, dall’esterno, sembra che non sia stata ancora presa una decisione su quello che vedremo dal 2021 in poi. Forse è stato un incontro buono per fare il punto della situazione e tracciare la rotta sulle decisioni da prendere a breve termine.

Luca Colombo

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