Se la pole position all’Albert Park manca alla Ferrari dal 2007 vuol dire che proprio così tanto alle caratteristiche della rossa il tracciato australiano non si adatti troppo. Solo seconda fila per Sebastian Vettel a Melbourne, un risultato un po’ a sorpresa e al di sotto delle aspettative.

Il distacco certo è importante; 7 decimi non è quello che ci si aspettava dopo i test di Barcellona, ma non è certo abbastanza per lanciare grida di disperazione. Tra bluff, controbluff e nascondini vari, il leitmotiv più diffuso raccontava di una Mercedes (apparentemente) in difficoltà, pronta a inseguire, mentre almeno in qualifica sembra continuare la solita recita già vista tante volte negli ultimi anni. Tutto diverso, come la qualifica di Melbourne ha ampiamente dimostrato. Ferrari che deve recuperare un distacco importante, che quasi sicuramente in gara verrà ridotto, ma la preoccupazione di rivedere le due Mercedes là davanti è un incubo che si materializza e ritorna inesorabile.


Hamilton e Bottas davanti, con Vettel terzo e Leclerc quinto, leggermente più staccato. Situazione in apparenza non ideale per tentare un assalto alla vittoria, ma non dissimile dalle situazioni che abbiamo visto negli ultimi anni, con una qualifica all’inseguimento, e poi una gara dall’esito ben più felice, perchè sappiamo bene, retaggio anche questo delle ultime stagioni, quanto il più delle volte il distacco in qualifica non corrisponda poi alla reale situazione in gara, con la Ferrari che riesce invece spesso ad interpretare al meglio le condizioni per ribaltare la situazione e ridurre il distacco.
Ancora una volta all’inseguimento delle Mercedes dunque, nella formazione però loro più congeniale con Bottas a protezione di Hamilton, pronto a scappar via. Non può permetterlo Vettel, che dovrà fare a meno, almeno in partenza, dell’aiuto fondamentale di Leclerc che scatterà invece un paio di posizioni più indietro e se la vedrà direttamente con Max Vertappen.

In tutto questo non è ancora tempo di bilanci nè valutazioni eccessivamente felici o fallimentari; il progetto SF90 era buono e rimane valido al di là di come andrà questo weekend. Solo problemi di messa a punto probabilmente sono alla base del risultato di oggi, ma non c’è da disperare: d’altronde partire con una vittoria fa sempre bene al morale ma se si guardano alle ultime due stagioni, forse non è da considerarlo un talismano infallibile.

Stefano De Nicolo’

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