Le qualifiche di Montréal hanno regalato grandi emozioni sia ai piani nobili che nelle retrovie della classifica: i top team hanno iniziato a spingere già nel Q1 ed il circuito era ancora scivoloso in alcuni tratti, con il risultato che in Canada non ci si è annoiati. La grande sconfitta delle qualifiche non è stata la Mercedes, bensì la Red Bull: il team austro-inglese si è presentato sul circuito Gilles Villeneuve già sulla difensiva, ma mai avrebbe pensato a una disfatta così eclatante. A gioire la Renault che con Daniel Ricciardo guadagna un insperato quarto posto.




Non è stata solo fortuna quella dell’australiano: infatti basta fare un passo indietro nelle prove libere e vedere l’alfiere di casa Renault sempre a ridosso dei top team, sia per una predilezione di Ricciardo per i circuiti cittadini veloci (ricordiamo che proprio qui ha conquistato la sua prima vittoria), che per le caratteristiche della vettura francese: la monoposto non genera ancora sufficiente downforce e qui questo fattore è meno determinante rispetto agli altri circuiti. Poi la fortuna ha fatto il resto: con la Red Bull a una sola punta e Bottas che, dopo il testacoda nel primo tentativo, ha girato più abbottonato nel secondo run, finendo solamente sesto. A riprova della competitività del team della losanga, c’è da sottolineare la settima posizione di Nico Hulkenberg.

Disastro in casa Red Bull con Max Verstappen che si è lamentato a lungo della scarsa aderenza; poi l’incidente di Kevin Magnussen l’ha tagliato fuori dalla lotta del Q3. Per il team di Milton Keynes si tratta di un weekend difficile, tutto in salita: basti vedere la vettura di Gasly, che anche nelle ultime prove libere ha girato con la vernice di paraffina per studiare l’efficacia del fondo piatto. La sensazione è che la Red Bull abbia usato i lunghi rettilinei della pista di Montréal per studiare soluzioni che poi vedremo successivamente oppure, semplicemente, non abbia trovato ancora la quadra della situazione. Gasly si è trovato da solo a battersi nella sessione finale, contenendo i danni con un buon quinto posto.

Buona dimostrazione di forza per la McLaren con Norris, ottavo, che ha preceduto Sainz (prima di essere penalizzato di tre posizioni): la parabola del team inglese continua a crescere e la sensazione che qualcosa si stia muovendo è forte. Finalmente è tornata la tranquillità, la macchina è nata bene e i tecnici stanno continuando ad evolverla nel verso giusto. Inoltre il rookie inglese si sta dimostrando davvero molto forte e costante, una continua spina nel fianco per il suo team-mate più esperto.

Discorso in chiaroscuro per la Haas, con Magnussen più a suo agio sulla pista canadese; sfortunatamente, però, ha voluto strafare nel suo ultimo tentativo di Q2 e ha dovuto parcheggiare la sua vettura, non prima di averla trasformata in una pallina da flipper: il danese ha perso il controllo volando sul cordolo dell’ultima chicane e ha sbattuto violentemente sul muro dei campioni, rimbalzando dapprima verso il muretto box, per poi fermare la sua corsa dal lato opposto. Risultato: trasmissione quasi sicuramente da sostituire e possibile telaio danneggiato.

Grosjean invece non si è trovato a suo agio sulla pista canadese: con la vettura che scivolava molto nei cambi di direzione, il francese ha avuto da ridire in diversi team radio in merito agli pneumatici. Al termine delle qualifiche non è riuscito a fare meglio del quindicesimo tempo.

Aspettative più alte per la Toro Rosso che, sulla carta, aveva una vettura che si poteva adattare bene al layout di Montréal. Nella realtà delle qualifiche ha raccolto poco per via di una vettura non ben bilanciata; sicuramente Kvyat, data la sua esperienza, potrà far bene in gara.

In casa Alfa Romeo per un Antonio Giovinazzi rinato e salito in tredicesima posizione, c’è da contrapporre un Raikkonen eliminato in Q1. In Alfa non sono riusciti a trovare il giusto equilibrio fra i due assi oltre a non mantenere costantemente nella giusta finestra le temperature degli pneumatici.

La Racing Point, dopo quanto di buono fatto vedere nelle libere, è scomparsa dai radar nelle qualifiche con Perez solamente sedicesimo. Più attardato Stroll, diciottesimo, che ha affrontato la qualifica non in maniera serena per via della sostituzione della MGUK andata a fuoco nella FP3.

Fanalino di coda, come ormai da iniziò stagione, la Williams che però in questo circuito ha ridotto leggermente il distacco dagli altri team, non per via di un suo miglioramento ma semplicemente per i lunghi rettilinei che caratterizzano la pista canadese.

Dal nostro inviato a Montréal – Michele Montesano

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