Con il Codice Sportivo Internazionale della FIA che stabilisce che i principali cambiamenti normativi devono essere finalizzati almeno diciotto mesi prima della loro introduzione, la riunione del Consiglio Mondiale dello sport del motore, prevista per il 14 giugno, offre l’ultima opportunità per mettere mano ai regolamenti 2021 della Formula 1 prima della ratifica entro la scadenza del 30 giugno. A quanto pare, c’è ancora molto da discutere.




Stando a quanto si apprende nel paddock, ad inizio Giugno sarebbero state distribuite a tutte le scuderie le bozze dei regolamenti tecnici e sportivi proposti e, per tutto il fine settimana della gara in Canada, sono stati fissati meeting di discussione in merito.

Contestualmente a questi eventi sono stati distribuiti alle squadre i dettagli relativi al budget cap proposto, con un tetto fisso di 175 milioni dollari all’anno da imporre a tutti i concorrenti nel quale, tuttavia, sono previste alcune esclusioni tra le quali spiccano quelle relative ai costi legati genericamente ai viaggi per il weekend di gara. Si ritiene, plausibilmente, che l’esclusione di tali costi sia stata richiesta per consentire l’espansione del calendario del campionato, senza che questo vada a pesare nel conto del budget cap.

Stando a quanto si dice, dal 2021 verrebbe introdotta una struttura delle entrate rivista, che possiamo riassumere concettualmente in tre punti: 1) si utilizzerà lo schema attuale comprensivo del 50% del premio comune, diviso in parti uguali tra tutti i partecipanti (senza periodi di esclusione iniziali per le nuove squadre, come avviene attualmente); 2) un flusso sarà erogato tra i primi dieci classificati del campionato, basandosi su una scala scorrevole legata alle prestazioni (cioè le squadre piazzate peggio prenderanno proporzionalmente di meno, tra l’altro ancora meno in termini percentuali rispetto a quanto prendono ora); 3) il bonus relativo alla “storia” delle scuderie (quello che viene erogato a Ferrari, AMG Mercedes, Red Bull, McLaren e Williams) verrà rivisto, in base alla frequenza con cui le scuderie hanno terminato nelle prime tre classificate del campionato su un periodo di dieci anni.

Per quanto riguarda la Ferrari, la scuderia di Maranello manterrà il suo bonus LST (Long Standing Team), ma si prevede che verrà dimezzato rispetto al suo attuale livello (circa 70 milioni di dollari) e non potrà essere utilizzato a fini di performance, in altre parole non si potrà assegnare il bonus al limite di capitalizzazione annuale dei 175 milioni di dollari.

Contestualmente, dovrebbe essere mantenuto anche il potere di veto rispetto ai cambiamenti delle regole della F1, ma ci si aspetta che questo venga ridefinito per garantirne l’attivazione solo in circostanze specifiche.

Nonostante il tempo a disposizione sia poco, la materia di trattativa pare essere molto estesa e complicata, poiché oltre ai punti tecnici (che potrebbero costituire un freno all’ingresso di nuovi Costruttori, almeno per quanto riguarda le unità propulsive) si aggiunge una discussione parallela anche di punti economici ed economico-politici. Non ci resta che attendere ed aspettare i risultati finali di queste discussioni.

Luca Colombo

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